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Nella testa del campione

Zlatan Ibrahimovic pensa al ritiro: "Vorrei fare il papà..."

Zlatan Ibrahimovic pensa al ritiro: "Vorrei fare il papà..."

Il personaggio non è nuovo a dichiarazioni shock. Tre anni fa Zlatan Ibrahimovic se ne uscì dicendo "Il calcio mi ha stufato". Stavolta, in un'intervista all'inglese Guardian, i toni sono meno perentori, ma il tema è quella. Ibra pensa al ritiro: "Sono impaziente. Quando si gioca a calcio, si passa molto tempo negli alberghi e mancano molte cose. Il mio figlio maggiore ha otto anni, l'altro ne ha sei. Ma è come se non avessi vissuto tutti i giorni della loro vita. Voglio essere un buon padre di famiglia e voglio fermarmi quando sarò al top".

"Sono dove volevo" - Addolcita dall'immagine del quadretto famigliare, attenuata dagli affetti domestici, ma la notizia resta quella: Ibra, a 33 anni festeggiati 3 giorni fa, considera il ritiro come una ipotesi non solo percorribile, ma quasi auspicabile. Nel corso della stessa intervista, poi, l'attaccante del Psg ha ricordato gli inizi della sua carriera: "Tutti mi sputavano addosso. Pensavano che non sarei andato lontano vista la mia linguaccia - ricorda Zlatan-. Al Malmoe dicevano: 'Come ha fatto questo punk di Rosengard ad arrivare qui?' Nessuno credeva in me. Mi credevano completamente pazzo. Ma ho avuto ragione io e i miei sogni da ragazzino alla fine si sono realizzati. Oggi sono dove volevo".

"Serie A la più difficile" - Da calciatore giramondo, Zlatan paragona i principali campionati europei: "Quello italiano è il più difficile per un attaccante - ammette -. In Serie A pensano ancora che sia più importante non subire gol che segnarne uno. In Spagna invece vogliono fare un gol e poi un secondo e anche un terzo. Nel Barcellona ero probabilmente nella miglior squadra della storia, il loro calcio era magnifico - ricorda ancora-. Quando mi preparavo per una partita, sapevo che avrei vinto prima di cominciare. Guardavo i calciatori vicino a me: c'erano Messi e Iniesta, Xavi e Puyol, Pique' e Dani Alves e anche Busquets. Incredibile! Era un calcio di un altro pianeta. Tecnicamente perfetto". Campioni e disciplinati: "Erano delle superstar ma era un luogo dove regnava la massima disciplina. Facevano qualsiasi cosa il tecnico dicesse loro di fare. Quando vai in Italia è diverso. Hai 22 grandi personalità e ognuno pensa di essere il migliore al mondo".

"Mou il migliore" - Paroli dolci per Mourinho, con il quale ha condiviso una stagione nerazzurra: "È molto intelligente - osserva Zlatan -, non tratta tutti allo stesso modo. Sa però come trattare le persone a livello individuale per trarre il 100% da ognuno di loro. Se è il miglior tecnico con cui abbia lavorato? Sì. Nel modo in cui parla con i propri giocatori, li manipola, non c'è dubbio".

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Commenti all'articolo

  • rintintin

    06 Ottobre 2014 - 17:05

    nono....prima torni due anni al Milan, poi ci rimani come manager e poi a 90anni fa quello che ti pare...grande Ibra

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