Saviano morto ammazzato su Max

Lo scrittore: "Un'immagine di cattivo gusto utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi vive protetto"

23/06/2010

Saviano morto ammazzato su Max
"Hanno ammazzato Saviano". Queste parole e un piccolo testo esplicativo corredano la foto di un Roberto Saviano martirizzato che occupa le prime due pagine di Max. Il periodico, in edicola venerdì, è destinato a far discutere sostenitori e oppositori dell'autore di Gomorra e a sollevare polemiche e obiezioni. L'immagine non è altro che un fotomontaggio firmato dallo specialista Gian Paolo Tomasi, un'elaborazione con Photoshop di grande effetto, a metà tra il Cristo del Mantegna e il cadavere di Che Guevara. Saviano è disteso su un lettino da obitorio con i ferri che gli sostengono la testa e un cartellino di identificazione appeso al piede.

Il messaggio è chiaro. Andrea Rossi, direttore della testata, spiega che non si può andare avanti con le critiche e le accuse contro lo scrittore che ha denunciato la camorra e, come riportarto dalla Stampa, protesta: "Ma insomma qual è il problema, la camorra o Saviano che la camorra la combatte? Mi pare che il gioco che si profila sia quello della delegittimazione: svalutate ciò che dice per isolarlo, poi se arriva quello che lo fa fuori...". I mandanti "tutti possono immaginarseli".

Pornografia - Le reazioni non si fanno attendere. Scrive Martinetti sulla Stampa: "C'è qualcosa di ignobile e di pornografico in questa operazione della rivista Max, in genere più avvezza ai modelli di Dolce&Gabbana che agli eroi dell'Italia civile: l'ipocrisia sbattuta in prima pagina. Uccidere Saviano per denunciare chi lo minaccia? Ma va là: le immagini, come le parole, sono pallottole, il pallore cadaverico applicato con il trucco del photoshop sul volto dolente di quel ragazzo rappresentante dell'Italia perbene è una volgare messinscena finalizzata in fin dei conti non a discutere, ma a vendere copie. Pubblicità, sulla pelle di una persona che la pelle se la gioca davvero".
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Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire



La replica di Saviano - Ma la condanna più dura a quella da molti vista come "un'operazione pubblicitaria", arriva dal soggetto del discusso fotomontaggio, Roberto Saviano: "Lo trovo di cattivo gusto. Un'immagine utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me in Italia e all'estero vive protetto. Un'immagine profondamente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lontano dai riflettori, rischiano la vita. Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire".

Commenti 

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trovata

25/06/2010 18:03

Postato da ercole.bravi

trovo la copertina una geniale trovata. Che ci sia poi qualcuno che pensa che criticare la foto, significhi fiancheggiare la camorra ha dei grossi problemi di misura e valutazione. una copertina in quanto tale è soggetta a critiche, altrimenti la guardano in due che vanno d'amore e d'accordo e si complimentano a vicenda. detto questo, Saviano è una persona normale che ha detto con clamore maggiore e guadagni maggiori, ciò che molti giornalisti hanno denunciato sul campo e son morti nel frattempo, mentre Saviano si ritrova a vivere sotto scorta, che devo ammettere non è una bella vita, ma almeno è vivo. Le scelte di campo costano sempre dei sacrifici, ma una persona che fa il suo dovere di cittadino è solo una persona, non un santo nè un eroe.

15

Saviano morto ammazzato......

25/06/2010 10:00

Postato da Nina

Sarà anche di cattivo gusto quest'mmagine, anzi lo è sicuramente.....ma Saviano è soltanto uno che ci marcia, trovando ovviamente solidarietà ed approvazione dalla sinistra....ma quelli poveretti si attaccano a tutto!!!!!!!

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Max non è Mantegna!

24/06/2010 11:53

Postato da isabella guarini

Sub limine, il fotomontaggio di Saviano morto evoca il Cristio morto del Mantegna che riprende il Cristo di scorcio con i piedi in primo piano verso l'osservatore e con i genitali al centro della composizione, simbolo della vita che continua nonostante la morte. Orsù, non esageriamo! Si tratta di una sottile satira per l'eccesso di esposizione dello scrittore di camorra!