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Editorialedi Maurizio Belpietro Caro Bocchino, ciò che sospettavo nell’editoriale di ieri è confermato dalla tua lettera di oggi. Fin dalle prime righe si capisce che non sei più il giovane ed entusiasta deputato che ho incontrato nel 1996, appena sbarcato alla Camera. Ora sei un politico collaudato (non utilizzo “consumato” perché non vorrei tu ci vedessi un’allusione a qualcosa di consunto), temprato negli scontri di potere, che però macina rancore per essere stato messo all’angolo e dunque non lesina piccole punture di spillo anche agli amici. Tu caro Italo non sei stato espulso dal vertice del tuo partito, semplicemente hai condotto una battaglia e hai perso, perché invece di un’armata pronta a combattere Berlusconi ti sei ritrovato al seguito solo una piccola truppa, alla quale, per giunta, tu sei inviso e non ti riconosce come capo. Non è per lesa maestà che sei caduto, ma per una resa dei conti, i quali erano contro di te. So che dopo avere assaporato il potere, anche se quello piccolo di vicecapogruppo, è dura perderlo, ma questa è la democrazia, bellezza. Veniamo dunque a Verdini. Prima di te l’ho criticato per le frequentazioni ma, come ho scritto, il reato di cattive compagnie non è ancora previsto dal codice penale. Non escludo che di questo passo si finirà per istituirlo, soprattutto se ci sarà chi come te interpreta le accuse come sentenze di...
[continua]
14/07/2010 |