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Forza Italia spaccata. Silvio rivuole Alfano

Forza Italia spaccata. Silvio rivuole Alfano

Il primo round tra Maria Rosaria Rossi e Raffaele Fitto si era chiuso con una rampogna di Silvio Berlusconi per entrambi. Il Cavaliere, che resta chiuso nella “fortezza” di Arcore, aveva chiesto ai suoi di «far smaltire» la cosa, di tagliare corto. Problemi «ben più seri» lo attanagliano: «Dobbiamo ricostruire il centrodestra per evitare di ritrovarci spiazzati in caso di elezioni anticipate e occuparci della situazione drammatica dell’economia, da cui dipende tutto». Il compito di individuare un nuovo candidato per la Consulta, invece, è stato quasi interamente demandato al trio composto da Gianni Letta, Denis Verdini e Niccolò Ghedini. In pole resta l’ex avvocato Paola Severino.

La «sordina» che ha provato a mettere alle divisioni dentro al suo partito, tra chi segue la sua linea e chi chiedere «una opposizione più dura», è durata però lo spazio di qualche ora. Ieri pomeriggio Raffaele Fitto è tornato a contestare pubblicamente la politica del suo partito e, sfruttando sempre il blog, lo stesso dal quale aveva criticato la senatrice rea di voler dare «patenti», si è detto «ancora più convinto del fatto che all'Italia serva una seria opposizione», criticando - tra le righe - l’eccessiva “morbidezza” di Forza Italia con Matteo Renzi. Berlusconi, che ieri ha ridotto al minimo i contatti con l’esterno, si è però nuovamente irritato: «Perchè non ha il coraggio di attaccarmi direttamente, se siamo arrivati a questo punto?». Non è escluso che l’ex ministro per gli Affari regionali lo faccia davvero già quest’oggi, quando sarà ospite di Maria Latella in tv. I parlamentari a lui più vicini lo descrivono come «molto determinato». Lo stato d’animo del recordman di preferenze alle Europee è condiviso da una fetta del partito che, non a caso, ieri ha risposto - via comunicato stampa - al suo appello: Renata Polverini e Saverio Romano su tutti.

Sullo sfondo della sfida a distanza c’è il timore - di cui la tesoriera di Fi ha parlato esplicitamente - che la situazione economica del Paese e la “resistenza” della minoranza Pd in Parlamento costringano il premier a chiamare le urne. In caso di voto anticipato sarà lei - subentrata a Sandro Bondi come rappresentante legale del partito - a firmare le liste e questa circostanza preoccupa non poco i “ribelli”, che temono epurazioni di massa. I “fittiani” avrebbero già fatto sapere che, in caso di forzature, sono pronti a chiedere ad un giudice l’annullamento di tutte le cariche del partito, mai ratificate da nessuna assemblea.

Se il partito brucia, paradossalmente le cose nel centrodestra vanno meglio. Da qualche tempo, seppur tra le schermaglie quotidiane normali tra un partito che sta all’opposizione e uno che sta al governo, si sono molto abbassati i toni tra Forza Italia e Nuovo centrodestra, tanto per cominciare. Lo stesso Angelino Alfano, col quale restano ruggini, ha ammesso ieri, parlando alla Festa dell’Udc, che «c’è una nuova leadership della sinistra, che sta virando verso contenuti competitivi», allontanando così il sospetto di avere in testa una alleanza col Pd. Due terzi del partito nato a novembre dalle ceneri del Pdl sarebbero pronti a tornare all’ovile. L’Udc c’è: Pier Ferdinando Casini fu il primo a parlare mesi fa della «necessità» del «dialogo» con il Cavaliere.

Per ricucire i rapporti con Fratelli d’Italia, che non si sono mai interrotti anche grazie alle frequenti consultazioni con Ignazio La Russa, il Cavaliere ha chiesto personalmente al suo consigliere Giovanni Toti di accettare l’invito di Giorgia Meloni e di partecipare insieme all’organizzatrice, al leader della Lega Matteo Salvini e al coordinatore Ncd Gaetano Quaglieriello all’incontro dal titolo esplicito “Costruire l’alternativa per non morire renziani” organizzata nel corso di Atreju. «Abbiamo il dovere di costruire una vera alternativa mettendo insieme tutte le forze del centrodestra», ha detto Toti ieri sera, giusto per non lasciare dubbi sul senso del suo mandato.

di Paolo Emilio Russo

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Commenti all'articolo

  • filder

    27 Settembre 2014 - 20:08

    Se è tutto vero quello che si vocifica in giro, mi sa tanto che il Berlusca stà pian piano rincoglionendo: Con l avvicinamento ad Alfano ed al partito del 2 % Silvio si vuole dare la zappa sui piedi ed in cambio chi sa quale percentuale gli volterà le spalle e ben gli stà !

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  • gattopardo46

    22 Settembre 2014 - 21:09

    Io ho sempre difeso Silvio. Adesso però mi sono stufato di queste vomitevoli manovre di palazzo. Prima voleva avvicinarsi a quel schifez.. di Casini ora vuole riappacificarsi con Alfano. Non se ne può più. Andrò verso chi dimostrerà coerenza e carattere.

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  • danieledragone63

    18 Settembre 2014 - 08:08

    Cari fratelli e sorelle d'Italia, possibile che in 65 anni di storia della pseudo repubblica fasulla, ancora ci facciamo prendere in giro da questi fantocci della politica, Silvio lo appoggiato anche urlando in piazza per lui difendendolo anche dalle accuse di vario tipo, purtroppo e' soggetto a compromessi per rimanere a galla non rendendosi conto che oramai la nave e' affondata... Rivoluzione..

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  • gigigi

    16 Settembre 2014 - 18:06

    Se e' vera questa notizia, a Berlusconi Silvio, e' scoppiato il cervello! Con Alòfano dentro, Forza Italia, raggiungera' a malapena, il SEI PER CENTO! Da parte mia, della mia famiglia, i miei amici e colleghi tutti, che ovviamente andremmo a votare solo per SALVINI, posso fare gli auguri piu' sinceri a Berlusconi, che finisca di stare nella politica, proprio come Fini e Bertinotti con il suo PCI.

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