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L'America di Obama

Benvenuti nelle Università dove si insegna l'odio per i repubblicani

Un video inchioda le lezioni faziose del professor Sragow alla University of Southern California. E alla John Hopkins stessa musica...

Glauco Maggi

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Benvenuti nelle Università dove si insegna l'odio per i repubblicani

di Glauco Maggi

I college americani, si sa, sono nella grandissima maggioranza zeppi di professori di sinistra. Ma fare propaganda di comunismo, difendendo le idee di Marx o le rivoluzioni rosse nella storia del mondo, è un conto, mentre chiamare "stupidi e razzisti" i repubblicani viventi di oggi, che sono il partito di riferimento per metà del Paese, è, o dovrebbe essere, un altro. Eppure, e questo dà la misura della arroganza personale dei docenti più fanatici, che s’accompagna alla pretesa d’avere il monopolio della ragione e una inattaccabile superiorità morale, sono proprio epiteti volgari come questi che fanno oggi il giro di Internet grazie alla registrazione delle lezioni di Darry Sragow alla University of Southern California. La videocassetta è opera di Tyler Talgo, uno studente disgustato dal tono usato dal suo docente di scienze politiche nello sferrare ripetuti attacchi agli avversari politici, con un linguaggio da caserma piuttosto che da accademia, che è stato intervistato da Fox News. "Nel primo giorno di scuola il professore ha sostenuto che i Repubblicani vogliono impedire ai neri e alla gente povera di votare, chiedendo l’obbligo di un documento di identità con la foto", ha detto Talgo in Tv. 

Durante una lezione, evidentemente già bene ammaestrato, uno studente ha chiesto "come si può impedire ai repubblicani di votare?". "Piazzando le Pantere Nere davanti ai seggi", è intervenuto l’assistente di Sragow, che ha subito confermato "yeah, yeah, si può fare così". E, ancora, nelle sue stesse parole dalla cattedra, ecco il messaggio più pregnante del maestro di scienze politiche Sragow: "Sono veramente stupidi e razzisti. Il Partito repubblicano sta diventando l’ultimo rifugio dei vecchi, arrabbiati bianchi ai quali non piace ciò che succede in questo paese. I vecchi tizi bianchi sono ostinati figli di p…ana". "Credo che continueremo a permettere ai Repubblicani di vivere qui, ma saranno totalmente, completamente irrilevanti. Ma noi non abbiamo più bisogno di loro. Sono del tutto irrilevanti e clinicamente depressi", ha sentenziato magnanime durante un’altra "lezione".

Sono sproloqui che parlano da soli e dimostrano che il fenomeno dell’indottrinamento dei giovani è un problema vero delle università americane, che si somma all’ asfissiante clima di "correttezza politica" che prende tante forme: dalla diversità imposta nelle ammissioni, a prescindere dal merito, di studenti afro-americani e ispanici, alla negazione del diritto ad essere riconosciuti, come entità legittime al pari di altre associazioni interne di studenti, dei gruppi di giovani anti-aborto e pro-life. L’ultimo caso è quello denunciato sul New York Post dall’intellettuale conservatore George Will a proposito della John Hopkins University di Baltimora, dove la SGA (Student Government Association, ossia gli stessi studenti) ha negato lo "status" di gruppo studentesco agli iscritti a Voice for Life. La loro colpa? Avere un website che mostra immagini di feti abortiti, e organizzare marce silenziose e pacifiche sul marciapiede davanti a una clinica per aborti nel quartiere esterno al campus. Con professori intolleranti dal pulpito tipo Sragow, e senza una vera esposizione al dibattito tra idee e convinzioni diverse, come stupirsi se l’intolleranza si radica presto anche nelle menti dei giovani che dovrebbero, all’università, imparare l’apertura mentale come metodo? 

twitter @glaucomaggi

 

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