Toscana, "Divieto di accesso ai cinesi"
Ma il commerciante di Empoli, poi si pente e chiede scusa
20/01/2010
Divieto di accesso ai cinesi in Toscana. Da Empoli, a Parato, passando per Firenze l’odio per la pelle gialla sembra destare preoccupazione. A Empoli un commerciante espone un cartello, ‘Vietato ai cinesi se non parlano italiano’, ma poi scrive una lettera di scuse.

A Prato un maxiblitz delle forze dell’ordine contro il lavoro irregolare ha portato al sequestro di 28 aziende gestite da cinesi e a scoprire 65 clandestini; A Firenze un orientale, editore di un giornale in cinese diffuso a Prato è stato denunciato per stampa clandestina. Tre episodi che riguardano l’immigrazione cinese in Toscana.
Il commerciante di Empoli da sabato ha esposto il cartello sulla vetrina d’ingresso del suo negozio di abbigliamento nel centro storico. “E’ una provocazione – ha spiegato – un atto di ribellione, non come razzista ma dovuto a una serie di comportamenti di alcuni cinesi”. A suo dire i cinesi entrerebbero nel negozio non per comprare merce ma per osservarla e conoscere i metodi di cucitura. “In pratica vengono qui per copiare la mia merce e rifarla uguale – ha detto il commerciante – Ecco perché fanno finta di non parlare la nostra lingua. Non comprano niente e sono anche scortesi”. Il gesto del negoziante non è passato inosservato anche se poi, tramite una nota diffusa stasera dal suo legale, si è scusato: “Il signor Pacilli riconoscendo l’errore nell’aver esposto detto cartello porge le sue scuse alla comunità cinese che non era sua intenzione offendere. Pacilli con questo chiarimento ritiene chiuso l’increscioso episodio”. Intanto, però, era scoppiato un putiferio. Subito, martedì pomeriggio, la polizia municipale è intervenuta per far rimuovere il cartello. E il sindaco Luciana Cappelli ha pensato di multarlo. “E’ un gesto intollerabile – ha affermato – I vigili urbani hanno già fatto un sopralluogo, valuteremo quali azioni intraprendere”. Altri empolesi hanno risposto alla provocazione affiggendo davanti al negozio un altro cartello: “Vietato l’ingresso agli americani che non parlano polacco, agli svedesi che non parlano spagnolo e agli svizzeri che non parlano arabo”. Ironia, ma il clima nelle Chinatown toscane è pesante. A Prato oggi un maxiblitz delle forze dell’ordine compiuto a ridosso del centro storico ha portato all’identificazione di 198 cinesi; 65 di loro sono clandestini. Un altro cinese è stato arrestato per sfruttamento della manodopera clandestina.

I cinesi vengono qui per copiare la mia merce e rifarla uguale
Il commerciante di Empoli da sabato ha esposto il cartello sulla vetrina d’ingresso del suo negozio di abbigliamento nel centro storico. “E’ una provocazione – ha spiegato – un atto di ribellione, non come razzista ma dovuto a una serie di comportamenti di alcuni cinesi”. A suo dire i cinesi entrerebbero nel negozio non per comprare merce ma per osservarla e conoscere i metodi di cucitura. “In pratica vengono qui per copiare la mia merce e rifarla uguale – ha detto il commerciante – Ecco perché fanno finta di non parlare la nostra lingua. Non comprano niente e sono anche scortesi”. Il gesto del negoziante non è passato inosservato anche se poi, tramite una nota diffusa stasera dal suo legale, si è scusato: “Il signor Pacilli riconoscendo l’errore nell’aver esposto detto cartello porge le sue scuse alla comunità cinese che non era sua intenzione offendere. Pacilli con questo chiarimento ritiene chiuso l’increscioso episodio”. Intanto, però, era scoppiato un putiferio. Subito, martedì pomeriggio, la polizia municipale è intervenuta per far rimuovere il cartello. E il sindaco Luciana Cappelli ha pensato di multarlo. “E’ un gesto intollerabile – ha affermato – I vigili urbani hanno già fatto un sopralluogo, valuteremo quali azioni intraprendere”. Altri empolesi hanno risposto alla provocazione affiggendo davanti al negozio un altro cartello: “Vietato l’ingresso agli americani che non parlano polacco, agli svedesi che non parlano spagnolo e agli svizzeri che non parlano arabo”. Ironia, ma il clima nelle Chinatown toscane è pesante. A Prato oggi un maxiblitz delle forze dell’ordine compiuto a ridosso del centro storico ha portato all’identificazione di 198 cinesi; 65 di loro sono clandestini. Un altro cinese è stato arrestato per sfruttamento della manodopera clandestina.


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