A processo, siamo inglesi

Appunto di Filippo Facci

01/06/2010

A processo, siamo inglesi
Gli ayatollah anti-bavaglio continuano a intervistare incompetenti di grido (soliti artisti, scrittori, buffoni ecc.) ma i prediletti restano i colleghi della stampa estera, cui di solito rivolgono domande tipo «Aboliscono il giornalismo, da voi c’è ancora?». Prediletti tra i prediletti, obviously, quei cronisti anglosassoni che ci considerano dei trogloditi e che sono sempre incazzati perché vorrebbero essere corrispondenti da un altro Paese. Giovedì scorso, per dire, Repubblica ha intervistato David Lane dell’Economist il quale dapprima ha mostrato di ignorare il disegno di legge (capita anche ai nostri direttori) ma poi, alla domanda «In Inghilterra le cose sono diverse?», ha risposto: «Lì le intercettazioni non vengono pubblicate». Ah. Ecco. Il giorno dopo, sull’Espresso, hanno intervistato l’ex direttore dell’Economist Bill Emmott secondo il quale «Questa legge mette in pericolo la democrazia italiana», ma poi ha precisato: «Da noi le intercettazioni finiscono raramente ai giornali, evidentemente gli inquirenti italiani devono cercare il supporto della stampa». Ah. Ecco. Ieri, infine, il Fatto ha intervistato John Lloyd del Financial Times il quale - dopo altre esternazioni apocalittiche, obviously - ha detto: «Da noi il problema non è così grande come in Italia, perché le intercettazioni raramente vengono rese pubbliche». Da loro, cioè, durante le indagini, e prima del processo, non esce una riga.

Commenti 

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sono sempre validi

06/06/2010 09:57

Postato da geog

i detti "Dio ha creato gli uomini, e gli inglesi" e "Dio stramaledica gli inglesi"

10

gli inglesi sono raormai alla frutta....

03/06/2010 16:53

Postato da franziscus

per questo ci invidiano.

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al processo siamo inglesi

03/06/2010 10:22

Postato da tenente drogo

Quello che non capisco è il perchè gli inglesi abbiano questo atteggiamento con l'Italia. Io ho diversi amici inglesi, di buona società e , a loro modo, anche colti: in definitiva ,gratta , gratta, non possono soffrire nessuno, odiano i tedeschi, odiano i francesi, disprezzano gli spagnoli, altri paesi nemmeno li considerano, ma per l'Italia esiste una contrapposizione enorme. Amano quello che per loro è l'immagine stereotipata dell'Italia e degli italiani che risale ancora al gran tur ( italiani buoni ma un pò imbroglioni ingenui, piccole cose che l'inglese scopre e sorridendo dall'alto della sua superiorità giustifica come colore locale, italiani commedianti ma falsetti, furbetti ma stupidamente incapaci. Loro invece..... ) Loro sono di un provincialismo mostruosa, con preconcetti insoemontabili. Che abbiano, in fondo in fondo, paura di noi ???