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Battaglia hi-tech

Germania, il governo di Angela Merkel contro Google: "Dovete svelarci i segreti del vostro algoritmo"

Germania, il governo di Angela Merkel contro Google: "Dovete svelarci i segreti del vostro algoritmo"

Le mani di Angela Merkel anche su Google. L'ultimo sogno della super-cancelliera tedesca è quella di scoprire il segreto del successo del motore di ricerca più potente e ricco del web. Berlino, per bocca del ministro della Giustizia Heiko Haas, è partito infatti l'attacco al colosso di Mountain View con una richiesta esplicita ai due fondatori Sergey Brin e Larry Page di rendere noto l'algoritmo alla base di Google. Come giustamente sottolinea Arturo Zampaglione su Repubblica, un po' come esigere da Coca Cola la lista degli ingredienti.

Datagate, privacy e monopolio - "E' una questione di trasparenza tanto più importante per l'incidenza che ha Google nello sviluppo economico europeo", ha spiegato Haas al Financial Times. Sul gigante della Silicon Valley già pende il rischio di una multa da 5 miliardi di dollari  da parte della Commissione europea per controllo monopolistico del mercato. Senza dimenticare che già lo scandalo del Datagate, con il controllo dei servizi segreti americani sugli utenti europei (e addirittura sullo stesso governo tedesco), ha messo sotto accusa il ruolo di Google in quanto "spalleggiatore" dell'intelligence Usa. Oltre alla potenziale influenza politica e diplomatica e alla tutela della privacy, però, c'è un problema principalmente economico: come accusa l'Ue, Google in Europa è dominatore totale del mercato dei motori di ricerca, coprendo il 90% della torta che contribuisce ad alimentare un fatturato da 60 miliardi di dollari l'anno.

Dal mercato alle tasse - La richiesta tedesca punta a minare questo monopolio, in accordo con gli altri competitor europei ma in contrasto anche "culturale" con le autorità economiche e politiche a stelle e strisce. "E' giusto che le aziende che offrono beni e servizi ai cittadini europei - ha proseguito Haas - rispettino le leggi europee: a cominciare da quelle sulla protezione dei dati e a prescindere da dove si trovi il loro quartier generale". Se Google non accetterà, si aprirà un altro fronte: la frammentazione del colosso americano in varie società "nazionali", che dovranno rispondere alle varie leggi locali. E da lì a pagare le tasse ad ogni Paese, il passo sarebbe brevissimo.

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Commenti all'articolo

  • maxdemax

    maxdemax

    17 Settembre 2014 - 15:03

    x agostino - il probema sono i soldi. Google ciuccia soldi e li fa sparire. Le tasse non le paga con delle manovrre assolutamnte legali. Ora voglio fare cosi anche io e tutte le società che lavorano su internet. Cosa giusta e buona, non pager le tasse cosi i fancazzisti devono finalmente produrre qualcosa di valore per prendere no stipendio. Se lo fa google lo faccio anche io.

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  • agostino.vaccara

    17 Settembre 2014 - 13:01

    Credo che la degna signora merkel stia facendo il classico passo più lungo della gamba. Se infatti Google decidesse di non operare più in cruccolandia come farebbero gli internauti a navigare visto che sono al 90% su google??? In fondo a Google resterebbe il resto del mondo mentre in cruccolandia dovrebbero usare un motore di ricerca made in cruccolandia!!!

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