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La difesa

La lettera di papà Renzi agli amici: "Non sono un truffatore"

La lettera di papà Renzi agli amici: "Non sono un truffatore"

In una lettera inviata agli amici e alle persone con cui lavora Tiziano Renzi, indagato per bancarotta fraudolenta, si difende dalle accuse: "Non sono un truffatore, non avete avuto rapporti con un bandito".

La versione di Tiziano - Il papà del presidente del Consiglio, riporta Repubblica, nominerà lunedì un avvocato penalista e un civilista per le richieste di risarcimento. Intanto ha affidato ad una missiva la sua versione dei fatti: "Mi scuso se invado l'altrui privacy per una questione personale, ma siccome tengo a quel poco di stima che penso di avere mi preme dire che le notizie che mi dipingono come un truffatore sono basate su un fallimento di un'azienda che io ho venduto e che dopo tre anni e qualche giorno dalle mie dimissioni da amministratore è fallita".

Atto dovuto? - Ora, conclude Renzi senior, "se c'è stato reato mi sembra oggettivamente difficile attribuirlo a chi la gestiva tre anni prima. Spero e credo si tratti di un atto dovuto, non attaccherò mai la magistratura perché credo sia giusto non farlo, ma ci tenevo a dirvi con la forza della serenità che non avete avuto rapporti con un bandito".

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Commenti all'articolo

  • miraldo

    20 Settembre 2014 - 18:06

    Al gabbio devi finire insieme hai tuoi compagniucci sinistroidi e vedendo che intrallazzi in Liguria di sicuro c'è anche il condannato Grillo nella combriccola dei tiranculo.

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  • rs1964

    20 Settembre 2014 - 12:12

    questo cazzone è pure un bugiardo. La societa andava cosi bene che la venduta per 3.000 euro e aveva accumulato migliaia di euro di debiti, non hanno neanche la vergogna di stare zitti.

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