L'editoriale

di Maurizio Belpietro

24/01/2010

Noi abbiamo sempre pensato che la democrazia in questo paese corresse seri rischi a causa delle bande armate per il comunismo che ancora vi operano. Ebbene, ci siamo sbagliati. Da ieri dobbiamo prendere atto che il vero pericolo non è costituito dai gruppi anarchici che mettono le bombe e neppure dalle organizzazioni clandestine che combattono lo stato in nome del proletariato. La concreta minaccia viene dalla Guardia nazionale padana, un nucleo disarmato per il federalismo che alcuni leghisti hanno fondato quasi vent’anni fa, sognando l’autonomia delle proprie regioni. Per aver dato vita a quell’organizzazione, che non ha mai fatto male a una mosca e di cui negli anni si sono perse le tracce perché in realtà non è mai andata al di là delle manifestazioni di folklore, venerdì  scorso 35 seguaci di Bossi sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di banda armata. Tra di essi ci sono il sindaco di Treviso Gobbo, l’onorevole Bragantini e l’ex sindaco di Milano Formentini. Mancano nomi grossi come quelli del segretario del Carroccio, di Maroni e Calderoli, ma solo perché l’immunità parlamentare li ha salvati: diversamente anche loro sarebbero stati equiparati a pericolosi terroristi.
Ma che hanno fatto gli uomini della Lega per giustificare un processo con accuse di tale gravità? Semplice: hanno creato un’associazione a carattere militare, con dei capi e un ordine gerarchico e perfino delle divise. Per non spaventare i boyscout, i cui comandanti in braghette corte già si vedevano trascinati in manette di fronte al giudice, il pm ha tenuto a precisare che, a differenza delle crocerossine e degli alpini, i leghisti non avevano intenzioni pacifiche. Con anni di ritardo scopriamo insomma che il Senatur e i suoi 300 mila bergamaschi non si limitavano alle salamelle delle feste padane e nemmeno all’elezione di Miss Padania, ma erano un pericolo per la democrazia. Ma va là…  
Al di là dell’assurdità delle imputazioni, che appare evidente a chiunque tranne che ai giudici, la vicenda merita però tre riflessioni.
Prima. Il processo ai brigatisti verdi comincerà ad ottobre di quest’anno, vale a dire quattordici anni dopo i fatti. Già questo spiega molto di quel che è accaduto: ci sono voluti quasi tre lustri per tentare di dimostrare le accuse e probabilmente ce ne vorranno altri dieci per stabilire che non sono fondate. Nel frattempo il reato sarà prescritto e finirà in archivio. Se c’erano dubbi sulla necessità del processo breve ecco un buona ragione per fugarli..
Seconda. In questo paese si discute da anni dello strabismo giudiziario che colpisce esclusivamente una parte politica salvando l’altra. Ogni Procura naturalmente ha la sua specializzazione e quella di Verona da tempo si è perfezionata in indagini sui leghisti. Se qualcuno aveva dubbi, da ieri ha un motivo in più per ricredersi.
Terza riflessione. Che aspetta il centrodestra a fare la riforma della giustizia?   

Commenti 

26

I rischi per la democrazia

26/01/2010 08:24

Postato da robertomartini

C'avete proprio l'ossessione dei comunisti. L'unico comunista sovietico ancora in vita è amico del vostro Capo e sta in Bielorussia. Lo ricordi sig. Belpiero ai suoi lettori che le bombe sui treni le mettevano i neofascisti ed i servizi deviati non i comunisti. Faccia uno sforzo, cerchi di essere un informatore!

25

x roaldr

26/01/2010 07:34

Postato da claudio66

sono d'accordo con lei EGREGIO SIGNORE i leghisti manifestano PACIFICAMENTE il loro pensiero. E' PACIFICAMENTE che il sindaco gentilini ha detto di voler vedere bruciare in piazza i figli degli zingari , e male hanno fatto i giudici rossi a condannarlo a non tenere comizi pubblici per tre anni. siete ridicoli, per voi pacificamente vuol dire esprimere idee naziste senza che nessuno vi possa dire nulla, un bel senso dello stato, complimenti. Sempre pacificamente il menomato bossi si voleva pulire il culo con la bandiera italiana, bravo. certo che per essere il partito dell'amore ne dite di cazzate. vi consiglio vivamente diìvedere L'UOMO CHE VERRA' nelle sale in questi giorni. forse capirete che 1-que tempi non sono poi così lontani da noi, 2- che certe cose sono successe perchè tanta gente come voi, mentre si realizzava il nazional-socialismo italiano semplicemente voltavano lo sguardo altrove

24

magistrati solerti

25/01/2010 22:17

Postato da gama

bisogna anche capirli questi poveri nostri magistrati, tanto attaccati dalla stampa. Sono lavoratori eccezionali, non hanno neanche una pratica arretrata e quindi, per non annoiarsi troppo, si occupano anche di queste camicie verdi, che, chi lo può sapere, magari un domani diventano pericolose! Non è che tutti i magistrati si possono occupare solo di Berlusconi! Non sarebbe troppo democratico e allora bisogna indagare anche sulle camicie verdi per par condicio