L'editoriale

di Maurizio Belpietro

27/08/2010

Per giorni ci siamo domandati come una giovane donna potesse mettere da parte un patrimonio milionario, fatto di case, terreni, auto di lusso e altro, senza un impiego preciso e neppure un’agiata famiglia di provenienza. Il reddito di Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini, non consente infatti di giustificare un arricchimento così improvviso e dunque, ci chiedevamo, da dove arriva tutto ciò? In principio la risposta degli avvocati ai nostri interrogativi è stata un avviso di querela, poi, resisi conto della necessità di un chiarimento, hanno addotto una vincita al Superenalotto. Di fronte a una simile spiegazione, chiunque avrebbe storto il naso, innanzi tutto per ragioni di buon senso:  un premio di 2 miliardi di vecchie lire, la metà dei quali incassata da Luciano Gaucci, non si moltiplica per miracolo fino a trasformarsi in 20 milioni di euro, vale a dire 40 miliardi di  lirette. 
Il sospetto che quelli fossero soldi del  patron del Perugia, sottratti al fallimento della squadra di calcio,  ci aveva indotti a nutrire dubbi sulla versione, costringendoci a insistere coi quesiti, non per volontà di perseguire una signora in quanto compagna di Gianfranco Fini, come qualcuno ha sostenuto, ma per alzare il velo su un concentrato di affari non proprio limpido attorno alla terza carica dello Stato.
Ovviamente non avevamo sbagliato a reiterare le domande e lo dimostra lo scoop di Giacomo Amadori,  giornalista tosto di Panorama il quale ha rintracciato non solo il tabaccaio che vendette la schedina milionaria di cui parla la Tulliani, ma anche alcune persone che avrebbero ceduto terreni e altro a Elisabetta. Risultato, il tabaccaio smentisce la ricostruzione degli avvocati, spiegando che non fu affatto la fidanzata di Gaucci a giocare la schedina, ma la segretaria, la quale lo fece per conto del principale. L’esercente racconta che l’imprenditore puntava abitualmente su sistemi milionari, cosa che sarebbe stata impossibile per una ragazza con un modesto reddito, e si dice pronto a un confronto con la Tulliani, certo di poterla smentire.
Ma questa non sarebbe la sola bugia raccontata da Elisabetta. Amadori ha infatti rintracciato anche una signora che vendette un terreno finito poi nel patrimonio della famiglia Tulliani e la donna spiega che a pagare fu Gaucci, il quale era presente al rogito e versò il corrispettivo in contanti.  Insomma, la fragile difesa della compagna di Fini comincia a vacillare, perché i testimoni che la smentiscono avvalorando la tesi di Gaucci cominciano ad essere tanti. 
La poca trasparenza circa l’arricchimento dei Tulliani ovviamente fa dubitare anche della versione fornita a proposito dell’appartamento di Montecarlo, donato ad An e finito senza una ragione plausibile nelle mani del fratello di Elisabetta.  Anche in questo caso le spiegazioni anziché chiarire il mistero hanno reso ancora più oscura la vicenda, sicché, prima che spunti qualche altro personaggio ad aggiungere nuovi particolari, sarebbe auspicabile smetterla con le frottole e raccontare le cose come stanno.  Conviene alla signora Fini e al fratello. Ma soprattutto conviene al presidente della Camera. Difficile infatti continuare a tacere di fronte a tutte queste ombre. Chi invoca la trasparenza per gli altri è  necessariamente obbligato a praticarla per primo su se stesso.
Altrimenti i misteri di Montecarlo e dei Tulliani lo perseguiteranno per sempre.

Commenti 

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Dio li fa e poi li accoppia

31/08/2010 15:25

Postato da jerusalem1099

Non mi aspettavo nulla di diverso da un voltagabbana come Gianfry: sta con la donna che si è meritato, tale e quale a lui in tutto e per tutto. Di cosa ci vogliamo scandalizzare? Se lei è una poco di buono e lui la persona coerente ed integerrima che dice di essere, non potrebbero stare insieme più di qualche minuto; tantomeno fare due figlie insieme (povere piccole, che brutto Futuro vedo per loro!) Belpietro, stai solo facendo il tuo dovere da giornalista: quando si pubblicavano paginate intere per settimane sui sospiri di Berlusca, nessuno si chiedeva chi pagasse i paladini della moralità, la Repubblica degli amici miei, il Travaglio Quotidiano, il Manifesto del Partito Futurista, l'Unità di Conchita dei Fighetti, la Stampa dei catto-comunisti di Torino... Eppoi è ancora estate, il sor Gianfry è ancora in vacanza e non intende tornare presto, e noi si deve pure passare il tempo a leggere qualcosina! Tanto per evitare che il tizio diventi Presidente della Repubblica!

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LA DISTINZIONE

28/08/2010 09:45

Postato da imahfu

Tra PDL e PD Litigano due uomini per vedute politiche diverse, sempre nello stesso campo, quindi lite di strategia. E nel Pdl si offendono iniziando una guerra contro colui che non si attiene al volere di Berlusconi. Insomma, costui ha monopolizzato tutto: dal pensiero, alla strategia, alle sfumature. Il PDL non é un partito o una formazione politica ma una persona, carica di soldi, dal passato recente e remoto molto dubbio. Se si vota PDL , si vota Berlusconi. Io sono abituato a votare un'idea (nel PDL assente), una visione collettiva e non un uomo, come detto, dubbio.Non é così per il PD, con tutte le sue contraddizioni e magagne.

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ANCORA SINO A QUANDO?

27/08/2010 18:59

Postato da Placido Olivieri

Non si colpisce la suocera perchè la nuora intenda. Non è mai capitato di vedere tanta acredine, tanto odio e tanta virulenza per colpire il nemico del proprio referente politico. Come si fa ad accanirsi nei confronti di una Signora, per colpire l'On. Fini di cui a me non interessa niente, per fatti antecedenti alla loro unione e addirittura prima che si conoscessero. Perchè non ci parla dei veri scandali politici dei suoi amici politici. Ma non ha proprio nient'altro da fare? Lei mi sembra affetto da un delirio di onnipotenza che le fa credere di essere il "verbo" invece è un poveretto che perseguita la gente vedendo le pagliuzze negli occhi altrui senza rendersi conto della trave che sta nei suoi. Accusa gli altri giornali di essere di parte! Lei, invece, è imparziale, obiettivo? Ha consentito che sul suo giornale si insultasse l'On. Chiara Moroni con la meschina allussione del "papà" e del "papi" senza rispondere alla giornalista che le ha posto una specica domanda. Continui così!!!