Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si sono infine incontrati. E hanno siglato un patto, un "impegno a una maggiore concertazione".
Lo ha detto ai cronisti parlamentari il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che all'incontro tra i due leader era presente.
Un impegno che vale "non solo sugli aspetti del partito, su cui la concertazione c'è sempre stata, ma anche sulle iniziative di governo e per quello che riguarda l'attività parlamentare" . Aggiunge La Russa: "sia Fini che Berlusconi non hanno nascosto l'esistenza di problemi sviluppando un ragionamento su un piano di cordialità, ma senza nascondersi. Credo si sia trovato il modo per ovviare ai problemi, alle questioni o, come preferisco chiamarli io e non loro, le incomprensioni".
Inacettabile la linea dell'Udc- In agenda durante l'incontro, anche la discussione sulle "alleanze variabili" seguita dall'Udc alle regionali. Una posizione fortemente condannata da entrambi i leader, che si sono trovati "concordi nel contestare la linea dell'Udc, la politica del doppio forno per noi è inaccettabile"., ha detto ancora La Russa. "La questione è rimasta aperta", prosegue, " Berlusconi è stato netto, mentre Fini è stato meno drastico". Durante il vertice, inoltre, "si è parlato anche del fuoco amico e del danno che provoca". Sull'opportunità di stabilire frequenti faccia a faccia sui temi politici, Berlusconi ha invece risposto a Fini con una battuta: «Io a pranzo da te verrei tutte le settimane, ma mi sembra più corretto venire quando mi inviti..."