Cerca

lettere al direttore

News da Radio 105

Ensi lancia il suo "Rock Steady"

Ensi lancia il suo "Rock Steady"

Nuovo disco. Punta a sancire un nuovo grado di maturazione professionale “Rock Steady”, il nuovo disco di Ensi, rapper torinese che condivid......

 
Ed Sheeran prepara la svolta dance

Ed Sheeran prepara la svolta dance

L'annuncio. Ed Sheeran si prepara a pubblicare la sua prima canzone di musica dance realizzata insieme al produttore Martin Garrix. Il canta......

 
Tinie Tempah in cerca d'amore

Tinie Tempah in cerca d'amore

In cerca d'amore. Tinie Tempah potrebbe innamorarsi molto presto. Il rapper di “Pass Out”, che in passato ha avuto una relazione con Jessie ......

 

ascolta ora

Radio 105

Esclusivo

Il trombato Fini racconta la destra:
Berlusconi, Bossi, Monti, Letta

Nel suo libro Gianfry spara a zero su ex colonnelli An, politici, giornalisti e intellettuali. Ecco cosa scrive

Gianfranco Fini

Fini visto da Benny

Nei prossimi giorni, uscirà il nuovo libro di Gianfranco Fini, "Il Ventennio. Io, Berlusconi e la destra tradita" (Rizzoli). Ecco alcune anticipazioni di Francesco Borgonovo. 

Marcello Veneziani.  Fini sostiene che la destra più nostalgica, a un certo punto, cominciò a farlo passare come uno talmente eterodosso da essere connivente con la sinistra. La punta di diamante di questa destra è Marcello Veneziani, definito intellettuale organico al berlusconismo dopo esserlo stato del neofascismo. A questo proposito, Fini cita le critiche che gli mosse Veneziani dopo un suo intervento alla Festa democratica di Genova nel 2009. 


Pietrangelo Buttafuoco. Fini lo cita solo una volta, definendolo un intellettuale colto e brillante, ma rimproverandogli di aver descritto la famosa bandana di Berlusconi nel 2004 come un emblema della fantasia al potere di sessantottina memoria.

Gianni Letta. Fini spiega che non ha mai voluto entrare in Parlamento per coerenza con se stesso, poiché una volta messo piede in un'aula non potrebbe agire senza vincolo di mandato. Il suo vincolo indissolubile - dice - è rispettare e attuare le volontà e le decisioni di Berlusconi (ecco perché è l'uomo di cui il Cav si fida di più), sempre e comunque, anche quando le reputa sbagliate.

Mario Monti
. Fini lo definisce un buon presidente del Consiglio, che ha aiutato l'Italia soprattutto grazie alla sua personale credibilità. Ma lo considera anche un pessimo candidato premier, in quanto digiuno di politica e incapace di trasmettere le emozioni che hanno un ruolo importante in campagna elettorale. In più, era circondato da troppi soloni convinti di sapere tutto e incapaci di convincere anche un solo elettore, familiari compresi.

Italo Bocchino
. Nel libro non si fa cenno ai passati dissidi tra Fini e il suo ex braccio destro. Gianfranco lo presenta come il motore che lavorò infaticabilmente per raggiungere l'obiettivo e mettere in piedi Futuro e Libertà e sostiene che fu il primo a sperimentare l'esistenza della macchina del fango. Fini racconta che un giorno un esponente forzista del Pdl avrebbe detto a Bocchino: se quello continua, vedrai che attacco farà il Giornale alla sua famiglia.

Altero Matteoli. Fini lo descrive come un uomo tradizionalmente filogovernativo, naturalmente in sintonia con la leadership del momento, ma comunque corretto nei rapporti personali.

Umberto Bossi. Dal ritratto che ne fa Fini emerge un grande politico. Secondo lui, è tutt'altro che il rozzo e ignorante demagogo della vulgata di sinistra. E' anzi un uomo curioso e privo di spocchia, per cui la parola data è sacra. Fini dici di non aver mai avuto l'impressione che fosse xenofobo o razzista, recitava soltanto una parte in commedia sui palchi. Per l'ex leader di Fli, Bossi si illudeva credendo nel federalismo - che definisce un colossale inganno - e nel mito fasullo della Padania, progetto già archiviato dalla storia.

