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La polemica

Milano, Unicef: "Alla Centrale violati i diritti dei bambini"

Milano, Unicef: "Alla Centrale violati i diritti dei bambini"

Le foto dei bambini che dormono sui cartoni tra la sporcizia della Stazione Centrale, hanno avuto un’eco inaspettata per Pierfrancesco Majorino, l’irascibile assessore milanese che solo mercoledì aveva dato dell’«infame» a Silvia Sardone, l’esponente di Forza Italia che aveva denunciato quella situazione da terzo mondo. Dopo l’ira di Majorino la rete si è scatenata con insulti vari al centrodestra, sciorinando varie teorie del complotto, accusando la Sardone di aver «taroccato» quelle foto. Certo i «majorino boys» non potevano sapere che da li a breve si sarebbe scatenato l’inferno.
La prima doccia fredda arriva in mattinata dalla pagina twitter dell’ex ministro Cecile Kyenge, paladina dei diritti dei migranti, che rilancia le foto dei bambini pubblicate dai giornali, certificandone nei fatti l’autenticità. La giornataccia di Majorino, però, era appena iniziata. Subito dopo, infatti, arriva la tirata d’orecchie dell’Unicef, che con un duro comunicato spiegava: «Non possiamo restare indifferenti. Le immagini di alcuni bambini siriani che dormono per terra rannicchiati su cartoni o nel mezzanino della stazione centrale, sono la rappresentazione di un mondo che non vogliamo».

Una bordata appena attutita da una frase: «La cittadinanza milanese si è mobilitata da tempo per assistere le famiglie siriane così come il Comune sappiamo essere sempre in prima linea nel fronteggiare questa difficile emergenza». Frase alla quale Majorino prova ad attaccarsi, in serata, per trovare giustificazione al suo operato: «Unicef sollecita il governo ad occuparsi dei bambini figli dei profughi e riconosce il lavoro di terzo settore e Comune di Milano». Peccato che l’assessore ometta di citare la seconda parte del comunicato, quella cioè nella quale l’Unicef spiega che tutto questo: «non basta. Le istituzioni regionali, provinciali e comunali facciano quadrato e superino la polemica politica». Una tirata d’orecchie nemmeno troppo velata allo stesso Majorino, che da mesi va polemizzando con la Regione e con il Governo (del suo stesso colore politico) accusati di non fare nulla.
Quella contro l’Unicef, però, non è stata la sola gaffe di Majorino, che ha rivolto la sua rabbia contro Grandi Stazioni accusata di «inettitudine» sulla concessione di nuovi spazi da attrezzare per l’accoglienza dei profughi. Peccato che più o meno nello stesso momento Grandi Stazioni comunicava proprio la concessione di quegli spazi. Una circostanza che ha costretto l’assessore a una imbarazzante marcia indietro. «Ferrovie dello Stato annuncia la messa a disposizione di un luogo per organizzare meglio le attività riguardanti i profughi. Si tratta finalmente di una buona notizia».

Mentre Palazzo Marino polemizzava col mondo, quelle foto si erano trasformate in caso politico, con Forza Italia pronta a fare quadrato attorno alla Sardone. Per Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale del partito: «Le parole di Majorino contro Forza Italia si commentano da sole, sono la rappresentazione di una nervosa inefficienza. Majorino ha provato a trasformare una vicenda drammatica in sterile litigio politico piuttosto che intervenire per risolvere i problemi che ha lasciato accumulare nel tempo. Bastino per chiudere la polemica le parole dell’Unicef che dall’esterno certifica una volta per tutte la verità e la gravità della situazione. Negli occhi dei milanesi rimangono indelebili le immagini di quei bambini, immagini indegne di Milano e che hanno fatto il giro del mondo». Anche il vice governatore lombardo Mario Mantovani, tirato in ballo per presunti mancati aiuti regionali spiega: «Vedere quelle foto mi ha ricordato quando ero osservatore internazionale. Immagini così le ho viste solo in Mozambico e Mauritania, i paesi più poveri del mondo. Il fatto che siano state scattate a Milano fa pensare a una situazione di abbandono inaccettabile». Per quanto riguarda il ruolo della Regione: «siamo in regola con quello che ci chiede la legge e con gli accordi presi col prefetto di Milano».

di Fabio Rubini

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