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L'editorialedi Maurizio Belpietro Adesso che il Tar ha ignorato la sostanza del decreto salva-liste approvato per salvare i polli del PdL buggerati dai radicali, sarà bene dire alcune cose franche sullo stato di salute del centrodestra. Da persone che hanno a cuore questo governo non possiamo fingere che tutto vada bene, specie dopo la sentenza di ieri. Intendiamoci: il decreto era un atto dovuto. Fummo infatti tra i primi a sollecitarlo, sostenendo che non sarebbe stato un voto regolare quello in cui nelle principali regioni del Paese non avesse partecipato il partito di maggioranza. Dunque, lasciando perdere il perché e il per come si è arrivati all’esclusione del Popolo della Libertà, era evidente che fosse necessario tentare di rimettere le cose a posto e consentire al PdL di partecipare alla corsa elettorale. L’atto dunque è legittimo e noi non abbiamo avuto dubbi prima né li abbiamo ora e la sottoscrizione del decreto da parte del capo dello Stato la riteniamo un passo coraggioso, ancorché inevitabile.Fatta questa premessa e rinviata a dopo le elezioni la ricerca delle responsabilità di chi stava per impedire al centrodestra di presentarsi, è però opportuno riconoscere che questa faccenda lascia il segno. Non tanto in noi e in chi come noi ne ha viste di tutti i colori, ma fra gli elettori. Un partito al governo che si fa gabbare da quattro militanti radicali e da alcuni giudici che non...
[continua]
08/03/2010 LIBERO TV ![]() Ultim'ora |