L'editoriale

di Maurizio Belpietro

10/03/2010

Che nel pasticcio delle liste il Popolo della Libertà ci abbia messo del suo, dando un contributo essenziale alla propria esclusione, non lo abbiamo mai nascosto. Anzi, fummo tra i primi a dare dei fessi a quei dirigenti che a causa di  un panino hanno impedito agli elettori di poter scegliere in tutta libertà per chi votare. Siamo stati per la verità anche  portati a sospettare che il pasticcio non fosse solo frutto di dabbenaggine di funzionari inesperti, ma  pure dell’intenzione di tener fuori sia la Polverini che Formigoni, e proprio per questo abbiamo sollecitato il governo a fare un decreto che rimettesse in gioco i due candidati di centrodestra, consentendo elezioni regolari, dove entrambi gli schieramenti fossero rappresentati.
Tutto ciò premesso, oggi però ci sentiamo di dire che non si può continuare una battaglia politica a colpi di ricorsi o di rinvii. Dopo l’ennesima bocciatura da parte del tribunale della lista del PdL nel Lazio, non si può pensare di tirare per le lunghe una vicenda che l’elettore non comprende e non apprezza.  Probabilmente i giudici  hanno sbagliato a non applicare il decreto, negando il diritto  a essere rimesso in lizza del Popolo della Libertà. Non sappiamo se nella decisione togata vi sia un banale errore o del calcolo politico: lasciamo ad altri la valutazione. Per quel che ci riguarda al punto in cui siamo ci si deve fermare.
Inutile continuare una sfida a colpi di carte bollate, sperando in una revisione in seconda istanza da parte del Consiglio di Stato. Addirittura dannosa l’idea lanciata da Marco Pannella e carezzata da qualche esponente del centrodestra di far slittare le elezioni laziali di un mese. Gli elettori non capirebbero questo continuo tira e molla e penserebbero davvero che il PdL è incapace di presentare le proprie liste e perfino di riammetterle per decreto, e, allo stesso tempo, l’opposizione avrebbe gioco facile nel continuare ad accusare l’esecutivo di stravolgere le leggi a proprio uso e consumo. Proseguire la battaglia legale o altro è una strada sbagliata su cui il PdL non si deve incamminare. Meglio, molto meglio, a questo punto pensare alle elezioni e alla campagna elettorale, rinunciando alla lista del partito per puntare tutto su quella della candidata. Se Silvio Berlusconi spiegasse agli elettori ciò che è accaduto e i tentativi di inquinamento della competizione elettorale e chiamasse tutti alla mobilitazione, il Lazio potrebbe non essere perduto.
Serve uno sforzo di funzionari e colonnelli per rimettere in corsa il centrodestra anche se il centrodestra è escluso. Serve soprattutto il carisma di un leader il quale faccia sentire che il PdL c’è ed è unito intorno al suo candidato. Se il Cavaliere vuole, la Polverini ce la può fare. Basta mettere da parte i consigli degli avvocati e i veleni dei cortigiani, che in questa faccenda di danni ne hanno fatti già troppi.

Commenti 

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x Elezioni Lazio

10/03/2010 22:57

Postato da gicavallo

Non si capisce quale articolo e quale comma di quale legge regionale del Lazio, scavalchi il DL interpretativo. Napolitano, firmando, ha citato articoli della Costituzione e proprio quelli in cui precisamente si fa riferimento agli orari entro cui consegnare le liste e le modalità per presentare i ricorsi. Esistono, è vero, leggi regionali del Lazio in cui si parla esplicitamente di norme per l'elezione e dintorni, ma non esiste alcun articolo di esse in cui si parli di ORARI DI CONSEGNA, ie le 12, o modalità per la presentazione dei ricorsi. Prego di verificare voi stessi, DL interpretativo alla mano e alla lettera, ovvero rileggendo le leggi della Costituzione citate dal DL stesso.

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non giusto

10/03/2010 19:25

Postato da di beppe

mi sembra che il premier si debba dare una regolata primo : non ci vedo chiaro che per un panino si perda la possibilita di depositare una lista secondo: quello che penso è che all'ultimo momento si voleva cambiare qualche nome magari raccomandato dal grande capo terzo: la polverini non è mai entrata nelle grazie perche persona gradita della vecchia guardia capitanata da fini potrei continuare lo farò unatra volta

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Roma

10/03/2010 19:00

Postato da kana_22

Perché dobbiamo tenere Roma Capitale? Solo pr mantenere scansafatiche che altrimenti morirebbero di fame? Che schifo accettare imposizioni e doverle rendere conto con le NOSTRE TASSE. Noi produciamo e loro mangiano, anchepanini, alla faccia nostra. Grazie Roma di esistere.