Cipro, choc per l'omicidio di Hadjicostis
Era il direttore generale del gruppo editoriale Dias
12/01/2010
L'isola di Cipro è sconvolta da un omicidio efferato e inaspettato: ieri sera è stato ucciso a sangue freddo Antis Hadjicostis, 41 anni, direttore generale del grande gruppo editoriale Dias, che comprende la rete televisiva privata Sigma, il quotidiano Simerini, diversi settimanali e la radio Proto.
Lo stesso presidente Demetris Christofias, impegnato in intensificati colloqui con il leader turco-cipriota, Ahmet Ali Talat per la riunificazione di Cipro, divisa dal 1974, dopo un'intervento militare turco sull'isola a difesa della minoranza turco-cipriota, ha definito l'omicidio un crimine «mostruoso».
Secondo una prima ricostruzione della polizia, Antis Hadjicostis è stato ucciso ieri sera intorno alle 20:45 locali (le 19:45 in Italia) con due colpi d'arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata al petto e alla schiena - probabilmente con un fucile a canne mozze - mentre stava scendendo dall'auto davanti alla sua abitazione a Nicosia, a pochi passi dalle super-sorvegliate ambasciate di Usa, Russia ed Egitto.
Secondo i testimoni, a sparare sarebbe stato un uomo che indossava un casco da motociclista e che, subito dopo aver sparato, sarebbe fuggito a bordo di una moto di grossa cilindrata guidata da un complice.
La polizia ritiene che il delitto sia opera di professionisti e al momento segue due piste definite «finanziaria» e «politica», ma non sono stati forniti altri dettagli.
Il gruppo Dias - fondato anni fa dal padre della vittima, Costis Hadjicostis - sostenne nel 2004 la campagna del defunto presidente cipriota, Tassos Papadopoulos, per convincere i greco-ciprioti a votare «no» in un referendum per l'approvazione di un piano dell'allora segretario generale dell'Onu Kofi Annan per la riunificazione dell'isola.
Per una singolare coincidenza, esattamente un mese prima dell'uccisione di Antis Hadjicostis, l'11 dicembre scorso, ignoti hanno trafugato nottetempo le spoglie di Tassos Papadopoulos dalla tomba nel cimitero di Defterà, una cittadina a circa 15 km a Est di Nicosia, dove erano sepolte. Le indagini non hanno sinora condotto all'arresto dei responsabili.
La Tv Sigma ha parlato oggi di «crimine senza precedenti» e in effetti a Cipro non si ricordano gravi aggressioni ai danni di esponenti del mondo dell'informazione. Sono solo tre negli ultimi 35 anni, infatti, gli episodi di sangue che hanno turbato profondamente quest'isola mediterranea: il 19 agosto 1974 un cecchino sparò all'interno della rappresentanza diplomatica Usa a Nicosia - davanti alla quale era in corso una manifestazione di protesta - uccidendo l'allora ambasciatore Rodger P. Davies e la sua segretaria greco-cipriota; vent'anni dopo, il 20 marzo 1994, un aggressore rimasto sconosciuto (ma quasi di certo arrivato dalla parte Nord di Cipro sotto occupazione turca), uccise con cinque colpi di pistola Theophilos Georghiades, 37 anni, mentre stava rientrando nella sua casa di Nicosia. La vittima, funzionario del dipartimento dell'informazione di Cipro, era un simpatizzante del movimento separatista curdo e membro del locale Comitato di solidarietà per il Kurdistan. Infine, il 2 luglio 2007, in una zona accidentata a Nord-Ovest di Nicosia venne rinvenuto il cadavere di Tom Mooney, 45 anni, tenente colonnello dell'esercito e addetto militare dell'ambasciata Usa scomparso quattro giorni prima. Secondo gli inquirenti, Mooney si sarebbe tolto la vita per motivi personali, ma una cosa che nessuno ha sinora mai spiegato è perché avrebbe preferito uccidersi, come riferì il medico legale, «infliggendosi profondi tagli alla gola con uno strumento tagliente» piuttosto che spararsi con la pistola d'ordinanza.
Lo stesso presidente Demetris Christofias, impegnato in intensificati colloqui con il leader turco-cipriota, Ahmet Ali Talat per la riunificazione di Cipro, divisa dal 1974, dopo un'intervento militare turco sull'isola a difesa della minoranza turco-cipriota, ha definito l'omicidio un crimine «mostruoso».
Secondo una prima ricostruzione della polizia, Antis Hadjicostis è stato ucciso ieri sera intorno alle 20:45 locali (le 19:45 in Italia) con due colpi d'arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata al petto e alla schiena - probabilmente con un fucile a canne mozze - mentre stava scendendo dall'auto davanti alla sua abitazione a Nicosia, a pochi passi dalle super-sorvegliate ambasciate di Usa, Russia ed Egitto.
Secondo i testimoni, a sparare sarebbe stato un uomo che indossava un casco da motociclista e che, subito dopo aver sparato, sarebbe fuggito a bordo di una moto di grossa cilindrata guidata da un complice.
La polizia ritiene che il delitto sia opera di professionisti e al momento segue due piste definite «finanziaria» e «politica», ma non sono stati forniti altri dettagli.
Il gruppo Dias - fondato anni fa dal padre della vittima, Costis Hadjicostis - sostenne nel 2004 la campagna del defunto presidente cipriota, Tassos Papadopoulos, per convincere i greco-ciprioti a votare «no» in un referendum per l'approvazione di un piano dell'allora segretario generale dell'Onu Kofi Annan per la riunificazione dell'isola.
Per una singolare coincidenza, esattamente un mese prima dell'uccisione di Antis Hadjicostis, l'11 dicembre scorso, ignoti hanno trafugato nottetempo le spoglie di Tassos Papadopoulos dalla tomba nel cimitero di Defterà, una cittadina a circa 15 km a Est di Nicosia, dove erano sepolte. Le indagini non hanno sinora condotto all'arresto dei responsabili.
La Tv Sigma ha parlato oggi di «crimine senza precedenti» e in effetti a Cipro non si ricordano gravi aggressioni ai danni di esponenti del mondo dell'informazione. Sono solo tre negli ultimi 35 anni, infatti, gli episodi di sangue che hanno turbato profondamente quest'isola mediterranea: il 19 agosto 1974 un cecchino sparò all'interno della rappresentanza diplomatica Usa a Nicosia - davanti alla quale era in corso una manifestazione di protesta - uccidendo l'allora ambasciatore Rodger P. Davies e la sua segretaria greco-cipriota; vent'anni dopo, il 20 marzo 1994, un aggressore rimasto sconosciuto (ma quasi di certo arrivato dalla parte Nord di Cipro sotto occupazione turca), uccise con cinque colpi di pistola Theophilos Georghiades, 37 anni, mentre stava rientrando nella sua casa di Nicosia. La vittima, funzionario del dipartimento dell'informazione di Cipro, era un simpatizzante del movimento separatista curdo e membro del locale Comitato di solidarietà per il Kurdistan. Infine, il 2 luglio 2007, in una zona accidentata a Nord-Ovest di Nicosia venne rinvenuto il cadavere di Tom Mooney, 45 anni, tenente colonnello dell'esercito e addetto militare dell'ambasciata Usa scomparso quattro giorni prima. Secondo gli inquirenti, Mooney si sarebbe tolto la vita per motivi personali, ma una cosa che nessuno ha sinora mai spiegato è perché avrebbe preferito uccidersi, come riferì il medico legale, «infliggendosi profondi tagli alla gola con uno strumento tagliente» piuttosto che spararsi con la pistola d'ordinanza.


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