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L'editoriale

Baffino-Thatcher e l'arte di smentirsi pur di distruggere

30 Settembre 2014

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Lo stesso presidente del Consiglio ha già ribattuto con efficacia a chi, come Massimo D’Alema, lo accusava di trattare le riforme istituzionali con Denis Verdini. Matteo Renzi ha infatti ricordato al personaggio più influente della fronda interna al Pd che, se lui ora tratta la legge elettorale con il plenipotenziario di Silvio Berlusconi, c’è stato un tempo neanche troppo lontano in cui l’allora segretario del Pds trattò direttamente con il Cavaliere l’architettura costituzionale. L’epoca è quella del governo Prodi e dell’Ulivo. Massimo D’Alema da leader della sinistra volle intestarsi le riforme istituzionali e dunque si fece eleggere presidente della Bicamerale per le riforme. Non si sa quanti incontri ci furono tra lui e il capo di Forza Italia, certo dovettero essere molti se alla fine il numero uno di Botteghe Oscure fu costretto a smentire in un’intervista al Foglio di essere il confidente di Berlusconi.

Tuttavia, se in molti ricordano di quando il Cavaliere e D’Alema andavano d’amore e d’accordo, al punto di accettare di presentare insieme il libro di Bruno Vespa, in pochi hanno memoria di quel che in quel periodo il segretario del Pds sosteneva in materia di mercato del lavoro, flessibilità e articolo 18. Cose molto diverse da quelle sentite ieri durante la direzione del Pd. Che il líder máximo non sia mai stato un difensore dello Statuto dei lavoratori lo si poteva immaginare, anche perché furono i governi dell’Ulivo, cioè il suo e quello che lo precedette di Romano Prodi, ad introdurre le prime misure di assunzione a tempo, quelle per intenderci che poi sarebbero state etichettate come precarie. Ma oltre alla flessibilità, D’Alema parlò anche di smantellare lo Stato sociale o per lo meno di cambiarlo radicalmente.

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Commenti all'articolo

  • doberman

    30 Settembre 2014 - 19:07

    Ma cosa vuole baffino , è molto disorientato , vada a giocare a bocce .

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  • francori2012

    30 Settembre 2014 - 17:05

    In questi "Penultimi tempi"avevo incominciato a vedere "baffino"sotto un aspetto "più umano".Negli ultimi tempi però mi sono ricreduto.Quest'uomo è un "Serpente",pur di conservare il potere fa tutto e il suo contrario.Chi se ne frega se l'Italia va a fondo,sopratutto per demerito del suo partito. E' ora di legare i soldi che diamo a questa"Dannosa gente"al P.I.L.Scommettiamo che cambiano andazzo?

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