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L'editoriale

Ma sull'articolo 18 Matteo non ha vinto. Troppi cedimenti

1 Ottobre 2014

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Ma siamo sicuri che Matteo Renzi l’altra sera abbia vinto la battaglia dell’articolo 18? Piegando la vecchia guardia con l’80 per cento dei consensi, per la grande stampa nella direzione del Pd il presidente del Consiglio ha stravinto, ottenendo il via libera alla riforma dello Statuto dei lavoratori così come annunciato. Eppure, messi da parte i commenti a caldo e anche le asprezze del dibattito interno al partito di maggioranza (Bersani che evoca il metodo Boffo contro la minoranza, D’Alema che prova a pungere il premier con frecciate sarcastiche), occorre chiedersi se davvero sia stato dato il via libera alla cancellazione della norma che rende i licenziamenti di singoli dipendenti più difficili di un divorzio oppure no. La sensazione infatti è che ci sia molta distanza tra quanto promesso e ciò che il capo del governo si appresta a portare a casa e che, ancora una volta, si sia di fronte a una riforma di parole ma non di fatti. Le perplessità del resto erano espresse anche in un fondo del Sole 24 Ore, ossia del quotidiano più attento di chiunque altro alle novità sul fronte del mercato del lavoro. Sul giornale della Confindustria, all’indomani della direzione del Pd, Fabrizio Forquet si interrogava sul rischio che la riforma dell’articolo 18 alla fine giunga a destinazione molto più annacquata di quanto annunciato. Pessimismo dei soliti maestrini dalla penna salmonata? Forse, ma forse no, perché il sospetto che dietro gli annunci si nasconda poco è forte ed è alimentato dal fatto che si discute molto del provvedimento ma finora non c’è un testo definitivo con il quale confrontarsi. Una riforma virtuale dunque, la cui discussione dovrà essere rinviata inevitabilmente al momento in cui ci sarà un disegno di legge o un decreto. Finora siamo solo alle chiacchiere e non è detto che le chiacchiere corrispondano alla realtà.

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    01 Ottobre 2014 - 17:05

    Renzi deve mantenere la linea decisiva ad eliminare tutti gli ostacoli che gli vengono messi dal suo stesso partito. Se solo riuscisse a mantenere questa promessa, avrebbe vittoria certa. Incoraggiamolo Direttore.

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