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Caliendo, la sfiducia in aula domani

Così ha deciso la conferenza dei capigruppo a Montecitorio presieduta da Fini. La seduta sarà trasmessa in diretta tv dalle 17

Caliendo, la sfiducia in aula domani
liberoquotidiano.it
Si terrà mercoledì il primo vero banco di prova sulla tenuta dell’attuale maggioranza guidata da Silvio Berlusconi. La Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio presieduta da Gianfranco Fini, infatti, ha deciso di votare la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni al Sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, sotto inchiesta nell’indagine sulla cosidetta P3. La votazione avverrà mercoledì alle ore 17, il tutto in diretta televisiva.
Quindi il Parlamento non va in vacanza attendendo che le acque si calmino dopo la separazione dai Finiani, ma affronta con ottimismo la sfida lanciatagli dal Pd e dall’IdV.
Sulla tenuta della maggioranza sono in molti a scommettere tra le file del Pdl. Tra tutti il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
"I finiani hanno dichiarato che continueranno a sostenere il Governo. Ecco perché non abbiamo alcun dubbio che la legislatura possa continuare con un forte sostegno al governo. I numeri li abbiamo: se il governo porrà la fiducia, credo che la daranno tutti quelli che lo sostengono".

La rabbia del Pdl -Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, definisce inaccettabile la calendarizzazione della mozione. "Si procede al voto quando è in corso ancora il procedimento giudiziario nei confronti di Caliendo -
afferma Cicchitto -. La responsabilità è dell'opposizione. Sui finiani prendiamo per buono il loro impegno a dare sostegno alla maggioranza".

L'incontro Fli-Udc - A
risultare decisivi sulla mozione di sfiducia saranno proprio i "finiani" e l’Udc di Casini che, se dovessero sposare la linea di Bersani e Di Pietro, metterebbero in minoranza il Governo facendolo inesorabilmente scivolare.
Proprio per questo motivo, i due schieramenti che ancora non si sono pronunciati sulle intenzioni di voto (Udc e Fli) si incontreranno martedì per valutare l’atteggiamento da tenere sulla questione Caliendo.
Ad annunciarlo è il capogruppo di Fli a Montecitorio, Giorgio Conte.
"Ci vedremo nel primo pomeriggio per cercare di arrivare a una convergenza con l’Udc, se ce ne sono le condizioni".
Per quanto l’incontro avverrà solo tra 24 ore, voci non confermate danno per certa l’astensione dei finiani.

Decreti salvi – Avendo previsto ancora una settimana di lavori, il Parlamento potrà anche esaminare e votare i due decreti legge che erano a rischio scadenza: nel dettaglio, martedì saranno esaminate e votate le nuove normative sull'energia e sul trasporto marittimo-Tirrenia, già approvate dal Senato.

Finiani in 10 al Senato - Intanto Futuro e Libertà per l'Italia, il movimento politico dei finiani, è arrivato a quota dieci al Senato. Dunque può nascere il gruppo parlamentare dei seguaci di Fini anche a Palazzo Madama. I 10 che costituiranno il gruppo sono: Baldassarri, Viespoli, Germontani, Digilio, Pontone, Valditara, Menardi, Saia e De Angelis. Confermata anche l’adesione di Barbara Contini. Capogruppo provvisorio sarà Mario Baldassarri.

03/08/2010

 
 
1 | Postato da futuro libero | 03/08/2010 alle 12.07

la memoria corta

dei sinist*. Nel primo governo prodi quando le promesse sembravano un sogno al conrario delle tasse che purtroppo arano una realtà, prdi in persona disse che per mantenere le promesse c'erano 5 anni. Non capsco perchè pretendete che tutto venisse fatto da Berlusconi in due anni, dimenticando che l'Italia ha subito un terremoto, c'è stata e c'è tuttora una crisi non italiana ma mondiale, ricordiamo tutti l'immondizia che sommergeva Napoli? Perchè non lo lasciate lavorare tre anni, fra tre anni se le promesse non sono mantenute non avere che da votare altri. Quesa è democrazia, questa è civiltà. L'Italia si sta dimostrando incivile e antidemocratica e non è riuscita a superare la dittatura.

2 | Postato da S.Winston | 03/08/2010 alle 11.20

gaspa non girare la frittata....

Se uno promette (ma non solo per le tasse...province, parlamentari, federalismo,....) e poi non mantiene può avere tutte le attenuanti che vuole ma ha fallito punto e basta....ha vinto o no le elezioni per il programma che ha portato?o solo perchè è bello a settanta e passa anni?TUTTI VORREBBERO PAGARE MENO TASSE, ma lo si potrebbe fare in un insieme di riforme che non si fa dall'oggi al domani...certo se si perdono mesi invece dietro a processi brevi, lodi, scudi etc etc non ci si arriva mai...ripeto, il PDL è stato un bluff e ora ne paga le conseguenze...p.s. l'ICI sulla prima casa per il 60% degli italiani meno abbienti lo ha tolto PRODI, il Silvio l'ha tolta anche ai ricconi...che se ne fregavano....saluti...

3 | Postato da S.Winston | 03/08/2010 alle 10.58

a chi non piace il governo tecnico...

perchè nella politica se si fa UNA cosa buona, su 100 che si dovrebbero fare, si vorrebbe che quell'unica cosa vada a prestigio del proprio partito per interessi partitici appunto e stop, degli italiani non gliene frega nulla a nessuno....si mira solo a stare al potere e farsi belli......per quelle 4 cose che si devono fare SUBITO basterebbe ed avanzaerebbe un governo tecnico (nuova legge elettorale, politica di abbattimento del debito pubblico seria, lotta alla mafia a tutti i livelli e all'evasione...)

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