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Mussolini contro Santanché: pesa solo per i bijoux

In un editoriale sul Secolo: le donne del Pdl non la vogliono

Mussolini contro Santanché: pesa solo per i bijoux
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 Non è la benvenuta. Le donne del Pdl non vogliono Daniela Santanché nel gruppo, tantomeno al Governo. Lo dice Alessandra Mussolini dalle colonne del Secolo d'Italia, nell'editoriale "Quello che le donne (del Pdl) non dicono". Senza citarla mai per nome, ma definendola un "personaggio che magari è di peso per i bijoux", la Mussolini non lascia spazio al dubbio: la prospettiva di una Santanché azzurra rende "infelici, insoddisfatte" le donne del Pdl.
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Così come San Paolo era uno dei più agguerriti avversari dei cristiani anche il personaggio appariva 'incazzata' (per dirla come lei) contro il Pdl. Poi, la conversione



 "Maometto era un pedofilo. Avremo la bava alla bocca. Silvio è ossessionato da me: non gliela do. Silvio vede le donne solo orizzontali. Tranne me, le altre donne della politica sono tutte strumento di uomini". La Mussolini cita  "un bouquet di perle di saggezza motivo per le quali noi, donne del Pdl, dovremmo essere felici e soddisfatte se un certo personaggio entrerà nel governo. Probabilmente questo personaggio ha cambiato idea o è successo qualcos'altro che gliel'ha fatta cambiare e noi, donne del Pdl, non ce ne siamo accorte", scrive. "A soli 18 mesi, da quando questo personaggio si autocandidò con un partito non suo contro Berlusconi e il Pdl - vabbè, ma questo forse è solo un dettaglio... - assistiamo alla conversione sulla via di Damasco: così come San Paolo era uno dei più agguerriti avversari dei cristiani anche il personaggio appariva 'incazzata' (per dirla come lei) contro il Pdl. Poi, la conversione. Non c'è che dire: meno male che Silvio c'è!".

 "E di fronte a una conversione, in fondo noi, donne del Pdl, soddisfatte dovremmo esserlo davvero", prosegue Alessandra Mussolini. "Noi, donne del Pdl, abbiamo lavorato sodo, in tutti questi mesi, per costruire una casa politica solida, credibile e accogliente: è giusto dare ospitalità ai pellegrini della politica. Noi, donne del Pdl, abbiamo sacrificato simboli e posizioni personali per il bene comune: è giusto, quindi, dare un posto all’ultimo arrivato come al figliol prodigo. Noi, donne del Pdl, abbiamo sperato in un partito aperto e plurale, auspicando una apertura a personalità importanti e di peso: è giusto, così, che si accolga un personaggio che magari è di peso per i bijoux. Noi, donne del Pdl, abbiamo fermamente creduto e operato affinchè la meritocrazia e la affermazione di una democrazia paritaria fossero al centro dell’azione politica del Pdl: è giusto, allora, che aumenti la componente femminile al governo con una donna proveniente da un altro partito. Tutto ciò per noi, donne del Pdl, dovrebbe essere fonte di felicità e soddisfazione. Ma allora perché‚ ci sentiamo così infelici, insoddisfatte?".

16/01/2010

 
 

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