L'editoriale
di Maurizio Belpietro
19/02/2010
Naturalmente siamo contenti che il nostro consiglio di fare un po’ di pulizia in casa sia stato accettato: significa che avevamo visto giusto. Così come non ci siamo sbagliati a proposito dell’inchiesta sulla Protezione civile. Quando ancora gli occhi di tutti erano puntati su Bertolaso, spiegammo che in realtà nel mirino c’era la squadra dei più stretti collaboratori del presidente del consiglio. Non riuscendo a colpire lui, l’operazione – fu il nostro avviso – mira a danneggiare la macchina del potere berlusconiano, mettendola fuori uso. Per questo dopo il capo della Protezione civile, ovvero il simbolo stesso dell’efficienza del governo, si è passati a Denis Verdini, il responsabile dell’organizzazione del partito. Ma già in quell’articolo prevedevamo che sarebbe stato aperto un terzo fronte, colpendo uno degli uomini più vicini al premier. Non facemmo nomi, ma la nostra allusione era evidente.
Purtroppo non ci sbagliavamo e ne è prova la Repubblica di ieri, che, rompendo gli indugi ha sferrato un duro attacco a Gianni Letta. Lo si accusa in pratica di essere in combutta con la cricca degli appalti e di aver interessi diretti negli affari della Protezione civile. In sovrappiù gli si imputa di aver mentito sui lavori affidati agli sciacalli che la notte del terremoto se la ridevano. Come il nostro Franco Bechis dimostra, semmai è vero il contrario: è il quotidiano diretto da Ezio Mauro a mentire, perché nessuna delle imprese controllate da quei signori ha ottenuto alcun incarico per la ricostruzione dell’Aquila. Semmai a ottenere appalti sono state quelle imprese che, secondo le intercettazioni, sarebbero state sponsorizzate da Walter Veltroni, ma questo al giornale di Largo Fochetti non fa comodo dirlo.
Che l’obiettivo di tutta questa straordinaria campagna sia, ancora una volta, Silvio Berlusconi lo rivela sempre Repubblica, con la penna del suo direttore, il quale se la prende con il premier. «Lo scandalo di Bertolaso è ormai lo scandalo Berlusconi». Se c’erano dubbi, ormai tutto è chiaro. Come decine di altre volte in questi anni, siamo di fronte a un’operazione che mira a metter fuori gioco l’uomo che ha sconfitto la sinistra e con lui la parte politica che ha vinto le elezioni. Quando si depositerà la polvere sollevata in questi giorni e si andrà alla sostanza delle cose si capirà che gran parte delle accuse erano funzionali a creare il polverone. Allora i veri responsabili di questa faccenda saranno visibili a tutti.
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I migranti calabresi
19/02/2010 22:22
Postato da spiros
Da sempre in Calabria il trasformismo è stato un fenomeno che ha condizionato il governo della regione. Tutti i partiti e gli scieramenti si sono avvalsi e avvantagiati di questo fenomeno. Ora sembra che l'onda trasformista si stia orientando verso lo schieramento di centro destra. Desta sorpresa che lo schieramento di centro destra, accreditato di un largo e maggioritario consenso tra gli elettori, apra le proprie liste a candidature discutibili. I reggisti di queste operazioni cosa stanno tramando? Possibile che Scopelliti sia già ostaggio di una politica ricattatoria e compromessa. L'idea di alcuni è quella di vincere con un presidente bamboccione? Berlusconi si deve svegliare altrimenti si avvicina la sua fine. Nelle regioni meridionali il cavaliere non si può fidare neanche dei suoi apparenti servitori. questi sono abituati a leccare e a congiurare.
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Infestazione
19/02/2010 21:58
Postato da simone74
Evidentemente Belpietro deve dare molto fastidio visto che il forum è infestato da personaggi squallidi che vomitano commenti tipici dei forcaioli.Penso che prima di parlare certe persone dovrebbero guardare a tutti gli scandali che hanno avuto in casa loro in questi ultimi due anni.Per quanto riguarda Anozero bhè sarebbero capaci di speculare pure sul Papa.
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Il mastino napoletano
19/02/2010 20:40
Postato da dariorubes
Caro Direttore, Lei fa benissimo a partecipare ad Annozero perchè è l'unico sulla piazza che fa vedere i sorci verdi a quei signori. Al contrario di certi politici, si fa per dire, del Pdl che di fronte a Santoro sembrano pulcini bagnati e se ne tornano a casa pieni di lividi. Ricordo ancora con piacere quella sera in cui Lei appioppò tante di quelle legnate a D'Alema che alla fine della trasmissione il Baffino sembrava dicesse: chi sono? dove sono? cosa faccio qui? Memorabile.


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