Terza Repubblica

Appunti/di Filippo Facci

04/03/2010

Terza Repubblica
Certe cose, però, sono vere. Sono vere e basta. Sono vere indipendentemente da come le chiami, le strumentalizzi, le getti in caciara elettorale. Ossia: il tasso di democrazia interna ai partiti non è mai stato così basso. Le inchieste giudiziarie sono mine vaganti. La magistratura si muove apertamente contro il governo mentre il governo si muove apertamente contro la magistratura. Il Parlamento non è mai stato così irrilevante, professionalmente squalificato, succube di decisioni prese altrove in base a sondaggi volanti. L'opposizione storica non è mai stata così infiacchita, impotente. Il Pdl sembra una monarchia in subbuglio. La cancellazione per un mese di molti programmi giornalistici, in effetti, non si era mai vista: una censoria stupidaggine che favorirà le disaffezione degli elettori già a rischio astensione.

 Ogni istituzione è delegittimata. I Di Pietro e i guastatori professionali soffiano su ogni fuoco. Eccetera. Detto questo, io non ho paura che in questo Paese possa esserci una svolta autoritaria: ho paura che possa esserci qualsiasi svolta senza che neppure ce ne accorgiamo. Ho paura che, presi dalla faziosità, non riusciamo più a chiamare le cose - vere - col loro nome. Ho paura che questo Paese affoghi ancora di più nell'ignavia, nell'accidia, in quell'indolenza molto italiana che, mischiata alla crisi e alla paura, è prodromo di ogni peggio.

Commenti 

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Cul de sac.

04/03/2010 19:36

Postato da algusfer

Siamo in una specie di vicolo cieco: concordo sul fatto che non vi possa essere una svolta autoritaria, dopotutto siamo nell' UE, ma siamo in un vicolo cieco politico. Per cambiare bisogna far comprendere alla gente che è cambiata la società e bisogna trovare nuovi punti di riferimento. Questa repubblica è fondata sul lavoro? Bene, comincerei da lì...e direi che dev'essere fondata sul diritto al lavoro, che uno poi può esercitare o meno assumendosene le responsabilità. I valori della resistenza sono fondanti? No, direi che certi valori riconosciuti alla resistenza (libertà soprattutto) sono fondanti ed attuali, mentre la resistenza è finita da sessant'anni. Siamo un paese confuso, dove l' ipocrisia sparsa a piene mani, grazie ad una cultura approssimativa (vediamo la nostra scuola), lascia tracce profonde. Le leggi sono fatte per sancire dei principi ai quali tutti si devono attenere: se i cavilli formali ne annullano l'efficacia vuol dire che sono mal formulate o male applicate

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palmarius 35

04/03/2010 19:21

Postato da roaldr

concordo pienamente con Lei. Il fatto è che per noi, comuni mortali, il concetto di "giustizia", viene messo a dura prova quando, con la "dura lex", abbiamo, nostro malgrado, incontri troppo ravvicinati: e così, ti capita, che so, di pagare una multa perchè sei passato a due km/h in piu davanti ad un autovelox, mentre chi corre come un pazzo, ma davanti al velox frena, la fa sempre franca..così ti capita che i tuoi figli vengano affidati alla madre, anche se pluriadultera e semiincapace di intendere e di volere..e così capita che, assassini seriali, vengano messi in semilibertà, e tornino ad uccidere, come capita che le vite di due fidanzatini FALCIATI da un drogato ubriaco che passa col rosso, valgano meno, in sede di giudizio, di un reato finanziario...eh, si, decisamente, la parola giustizia, può avere troppi significati...

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Dov'è la democrazia?

04/03/2010 15:47

Postato da palmarius35

La legge intesa come rappresentazione della giustizia non è la legge del taglione, dove se rubi una mela ti taglio un dito, se rubi due mele ti taglio due dita, se rubi un albero di mele ti taglio la mano. La legge è quell'insieme di regole che permette ai cittadini di convivere civilmente nello stesso paese anche professando idee diverse. La legge è quella che non priva del diritto di voto, vale a dire di esprimere la proprie scelta e la propria preferenza perchè un bischero per ingannare l'attesa del proprio turno per presentare la propria lista è uscito a mangiare un panino o perchè un altro fessacchiotto ha dimenticato di timbrare quattro fogli. Quando la legge litiga col buon senso non fa giustizia ma giustizialismo e la gente a questa legge non ci crede più. Quante volte abbiamo sentito la frase "guai a chi capita fra le mani della giustizia?". Ci pensino coloro che per funzione ne sono i sacerdoti, perchè in realtà in situazioni come questa gli sconfitti sono proprio loro.