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Animali, quattro anni in tribunale per la custodia del cane

Animali, quattro anni in tribunale per la custodia del cane

Pochi giorni fa gli avvocati di due ex fidanzati 35enni di Oderzo, in provincia di Treviso, avevano raggiunto l’accordo: il cane di quella che un tempo era una coppia, un esemplare di razza Whippet di cinque anni - della famiglia anglosassone dei levrieri - avrebbe trascorso in modo alternato un fine settimana col padrone e l’altro con la padrona. Anche le vacanze le avrebbe passate un po’ con l’uno e un po’ con l’altra.

Il giudice aveva trattato l’animale come si fa per le cause di separazione che riguardano l’affidamento di un figlio. I legali, dopo un lungo duello in aula in cui i clienti si erano dati battaglia per tenere con sé Fido, sembravano aver finalmente trovato un punto d’incontro, almeno per quello che riguarda il profilo civile della causa. Ora tutto si è complicato. La donna infatti ha deciso di opporsi al giudice che la scorsa settimana aveva rigettato il suo ricorso d’urgenza per l’affidamento totale del cane sulla base della proprietà indicata dal microchip.

Il magistrato - fa sapere il legale dell’uomo - aveva sentenziato che la cosa era riconducibile a una semplice questione di opportunità. «Siamo pronti» dice l’avvocato «a dimostrare che in questi quattro anni il cane si è affezionato al suo padrone, il quale ne aveva pagato l’acquisto e ha continuato a curarlo, mentre l’ex compagna da almeno due anni non ha contatti con l’animale e non contribuisce alle spese del suo mantenimento». Ma come sarà possibile dimostrare in un’aula di tribunale che Fido vuole più bene all’uno o l’altra? Dipenderà da quanto volte scodinzolerà verso ciascuno dei due padroncini o da come gli correrà incontro? E se abbaierà, il gesto sarà preso come un atto d’amore o di ribellione?

La donna ha inoltre chiesto il risarcimento dei danni morali: ha da poco messo alla luce un figlio, e questo scontro legale l’avrebbe turbata. La questione, quantomeno in sede civile, è destinata ad andare ancora per le lunghe. Sul fronte penale invece si sa già che gli ex fidanzati torneranno in aula il 26 febbraio. Parenti, amici e il veterinario saranno sentiti come testimoni. Sul padrone di Fido pende l’accusa di appropriazione indebita: l’ex convivente sostiene che dopo la fine della relazione l’uomo sarebbe rimasto in casa con l’animale.

«Casi come questo» dice a Libero l’avvocato Fabio Capraro del foro di Treviso (ha in uscita un libro dal titolo «Separazioni e divorzi. Storie, leggi e personaggi», con una parte dedicata agli animali) «sono in aumento. Spesso è un mezzo per danneggiare la persona dalla quale ci si sta separando. Di recente mi sono occupato di un signore che in tutta la sua vita aveva conosciuto una sola donna. Dopo aver scoperto che lo tradiva, è scoppiata una guerra che ha coinvolto subito il cane. Ma di mezzo» conclude «finiscono pure gatti e pappagalli». L’80 per cento delle volte, sottolinea il legale, è la donna a spuntarla.

La cagnolina più celebre e contesa degli ultimi anni è stata sicuramente quella di Liz Taylor, Daisy, per la cui custodia - dopo la morte dell’attrice - si sono battuti il figlio e l’ex manager della diva. La bestiola era già balzata alle cronache per aver ingoiato la famosa perla «La Peregrina» (battuta all’asta nel 2011 a quasi 12 milioni dollari) che l’allora marito Richard Burton regalò a Liz il giorno di San Valentino. Il prezioso, in qualche modo, venne poi recuperato.

di Alessandro Gonzato

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