L'editoriale

di Maurizio Belpietro

02/02/2010

Che il Pd fosse messo male, l’abbiamo detto più volte. Ma che lo fosse a tal punto da dover riesumare la salma di Prodi non ce lo saremmo mai aspettato. Eppure è ciò che sta succedendo. La nomeklatura di ciò che resta del partitone rosso è andata in processione dal professore, come lo chiamano nonostante non insegni più da una vita se non ai cinesi, per supplicarlo di tornare dall’oltre tomba in cui era stato confinato dopo l’ultima caduta di governo. Quando Mastella e i suoi gli avevano ritirato la fiducia, Prodi se ne era andato sdegnato e pareva finalmente chiusa la stagione dell’ex boiardo delle partecipazioni statali alla guida della sinistra. In realtà pur avendo scelto il pensionamento, Romano anche se da lontano ha sempre tenuto d’occhio quel che accadeva nel Partito democratico, anche perché – come è noto – non era all’uomo di Ceppaloni che imputava la responsabilità del suo disarcionamento, ma a Walter Veltroni.
E’ certo che il professore trasmigrato da un pezzo in politica ha gioito quando l’ex segretario del Pd è finito al tappeto per knock out elettorale ed è stato costretto a ritirarsi. Probabilmente in cuor suo non gli dispiace neppure ora vedere Pierluigi Bersani che annaspa e non sa che candidati pigliare in vista delle elezioni. Essendo d’animo rancoroso, l’ex premier si sta levando delle soddisfazioni , dimostrando che in fondo si stava meglio quando c’era lui. O quanto meno stava meglio la coalizione di sinistra. Perché se c’è un merito che gli va riconosciuto è di aver tenuto insieme un’armata brancaleone il tempo necessario per battere Berlusconi due volte. Poi è stato un disastro e gli italiani ne pagano ancora le conseguenze, ma almeno le elezioni le elezioni Prodi le ha vinte, mentre quelli che sono venuti dopo di lui sono capaci solo di collezionare sconfitte.
Che l’ex premier stia godendo per quel che sta succedendo alla sua creatura di centro sinistra lo dimostra anche il fatto di quanto faccia il prezioso. Lo sanno tutti che muore dalla voglia di tornare ad avere voce in capitolo in politica, ma come una ragazza da marito che non voglia sembrare di facili costumi il professore continua a dire no. Finirà come è facile immaginare, che appena i suoi non sapranno più a che santo votarsi, tireranno fuori il santino di Prodi. Non credo che sarà per il posto che fu di Cofferati ed è stato per pochi mesi di Del Bono:  la poltrona da sindaco di Bologna il professore la considera troppo poco. Immagino che per la sua terza età, l’ex boiardo immagini un incarico di maggior prestigio e visto che l’ambizione non ha limiti perfino il Colle. Di sicuro Romano i suoi calcoli se li è fatti, anche sulle scadenze del Quirinale. Credo che faccia i conti senza l’oste. Comunque sia, è certo che Prodi, come gli zombie, è tornato.  

Commenti 

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Per AGFD

03/02/2010 10:14

Postato da lozzaVAitalia

Peccato che Guazzaloca non consideri - dopo i ventilati 50 anni di buona amministrazione - che Del Bono risulti essere pupillo di Prodi il quale, contrastando Bersani, ne ha giustificato il comportamento per ciò che ancora rimane sub judice. Forse Guazzaloca vorrebbe emulare il risultato di Dalema, spesosi per il suo pupillo Boccia alle reenti regionali pugliesi con il risultato che sappiamo.

19

PD

03/02/2010 09:24

Postato da nicola.rosa

Mi chiedo come mai non si chiami PDM (Partito Dei Magistrati), Come mai non si interessano per ristabilire la volonta popolare nella scelta dei propri rappresentanti in Parlamento, considerato il loro (unico) continuo vanto dele cosiddette Primarie. La sinistra è finita quando ha chiuso i battenti il PC e trasformarsi, con i resti, in PDS- DS - PD e poi chissà quale altra sigla per l'opera di (inutile) rianimazione.

18

POVERACCI

02/02/2010 17:43

Postato da semovente

Il PD si accontenta anche della mortadella irrancidita. Non sanno cosa fare e si stanno aggrappando a tutto. Sprofonderanno nel guano unitamente a coloro che osannano questo partito dei disperati. VAI SILVIO, FALLI NERI!