Tea Party a Boston, Sarah Palin contro Obama
"Basta con il governo delle tasse. Vogliamo più libertà. Washington la smetta di interferire sulle nostre vite e i nostri affari"
14/04/2010
“Basta con il governo delle tasse. Vogliamo più libertà. Washington la smetta di interferire sulle nostre vite e i nostri affari”. Così l’ex “pitt bull con il rossetto”, Sarah Palin, è tornato all’attacco contro il presidente Barack Obama e la leadership democratica alla guida degli Stati Uniti. Tra gli applausi dei suoi sostenitori la Palin è intervenuta al raduno dei “Patrioti del Tè”, nel centro di Boston, al grido di “Votiamo per mandarli a casa”.
Da settimane, infatti, dopo una breve tregua gli anti-Obama hanno rilanciato la loro sfida all'attuale inquilino della Casa Bianca. L’obiettivo è lasciarlo senza maggioranza a Capitol Hill, dopo il voto di novembre di medio-termine. Non a caso, a ogni manifestazione del gruppo, spuntano cartelli con la scritta: “Remember November”. Per l’agguerrita signora il governo dovrebbe lavorare per il popolo e le riforme di Obama, come quella sulla Sanità, vanno nella direzione opposta.
Al Tea Party molti erano vestiti come i coloni che nel 1773 diedero vita alla clamorosa protesta fiscale considerata la scintilla da cui scaturì la Rivoluzione Americana. E, al di là delle suggestioni, la portata rivoluzionaria del movimento non è da sottovalutare. Basti pensare che a gennaio, i “Patrioti del Tè” furono determinanti nel trionfo del repubblicano Scott Brown, che si aggiudicò a sorpresa il seggio senatoriale occupato per decenni da Ted Kennedy.
Da settimane, infatti, dopo una breve tregua gli anti-Obama hanno rilanciato la loro sfida all'attuale inquilino della Casa Bianca. L’obiettivo è lasciarlo senza maggioranza a Capitol Hill, dopo il voto di novembre di medio-termine. Non a caso, a ogni manifestazione del gruppo, spuntano cartelli con la scritta: “Remember November”. Per l’agguerrita signora il governo dovrebbe lavorare per il popolo e le riforme di Obama, come quella sulla Sanità, vanno nella direzione opposta.
Al Tea Party molti erano vestiti come i coloni che nel 1773 diedero vita alla clamorosa protesta fiscale considerata la scintilla da cui scaturì la Rivoluzione Americana. E, al di là delle suggestioni, la portata rivoluzionaria del movimento non è da sottovalutare. Basti pensare che a gennaio, i “Patrioti del Tè” furono determinanti nel trionfo del repubblicano Scott Brown, che si aggiudicò a sorpresa il seggio senatoriale occupato per decenni da Ted Kennedy.


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