L'editoriale

di Maurizio Belpietro

14/03/2010

Tra i sostenitori di Bersani e Di Pietro che mi scrivono, uno mi rivolge la seguente domanda: come può una persona intelligente giustificare le telefonate di Berlusconi a un membro dell’Agcom? Passi per le chiamate a un direttore di tg, che è nominato dalla maggioranza di governo e tutti sanno che in Rai c’è la lottizzazione, ma chiudere gli occhi su un funzionario di un’autorità indipendente che si mette d’accordo con il presidente del Consiglio proprio non si può. L’elettore di sinistra ovviamente sottintende che o sono in malafede, oppure non  devo essere molto acuto se non capisco il nocciolo del problema emerso con le intercettazioni di Trani, ovvero che un garante dovrebbe stare sopra le parti e non giocare al telefono con una di esse. In realtà, pur non ritenendomi particolarmente sveglio, comprendo bene dove voglia andare a parare, ma conoscendo come in questo Paese sono nate le authority e chi ne fa parte non sono incline a comportarmi da ipocrita come invece mi pare stiano facendo molti leader progressisti.
Certo, un organismo come l’Agcom dovrebbe essere distante dagli operatori e anche dalla politica, ma forse pochi sanno che i suoi membri vengono nominati direttamente dai partiti e non dallo Spirito Santo e come se non bastasse la maggior parte di essi arriva dai banchi del Parlamento o dalle immediate vicinanze di qualche ministero. Giancarlo Innocenzi non è il solo ex onorevole a farvi parte, ci sono almeno altri quattro commissari con alle spalle un’esperienza a Montecitorio o a Palazzo Madama, così che tutto l’arco parlamentare possa essere adeguatamente rappresentato: dal Pdl al Pd, passando per l’Udc. Essendo stati nominati nella passata legislatura, non manca neppure un esponente dell’Udeur, anche se il partito di Mastella è ormai praticamente scomparso. L’Agcom ovviamente non è un’eccezione, ma la regola. Le autorità di garanzia in massima parte sono a stretto contatto con la politica. Proprio per questo, una prova è che molti membri quando escono dal Parlamento non provano nemmeno a stare fermi un giro, ma strappano subito la nomina.
E’ ragionevole pensare che dopo essere stati per anni a stretto contatto con colleghi deputati e senatori una volta eletti interrompano ogni contatto con i partiti di provenienza? No. E chi pensa il contrario è lui sì in malafede. In realtà l’unica indipendenza che conservano le authority è quella di spesa: in quel campo infatti alcune riescono perfino a fare meglio di Camera e Senato e forse solo per questo in gran parte andrebbero chiuse.
Nessuna sorpresa dunque per quel che emerge dalle carte di Trani, anche perché, come ho scritto ieri, che Berlusconi volesse la chiusura di trasmissioni come quella di Santoro non è una novità. Sono anni che ci prova, convinto che Annozero non abbia nulla a che fare col servizio pubblico. Semmai c’è da stupirsi per le stranezze di un’inchiesta nata da una faccenda di usura con le carte di credito, e finita per orecchiare i discorsi del presidente del Consiglio. E anche da domandarsi perché molte procure non riescano a fare un’indagine senza tirare in ballo il Cavaliere.
Ma forse anche qui non c’è da essere troppo sorpresi: il cliché è il solito, cui assistiamo ad ogni elezione. Da quasi vent’anni ogni volta che si vota spunta una nuova accusa e le ragioni non hanno neppure bisogno di essere spiegate. A ogni chiamata alle urne serve un po’ di benzina per infiammare gli animi della sinistra, che altrimenti dopo tante sconfitte e altrettante brutte figure dei suoi leader ha il morale sotto i tacchi. Ma il gioco è ormai così conosciuto che gli stessi militanti progressisti cominciano a stancarsi. Bastava dare un occhio alla sfilata di Roma di ieri per rendersene conto. In una piazza più rossa, che viola, l’unica cosa che si notava era la stanchezza dei militanti. Forse anche loro cominciano a non poterne più.

Commenti 

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CATEO

18/03/2010 15:08

Postato da fonty

Senta cateo8, avere la mortadella sugli occhi va bene, ma non cercare di togliersela è da masochisti. Lei dice che non ha avuto nessuna decurtazione dal governo Prodi, ma dove viveva nel 2007, sulla luna ? Ora le chiarisco un pò le sue poche ma molto confuse idee con dei fatti inconfutabili. Con la finanziaria del 2007 (Governo Prodi) composta da un unico articolo e 1364 commi,veniva eliminata la no tax area (fino a 7500 Euro) per i meno abbienti e portato il primo livello di tassazione (fino a 15.000 Euro) al 23%. Da 15000 a 28000 Euro, cioè per la stragrande quantità degli stipendi e pensioni la tassa veniva aumentata dal 23 al 27%, inoltre veniva aumentata l'aliquota massima dal 39 al 43 percento, nell'intento di far piangere i ricchi, che in percentuale sono poco numerosi ma che pensarono bene di trasferire i loro capitali all'estero (quelli che sono rientrati ultimamente). Io sono sicuro che anche lei si sia trovata in una delle aliquote soprariportate, quindi sa far di conto o ripete pappagallescamente ciò che dice la sinistra, cioè che Prodi con il suo ministro schioppettaro che affermava dall'alto del suo stipendio da 20.000 euro mensili che pagare le tasse è bello, non ha mai aumentato le tasse? Senza considerare le circa 60 nuove che si sono inventati. Perchè essere partigiani di un'idea lo posso capire, ma sentire affermare delle falsità magari solo per ignoranza, non lo sopporto. La saluto.

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per gmargi..

17/03/2010 18:09

Postato da cate08

Lei ha visto in TV un pm presuntuoso e sbruffone! Quando? e perchè? Un pm che dice, anzi, non dice...perchè "non può dire" è presunutoso e sbruffone? Non è forse lei più presuntuoso? visto che giudica senza conoscere la persona e, scusi, nemmeno i fatti?

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per gmargi..

17/03/2010 18:09

Postato da cate08

Lei ha visto in TV un pm presuntuoso e sbruffone! Quando? e perchè? Un pm che dice, anzi, non dice...perchè "non può dire" è presunutoso e sbruffone? Non è forse lei più presuntuoso? visto che giudica senza conoscere la persona e, scusi, nemmeno i fatti?