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L'ex cassiere di Mokbel

Omicidio Fanella, fermati un ex Nar e un suo complice

Il luogo dell'agguato a Silvio Fanella

Altri due fermi nell'ambito dell'inchiesta sull'assassinio di Silvio Fanella, l'ex cassiere del gruppo Mokbel ucciso a colpi d'arma da fuoco lo scorso 3 luglio nella sua abitazione di via Gandolfi, alla Camilluccia. La squadra Mobile di Roma ha fermato i due presunti autori dell'omicidio. Uno di loro è un ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari (i Nar): l'uomo, italiano e residente in Piemonte, è stato pedinato e bloccato in zona Prati, a pochi passi dal palazzo di giustizia. Anche l'altro fermato è italiano e sarebbe vicino al mondo dell'eversione di estrema destra. I due avrebbero fatto parte dello stesso commando che, due anni dopo il tentato sequestro di Fanella, lo ha assassinato.

Il precedente - Pochi giorni dopo l'esecuzione erano finiti agli arresti altre tre persone: Roberto Macori, Aniello Barbetta e Giovanni Plastino. Stando a quanto scritto nel provvedimento di fermo firmato dai pm della procura capitolina, i tre erano collegati al delitto "perché l'episodio accaduto in via dei Gandolfi presentava numerose similitudini con quello dell'agosto 2012". Nel dettaglio, il blitz del 3 luglio contro Fanella (condannato in primo grado per il riciclaggio di milioni di euro provenienti dalla truffa Fastweb-Telecom Italia Sparkle) sarebbe stato compiuto "da almeno tre persone armate e munite di fascette per immobilizzare la vittima, che hanno esibito al portiere dello stabile dove abitava Fanella un tesserino di riconoscimento falso della Guardia di Finanza". In quell'occasione rimase ferito Giovanni Ceniti, genovese, ex di CasaPound, e a lungo piantonato in ospedale: si temeva che qualcuno volesse eliminare l'unico indagato e unico testimone della morte di Fanella.

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