Via Poma, Vanacore scoprì il cadavere
Secondo la ricostruzione del pm, il portiere non allertò la polizia e depistò le indagini
12/03/2010
Il ruolo di Vanacore - A due giorni dal suicidio del portiere dello stabile romano, il magistrato, agitando in aula il mazzo di chiavi sequestrato alla moglie di Vanacore, Giuseppa De Luca, spiega: «Le chiavi sono uno snodo fondamentale in questa inchiesta. Vanacore entrò per primo negli uffici dell'associazione Ostelli della Gioventù al terzo piano, trovando la porta socchiusa. Individuò

Vanacore entrò per primo negli uffici dell'associazione Ostelli della Gioventù, trovò il cadavere e non allertò la polizia
Un depistaggio - Nei 20 anni successivi al delitto, gli atteggiamenti anomali di Pietro Vanacore e di sua moglie avrebbero quindi contribuito a depistare le indagini. Il comportamento del portiere spiegherebbe anche «il comportamento anomalo di Giuseppa De Luca, ovvero la riluttanza nel non dare le chiavi alla polizia, l'agitazione di Volponi che era stato informato da Vanacore, le menzogne di Caracciolo anche lui informato».
La replica della difesa - Immediata la replica del difensore della famiglia Vanacore, Antonio De Vita, che, a margine dell'udienza, dichiara: «In base a quale elemento il pm può dire che la porta era socchiusa? Da dove esce fuori? Penso che la questione delle chiavi sia stata chiarita all'epoca del proscioglimento di Vanacore. Non conosco questa nuova impostazione accusatoria. Loro avevano un mazzo di chiavi per fare le pulizie, non avevano bisogno di servirsi di un mazzo di scorta. A me, come difensore della famiglia Vanacore, non è stato comunicato nulla. Sento per la prima volta da voi questa ricostruzione. Come si fa a dire che la porta era aperta? Se devono essere fatte nuove contestazioni, il dibattimento non è la sede opportuna. I Vanacore dopo quanto accaduto nei giorno scorsi non stanno bene e ho fatto presente alla corte il motivo della loro assenza».
Un terzo biglietto - Intanto sul suicidio di Vanacore emergono nuovi particolari.

Senza nessuna colpa, né mia né della mia famiglia, ci hanno distrutti nel morale, nell'immagine e tutto il resto
Nei biglietti recuperati dagli investigatori si legge: «20 anni perseguitati senza nessuna colpa» e «20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio».
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x gloria45
14/03/2010 11:56
Postato da comancero
Sono passati più di 20 anni,chi ha fatto le indagini non è riuscito a dimostrare niente contro VANACORE. Ora teorizzano delle supposizioni.Ci vogliono prove non TEOREMI.P.S. PITAGORA BASTA ED AVANZA.
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vendetta ,tremenda vendetta
13/03/2010 10:23
Postato da ciannosecco
Spero solo che questo pm cialtrone paghi , ma paghi veramente.L'emerito pagliaccio in udienza spariglia le carte perchè è disperato , tipico quando crollano i teoremi.
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Vanacore
13/03/2010 08:04
Postato da emilioq
Come volevasi dimostrare!!!!! Questa magistratura inetta scarica su chi non può più difendersi tutte le colpe possibili dopo che, con il loro sporco comportamento, l'hanno ridotto alla disperazione . Cosa hanno fatto in 20 anni? Chi all'epoca, ha condotto le indagini chiaramente in maniera superficiale ? Ora hanno il capro espiatorio ma, secondo me, dovrebbe essere processata la magistratura per omicidio volontario aggravato !!!!!!!!!!!


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