Roma, la candidatura olimpica slitta per la metro C
"La terza linea per quella data non potrà essere pronta"
27/03/2010
Sarà la metro C a far saltare la candidatura olimpica di Roma. La bocciatura è di nuovo nell’aria perché la terza linea del metrò, fondamentale per la città, per quella data non potrà essere pronta. E non basta al sindaco Alemanno la promessa dell’apertura per il 2013 del tratto periferico Pantano – San Giovanni per presentarsi con le carte in regola solo un anno dopo alla Commissione che di fatto darà il via libera allo sprint finale in cui il Cio (Comitato Olimpico Internazionale) prenderà poi la definitiva decisione.
Il progetto definitivo per la tratta successiva San Giovanni – Colosseo è stato solo da poco approvato. Per non parlare poi dell’attraversamento del centro vero e proprio fino al terminale opposto di Vigna Clara, zona in cui si svolgerà gran parte delle gare, di cui non si sa ancora niente, neppure riguardo il reperimento dei fondi di copertura finanziaria. La medicina? Cambiare subito il progetto, in corso d’opera, trasformando la linea da “metropolitana pesante”, o tradizionale, in “leggera”. L’allarme è del professor Antonio Tamburrino, esperto di mobilità e docente di Economia dei Trasporti all’Università San Pio V di Roma, nominato proprio dal sindaco Alemanno “Coordinatore dei Membri esterni del Comitato di Coordinamento della Commissione per il Piano Strategico della Mobilità Sostenibile”, autore di uno studio sull’area della Capitale, che mette in luce problemi tecnici ed economici.
“Un elemento essenziale per ricevere le Olimpiadi – precisa il professor Antonio Tamburrino – è che la città assicuri la mobilità, e questo vuol dire che per quella data la Metro C deve essere fatta. Io credo che continuando di questo passo sia per i costi sempre più astronomici, sia per le difficoltà sempre più sensibili di scavare nel sottosuolo non possiamo candidarci alle Olimpiadi”.
Il progetto definitivo per la tratta successiva San Giovanni – Colosseo è stato solo da poco approvato. Per non parlare poi dell’attraversamento del centro vero e proprio fino al terminale opposto di Vigna Clara, zona in cui si svolgerà gran parte delle gare, di cui non si sa ancora niente, neppure riguardo il reperimento dei fondi di copertura finanziaria. La medicina? Cambiare subito il progetto, in corso d’opera, trasformando la linea da “metropolitana pesante”, o tradizionale, in “leggera”. L’allarme è del professor Antonio Tamburrino, esperto di mobilità e docente di Economia dei Trasporti all’Università San Pio V di Roma, nominato proprio dal sindaco Alemanno “Coordinatore dei Membri esterni del Comitato di Coordinamento della Commissione per il Piano Strategico della Mobilità Sostenibile”, autore di uno studio sull’area della Capitale, che mette in luce problemi tecnici ed economici.
“Un elemento essenziale per ricevere le Olimpiadi – precisa il professor Antonio Tamburrino – è che la città assicuri la mobilità, e questo vuol dire che per quella data la Metro C deve essere fatta. Io credo che continuando di questo passo sia per i costi sempre più astronomici, sia per le difficoltà sempre più sensibili di scavare nel sottosuolo non possiamo candidarci alle Olimpiadi”.


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