Per la Cassazione Marrazzo "vittima predestinata di un'imboscata"

Non c'è responsabilità penale né per l'uso dell'auto blu né per il consumo di cocaina

19/04/2010

Per la Cassazione Marrazzo "vittima predestinata di un'imboscata"
Marrazzo è innocente. Anche se ha consumato cocaina e utilizzato l'auto blu per motivi privati. Lo dice la Cassazione.  L'ex governatore del Lazio - Piero Marrazzo - fu "chiaramente la vittima predestinata" di "un'imboscata organizzata ai suoi danni" da alcuni carabinieri della Compagnia di Roma Trionfale e nei suoi confronti non è ravvisabile alcuna responsabilità penale nè per quanto riguarda l'uso dell'auto blu, per raggiungere l'appartamento di di via Gradoli per incontrare il trans Natalie, nè per quanto riguarda l'eventuale utilizzo di cocaina. "Io testimone e vittima della vicenda - ha commentato a caldo l'ex presidente Marrazzo - su di me sono state dette tante falsità". 
La Cassazione ha affrontato per la prima volta il caso Marrazzo nelle motivazioni, appena depositate, del provvedimento con il quale vengono confermate le misure cautelari nei confronti dei carabinieri coinvolti, indicando anche un ruolo più grave nei confronti del maresciallo Nicola Testini.

Cocaina, una trappola? -  La droga in casa di Natalie, secondo i giudici della Cassazione, non può condurre ad alcuna conclusione di colpevolezza.  Non solo perchè in base ai risultati delle indagini la presenza della cocaina "è stata attribuita proprio agli indagati, che miravano evidentemente a rendere più gravosa la posizione del Marrazzo per renderlo più vulnerabile e pronto a subire qualsiasi ricatto". Ma anche perchè, se pure la droga l'avesse portata l'ex governatore, nessuna conseguenza di natura penale avrebbe potuto derivargliene, trattandosi di droga chiaramente destinata al consumo personale. Anche per quanto riguarda l'auto blu, i giudici non ravvisano alcun elemento di rilevante profilo penale visto che Marrazzo poteva usufruire dell'auto di servizio per raggiungere l'abitazione di via Gradoli, dal momento che di questa auto l'ex presidente della Regione Lazio era autorizzato a servirsi.

Gli assegni smarriti - Pretestuose, chiarisce ancora la Cassazione, anche le altre accuse rivolte al Marrazzo dagli indagati, strumentali all'esigenza di farne emergere l'inesistente posizione di soggetto indagato, come il riferimento ad una falsa denuncia di smarrimento degli assegni. Il riferimento è ai tre assegni, per un totale di 20 mila euro estorti a Marrazzo dai carabinieri Luciano Simeone e Carlo Tagliente durante l'irruzione a via Gradoli, dei quali Marrazzo diede notizia alla banca per evitarne la commercializzazione o la possibilità di favorire i suoi aguzzini con quelle somme.

La leggina salva governatore
- Marrazzo, intanto, grazie a una leggina della Regione Lazio, gode ancora di un piccolo stipendo e dell'uso dell'auto blu.

Commenti 

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Per la Cassazione Marrazzo...

11/01/2012 08:55

Postato da fois_paolo@libero.it

Nonostante queste clamorose incredibili sentenze della Corte di Cassazione c'è ancora chi sostiene che soltanto una minoranza nella magistratura indossa la toga rossa. Se fosse vero la parte maggioritaria, se non altro per dignità, dovrebbe reagire adeguatamente anzichè rimanere sempre silenziosa. Cordiali saluti

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Senti da che pulpito.

20/04/2010 16:01

Postato da primus

valeria78 ma dai se siete i sponsor di tutte queste depravazioni.............

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L’Isacco de Roma.

20/04/2010 15:59

Postato da honhil

Marrazzo è stato l’agnello sacrificale prim’ancora che arrivasse la Pasqua. Eppure, i pm che indagano sul caso temono che i tanti trans, con i quali l’ex presidente della regione Lazio si intratteneva in amorevoli conversazioni erotiche, possano essere fatti fuori. Ma se non è per la droga che insieme a loro abbondantemente consumavano, se non è per i lauti compensi che dava agli intrattenitori, e che sembra gravassero sul bilancio della regione anche se in capitoli di spesa nella disponibilità del già governatore, se non è per i segreti che abbiano potuto carpire e i possibili ricatti che abbiano potuto mettere in atto, se non è, insomma, per fatti inerenti a quelle contorsioni sessuali, perché quella gente dovrebbe essere in pericolo di vita, tanto da preoccupare i magistrati? Forse, allora, il bandolo della matassa deve essere ancora trovato. Anzi, se si pensa che la catena dei morti ammazzati possa ulteriormente allungarsi, sotto la cintola c’è molto di peggio.