Benito Mussolini.
Viene citato una volta sola nel libro, e di passaggio. Fini ritiene di avere tolto in via definitiva il fascismo dalla lotta politica italiana consegnandolo al giudizio della storia nel momento in cui si recò in viaggio in Israele.

Giulio Tremonti. Secondo Fini, la figura di Tremonti resta enigmatica. Lo definisce come un uomo di indubbia cultura economico-politica e di estese e importanti relazioni internazionali, capace di scrivere saggi di grande interesse e successo. Ma quando viene chiamato alla prova del governo, ecco che emerge l'altro Tremonti.  I grandi scenari presenti nei libri lasciano spazio a visioni molto più anguste dove la politica economica si traduce in semplice gestione, più o meno creativa, dell'esistente.

Marina Berlusconi. Fini si dice sicuro che non sia Berlusconi a ipotizzare che a succedergli sia sua figlia Marina. Ma dice di essere convinto che Silvio in cuor suo ne sia gratificato quando i suoi sudditi più fedeli lo fanno.

di Francesco Borgonovo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Lino Raudi

    23 October 2013 - 14:02

    Ma suvvia, Gianfry. Tutti conoscono il tuo grande intuito politico. Hai fatto buco con l'Elefantino e Mariotto Segni. Mandavi i ragazzini colle magliette (e la Fiamma) con su scritto "Forza Di Pietro". Ma il tuo prediletto La Russa è sempre stato con Ligresti (che era ed è in galera). Dici che il MSI sosteneva le TV private.Ma giù a tirar monetine al Raphael. E Berlusconi era socialista come Craxi, bugiardo sei tu. Ti è venuto bene solo quando ti ha "paraculato" per le Comunali a Roma, sdoganando te e il partito. Parlavi di Fascismo del duemila e Mussolini era "il più grande statista del secolo". Di Destra Sociale. In Israele avevi già cambiato idea. Cosa smentisci? Ce l'avevi coi ladri. E poi i tuoi amici, specie in ambito locale, hanno governato peggio dei maiali che li avevano preceduti. Sei riuscito con Fli a pigliare meno voti che Democrazia Nazionale nel 1979 Leggi leggi libri, Gianfry. Ma nasconditi, patetico buffone. Vai a svernare a Montecarlo. Fa il piacere. Ridicolo.

    Rispondi

  • busdel

    23 October 2013 - 08:08

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso.Sto trombato del c.... e traditore traditore tradiitore, insieme ai suoi degni compagni Bocchino Grisuglio e Granada via viA via che forse riusciamo a fare pulizia franz

    Rispondi

  • white warrior

    22 October 2013 - 15:03

    Se c'è un servo sciocco, quello è proprio Fini, l'ultima delusione dei Poteri Forti, ma sciocchi anch'essi. Per togliere di mezzo B., si sono mobilitati in tanti e non è ancora detta l'ultima parola. Questo, cmq, non possono capirlo i sinistri che, come i bambini, rispecchiano sentimenti che sono di altri: odio viscerale verso B. e altrettanto acritica venerazione verso chiunque abbia, guarda caso, giocato sporco, tutti finiti nel dimenticatoio (già: all'avv. Dotti alla Ariosto, da Follini-Tabaci-Buttiglione alla D'Addario, da Fini alla Bonev: quindi, tutti servilissimi sciocchissimi della Sinistra, della Finanza con licenza di uccidere Stati e Partiti, della magistratura coi suoi Vietti teorici della superiorità ideologica di questa Casta, dai settori della Chiesa pronti a fare la loro parte al servizio del Pensiero Unico, ecc...)

    Rispondi

  • abbassoiservisciocchi

    22 October 2013 - 12:12

    La vendetta è un piatto che va servito freddo e spero che Fini si tolga parecchi sassi dalle scarpe nei confronti di quel delinquente frodatore fiscale di Berlusconi, e poi bisogna ammettere che il tempo sta dando ragione a Fini su tutto! Questi attacchi che riprendono da Belpirla e Sallusti dimostrano solo una cosa: Fini è l'unico che fa ancora paura a quel branco di stupidi SERVI rimasti nel Pdl. E il pennivendolo Belpirla con il suo ridicolo giornaletto diffamatorio ne è la conferma.

    Rispondi

Mostra altri commenti