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La scoperta dei carabinieri

Choc a Pavia, ragazza marocchina segregata in casa: "Non voglio spacciare". "Allora non mangi"

Choc a Pavia, ragazza marocchina segregata in casa: "Non voglio spacciare". "Allora non mangi"

"Non voglio spacciare". "Allora stasera non mangi". E le botte, violente. La vita era diventata davvero un inferno per una ragazza diciottenne di origini marocchine, giunta in Italia da qualche mese e segregata in casa dal fratello di 26 anni, assieme alla cognata di 22. Sono stati i carabinieri di Vigevano, guidati dal comandante Rocco Papaleo, a portare alla luce questo dramma familiare.

Lo spaccio - La giovane poteva mangiare solo dopo aver consegnato la droga ai clienti del fratello. Il giro di spaccio che vedeva protagonista il ventiseienne, d'altra parte, era decisamente ampio, e comprendeva territori al confine tra la provincia di Pavia e quella di Novara: la ragazza l'ha scoperto appena arrivata in Italia, qualche mese fa. Erano stati i genitori, in Marocco, a convincerla a raggiungere il fratello a Pavia, per poter migliorare la propria vita. E invece si è ritrovata a dover subire percosse e continue minacce, se non avesse lavorato con il fratello e la cognata. Tanto da rimanere a digiuno nel caso si rifiutasse di consegnare la droga ai clienti, tra cui c'erano commercialisti, operai e anche studenti. Ogni dose di cocaina veniva venduta a 50 euro.

Le accuse - Il fratello della diciottenne, assieme alla moglie, ora dovrà rispondere delle accuse di percosse, riduzione in schiavitù e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

 

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Commenti all'articolo

  • Paolo1946

    04 Ottobre 2014 - 09:09

    Tanto questo rimane in Italia e continuerà a spacciare visto che non li caccia nessuno .

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  • routier

    04 Ottobre 2014 - 08:08

    Secondo qualche nostro politico "illuminato" sono una risorsa per l'Italia ! Ma alle prossime elezioni faremo i conti !

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