Allarme rossi
Pechino condanna il discorso di Hillary Clinton su Google: danneggia i rapporti bilaterali. Tra Usa e Cina è crisi politica
22/01/2010

Hillry Clinton: spero che il rifiuto di appoggiare la censura politica diventerà una caratteristica delle imprese americane nel settore delle tecnologie. Vorrei che diventasse una sorta di marchio nazionale
"Spero che il rifiuto di appoggiare la censura politica diventerà una caratteristica delle imprese americane nel settore delle tecnologie. Vorrei che diventasse una sorta di marchio nazionale. Il settore privato ha la responsabilità di salvaguardare la libertà di espressione e, qualora rilevasse violazioni, dovrebbe riferire alle autorità competenti", ha detto la Clinton. E sulla condotta che dovrà avere in futuro la Cina, il segretario di Stato ha picchiato duro: "Ci aspettiamo dalle autorità cinesi che organizzino un'inchiesta minuziosa sulle intrusioni informatiche. Vogliamo inoltre che questa inchiesta e i suoi risultati siano trasparenti". Poi, non contenta, la Clinton ha affondato sulla cosiddetta cybersicurezza, dichiarando che "andrebbe inserita nell'agenda internazionale" perché i network di comunicazione siano "liberi, sicuri e affidabili". Ha usato paragoni forti, la leader americana. E ha rievocato fantasmi del passato: "Un tempo c'era il muro di Berlino, oggi vengono eretti muri virtuali e cortine dell'informazione", ha detto. Esempi citati non a sproposito, con il chiaro riferimento alla censura comunista della Guerra Fredda. Ma la Cina, che politicamente aspira da sempre ad un sorpasso sull'egemone statunitense, ha risposto a muso duro.
Dal suo sbarco in Cina nel 2006, Google aveva accettato di pagare un prezzo pesante: si era prestata a installare dei filtri di software in obbedienza alla censura locale. Il motore di ricerca Google in mandarino, quello a cui si accede col prefisso finale ".cn", oscurava automaticamente i siti sgraditi al governo e le notizie tabù. Da ieri, per la gioia dei militanti dei diritti umani, Google ha interrotto il "collaborazionismo". Sul suo sito in mandarino sono apparsi di colpo il Dalai Lama, e le immagini del massacro di Piazza Tienanmen nel 1989.
Il ministro degli Esteri ha definito "dannoso" per i rapporti con gli Usa il discorso della Clinton, segnando quindi un punto di rottura nelle relazioni tra i due stati. Perché il discorso del segretario di Stato amerticano ha sollevato una controversia che rivela ben più di quanto non si pensi. Se le parole hanno un peso, è evidente che dietro il respingimento cinese dell'appello di Washington a liberare Internet dalla censura, c'è di più. C'è un paese, la Cina, che conta oltre 300 milioni di utenti online (un mercato immenso, e il motore di ricerca Google veniva usato in media da 80 milioni di cinesi almeno una volta alla settimana, e la metà di questi sono degli utenti ad alta frequenza) e c'è un altro paese, gli Stati Uniti - che hanno fatto dell'esportazione della democrazia il cavallo di battaglia. Due ideologie a confronto, certo, ma anche due mercati economici inconciliabili.
La partita è aperta. Questa volta sul serio.
7
cina: opportunità per pochi, guai per la maggioranza di noi
28/02/2011 22:24
Postato da selvaggia70
Solo il fiero Montezemolo, padre delle sinergie e del far sistema (il suo ovviamente) ci continua a dipingere la Cina come paese delle opportunità future (molto future chissà chi di noi potrà "goderne"). Anche la signora Clinton si è accorta, aggiungerei con il suo classico opportunismo, che oramai la stella lasciata volontariamente aperta ha permesso al bue cinese di uscirne ed entrare nel nostro negozio di porcellane. E i cocci dell'economia Occidentale sono tutto quello che ci rimane. Hai voglia a volere esportare la democrazia... Al momento siamo noi invasi dal made in china e dai cinesi!
6
un sogno ...
23/01/2010 08:23
Postato da RosannaDaniela
un sogno, forse solo un sogno, immaginare un mondo in cui i cinesi e non siano veramente, nell'anima e nella mente, liberali e non più repressivi delle idee e delle libertà di pensiero! Bene ha fatto la Clinton, male Obama quando rifiutò l'incontro con il Dalai Lama per non "irritare" la Cina.
5
Allarme Cina
22/01/2010 19:50
Postato da Tony Montana
Innanzitutto complimenti per il bell'articolo, scritto davvero bene. In secondo luogo, è inutile mettersi a fare grandi discorsi di fronte ad un fatto del genere, perchè, per l'ennesima volta, la Cina, che cerca ancora di far credere al mondo di credere nel comunismo, ha fatto davvero una figura imbarazzante, scandalosa e meritevole di condanna. Voto 3 alla Cina, voto 8 al/alla giornalista.


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