Spiegate a Fede che Saviano non è comunista
Non lasciamo Gomorra alla sinistra/ di Filippo Facci e Antonio Socci
11/05/2010

Saviano dovrebbe essere considerato - da tutti - un simbolo di libertà, una voce nobile, un giovane scrittore che ha rischiato e rischia la vita per innescare una rivolta nella coscienza della sua gente
Come Salamov e Solzenicyn
Saviano dovrebbe essere considerato - da tutti - un simbolo di libertà, una voce nobile, un giovane scrittore che ha rischiato e rischia la vita per innescare una rivolta nella coscienza della sua gente, la stessa che animò grandi scrittori come Salamov e Solzenicyn contro l’impero della menzogna comunista: non è un caso che Saviano abbia indicato, come riferimento morale, proprio “I racconti di Kolyma” che è la più grandiosa e sconvolgente opera letteraria di denuncia della bestialità del Gulag assieme all’“Arcipelago” di Solzenicyn.
Non si deve commettere l’errore di ritenere la mafia e la camorra una «cosa loro», una bega regionale: si parla – Saviano ce lo ha fatto capire più di chiunque - di un impero economico planetario, di una tirannia che stritola intere regioni del Sud Italia e quindi l’intero sistema democratico. Si parla di un’autentica zavorra che paghiamo salatamente: l’Italia, non considerando le regioni oppresse dalle mafie, avrebbe un reddito e una ricchezza paragonabili a quelle della Germania.
Ecco perché il tumore mafioso trascina il Paese sull’orlo del baratro: allo svilimento morale e civile si accompagna lo svilimento del nostro benessere, come la vulnerabilità del nostro sistema economico ha reso ancora più evidente. Dobbiamo capire che il nemico di Saviano è il nostro nemico, il nemico di ciascuno, ciò che infetta e minaccia anche la libertà, la stabilità, il lavoro, il benessere, i risparmi di ogni italiano che, pure, non l’abbia ancora capito.

Gomorra è un’inchiesta coi controfiocchi che ha rivelato al mondo ciò che neanche tanti giornalisti italiani sapevano, mentre La Piovra è la caricatura, in fiction, di una mafia immaginifica
Dispiace che anche Berlusconi sia caduto nell’errore di considerare «la letteratura come Gomorra o le serie della Piovra» solo come una pessima pubblicità all’Italia, tra l’altro facendo confusione due volte: Gomorra è un’inchiesta coi controfiocchi che ha rivelato al mondo ciò che neanche tanti giornalisti italiani sapevano, mentre La Piovra è la caricatura, in fiction, di una mafia immaginifica che non è neppure mai esistita, ma che viene replicata all’infinito per buona grazia del tafazzismo nostro e dello sciovinismo d’oltreconfine. Evidentemente il Cavaliere è stato male informato ed è caduto, oltretutto, in una clamorosa gaffe: non solo perché l’editore di “Gomorra” è la sua Mondadori, circostanza di cui dovrebbe andare fiero, visto che quell’opera è costata alla camorra più di una guerra perduta; ma anche perché, a dirla tutta, in tv non c’è stata solo “la Piovra”, e le sue reti Mediaset hanno messo in onda delle serie più che paragonabili. Tra queste “Il capo dei capi”, basata su un testo di Giuseppe D’Avanzo e Attilio Bolzoni, prima serata di Canale 5.
Riconoscimenti al governo
Quello che forse Berlusconi dovrebbe sapere, soprattutto, è che Saviano non è un fazioso o un fanatico: è tra i pochi intellettuali che hanno riconosciuto i successi del governo nella lotta alla camorra. È giunto a dichiarare, Saviano: «Il ministro Maroni ha il merito di avere iniziato un’azione indubbiamente più forte di quanto sia stato fatto in precedenza. E sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri degli Interni di sempre. Mi riferisco in primo luogo al Casertano, finora quasi ignorato dall’intervento statale centrale». Ora: quanti sono gli intellettuali così liberi da aver riconosciuto i meriti di un Maroni? Certo, Saviano ha idee proprie sulle misure che andrebbero varate per essere ancora più efficaci: e sono diverse da quelle intraprese dal governo, che critica anche aspramente. Le opinioni di Saviano, esattamente come quelle dell’Esecutivo, si possono condividere o meno: ma gli va riconosciuto, a dispetto del canto delle sirene intonato da sinistra, che sinora è riuscito a non farsi arruolare in nessun circo politico o mediatico: non è il caso, dunque, che ce lo arruoliamo noi. Saviano sta tentando di parlare a tutti e si mantiene fedele alla propria coscienza: questo ci pare.

Poter criticare le misure del Governo è un’ovvia regola democratica, ma va detto che Saviano con il centrosinistra non è meno duro.
Poter criticare le misure del Governo è un’ovvia regola democratica, ma va detto che Saviano con il centrosinistra non è meno duro.
Attaccato dalla sinistra
In una recente intervista a Pietrangelo Buttafuoco, su Panorama, ha ricordato: «Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali. Le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra. Ma io questa cosa l’ho detta e ridetta, l’ho fatta presente in vari articoli e interventi. E per questo mi sono meritato la fama di essere uno che, per interesse personale, infanga la sua terra. Quanto mi ha attaccato il centrosinistra campano, che ancora oggi mi considera un nemico! Solo pochi, pochissimi mi sono stati vicini».
Roberto Saviano, che tra l’altro ha rivelato gran stoffa letteraria e straordinario talento giornalistico, in questa rivolta morale ha scommesso la sua vita fin dal principio. Ora, ad appena 31 anni, deve vivere da fuggiasco, superblindato, prigioniero, senza una vita privata. Qualche volta ha ceduto, e ha detto: non lo rifarei. Merita almeno il rispetto di chi sta con il culo al caldo.
39
destra? sinistra?
20/11/2011 03:05
Postato da ornellagaroli
sarà di destra? sarà di sinistra? l'unica cosa certa è che ha rotto. Di pomposi abbiamo già il tutto esaurito in parlamento.
38
Perplessa
12/06/2011 10:30
Postato da doblone
Anch'io ho seguito per un pò Berlusconi, poi era sempre al centro della scena a spiegarmi i suoi problemi con la giustizia,allora l'ho abbandonato!
37
non sarà comunista ma...
04/06/2010 17:28
Postato da rogigoi
è un personaggio orrido capace di barattare tutto, anche la famiglia, per denaro e qualche agente di scorta. Uomini così miserabili dovrebbero vivere abbandonati nelle foreste. Lontano dal vivere civile. Ha venduto la sua terra (?) per un pacco di soldi che ora non riesce a spendere per paura di se stesso. Come dire: chi la fa l'aspetti.


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