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Lapo Pistelli: "Pagare per gli ostaggi, si valuta caso per caso"

Lapo Pistelli: "Pagare per gli ostaggi, si valuta caso per caso"

Poche parole che creano polemiche. Nel caso di ostaggi italiani rapiti all'estero, "la maggior parte delle volte in cui siamo riusciti a intervenire positivamente non c'è stato alcun passaggio di denaro". Così il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, ospite di 24 Mattino su Radio 24, ha parlato delle trattative per riportare a casa gli ostaggi italiani.
"C'è bisogno di distinguere caso per caso. - ha aggiunto Pistelli - Noi abbiamo 6 persone che sono in questo momento prigioniere. Ne abbiamo 3 in Siria, 2 in Libia e uno in Pakistan. Qualcuno da tantissimo tempo e si dubita magari dell'esistenza in vita. Altri invece dove il contatto è regolare. Il contatto è regolare ma è anche diversa la natura dei gruppi che hanno o si suppone che abbiano in mano questi ostaggi".

La risposta - Alla domanda di Alessandro Milan se sia necessario pagare oppure no i terroristi, Pistelli ha replicato: "E' un'impostazione un po' meccanica perché c'è caso e caso e devo dire che la maggior parte delle volte in cui noi siamo riusciti a intervenire positivamente non c'è stato alcun passaggio di denaro. Mi è capitato anche a luglio quando abbiamo lavorato per la liberazione della ragazza sudanese Meriam Ibrahim, e ricordo alcune ironie della stampa inglese che scriveva 'vabbè ma gli italiani, si sa, lo fanno perché pagano'. Invece non abbiamo sborsato neanche un centesimo. Il tema è come a volte uno interviene con alcune autorità o come riesce a persuadere l'interlocutore. Noi non abbiamo mai fatto blitz di natura militare attiva ma il che non comporta che noi in tutte le circostanze abbiamo messo mano al portafoglio. E devo dire che a tutt'oggi la nostra rete di conoscenza, di antenne, di intelligence in alcuni Paesi è una rete invidiabile".

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Commenti all'articolo

  • bizio49

    17 Settembre 2014 - 14:02

    mi augoro che nessuno paghi per il rilascio di chi è andato volontariamente in zone a rischio,ampiamente reclamizzate e poi sia incappato nel rapimento, se la sono cercata! si sono messi contro il proprio governo e la loro patria, si godano ciò che si son cercato. paghino i genitori,i parenti, le loro sciagurate associazioni.( ma nessun giudice interviene?)sono complici dei rapitori!

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  • gianni modena

    17 Settembre 2014 - 10:10

    valutando caso per caso , chiedete anche algiitaliani se poi sono disposti a pagare di tasca loro con le tasse .

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  • mina2612

    17 Settembre 2014 - 10:10

    Ma che mezzi ha la popolazione italiana per potersi ribellare da atti compiuti dal proprio governo che non ritiene opportuni? Non ditemi che esiste il diritto di voto : Monti, Letta e Renzi sono stati messi lì da un certo personaggio che in ben pochi considerano il loro presidente... ossia ci stanno governando con un sistema didattoriale comunista voluto dal primo comunista italiano.

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  • renatoslt815

    17 Settembre 2014 - 09:09

    Siamo veramente governati da incapaci per non scrivere quello che veramente penso, non si pagano riscatti in nessun caso, se vuole lo paga di tasca sua la ditta che a subito il rapimento di un suo dipendente ed in questo caso sono cazzi suoi ma il governo non deve MAI tirare fuori un euro, altrimenti fanno bene i rapitori a continuare tanto paga pantalone con i nostri soldi

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