L'editoriale

di Maurizio Belpietro

31/08/2010

Cari lettori, sono passati venti giorni da quanto vi invitammo a sottoscrivere la richiesta di dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della Camera.  Un appello motivato dal silenzio con cui la terza carica dello Stato cercava di insabbiare l’inchiesta sulla casa di Montecarlo, l’immobile ereditato da Alleanza nazionale e svenduto a un quinto del valore a persone che ancora oggi restano nell’ombra. La vostra risposta è stata enorme, come mai mi era capitato di vedere:  decine di migliaia di firme sono giunte in redazione, molte per fax, moltissime via mail. Un’adesione che rimarca quanto sia forte l’indignazione per l’arrogante tentativo di non rispondere, facendo dimenticare la vicenda o minimizzandola, sostenendo che l’affare monegasco è una faccenda privata in cui non sono in gioco soldi pubblici. Una frase, quella di Fini, che ha mandato in bestia i vecchi militanti di Msi e  An e  che, come ha scritto su Libero la lettrice Titti Monteleone, mostra di tradire una comunità pronta a sacrificare tutto in nome di una battaglia politica.
In questi giorni ho pensato come rendere utili tutte le firme che ci sono giunte. La pubblicazione quotidiana dei nomi è importante, ma forse si può  fare qualcosa di più per contribuire a smuovere il muro di omertà che fin dal principio ha circondato la questione. La nostra inchiesta nel frattempo ha gettato altri squarci di luce sul sistema che ruota intorno al presidente della Camera: le pressioni sulla Rai, il patrimonio immobiliare, i legami del suo entourage con gli imprenditori della cricca vicina a Balducci.
Nonostante tutto però il muto di Ansedonia non ha ceduto: chiuso nel suo buen retiro agostano non ha fiatato, evitando accuratamente di incontrare i giornalisti e di rispondere alle domande che da settimane gli poniamo dalla prima pagina di Libero.
Alla fine in redazione ci è venuta un’idea: approfittare del suo annunciato ritorno. Ossia di quell’appuntamento di Mirabello, Festa tricolore dove Gianfranco  dovrebbe parlare, non della casa e delle altre vicende, ma di alta politica, per dettare le sue condizioni al Cavaliere. Quale miglior occasione per reiterare in quella sede le nostre richieste di dimettersi o spiegare? Quale occasione migliore per far fruttare le vostre migliaia di adesioni? Ecco il modo per rendere utile la vostra straordinaria partecipazione: domenica 5 settembre, in occasione della resurrezione della terza carica dello Stato, un incaricato di Libero consegnerà al cofondatore del PdL l’elenco con tutte le firme e l’allegato invito a far le valigie.
Non so come la prenderà il permalosissimo Fini, il quale ha in odio chiunque si permetta di contraddirlo o anche solo di fargli delle domande scomode. So comunque che noi saremo là, nel piccolo paese del Ferrarese, per far sentire la vostra voce e soprattutto, straordinariamente, saremo in edicola il giorno dopo, per raccontarvi le risposte del presidente della Camera e commentarle con voi. Arrivederci, dunque.

Commenti 

48

grazie

01/09/2010 17:09

Postato da tittibelluno

grazie per aver pubblicato il mio scritto su Fini, alla fine sono i sentimenti di tanti di noi , delusi, traditi ma con una grande voglia di Destra. Per molti di noi l'idea di governare era solo un sogno, poi è diventata realtà, noi NON vogliamo c he questa nostra battaglia venga infangata.

47

subito

01/09/2010 08:28

Postato da piero1939

al voto, al voto al voto,

46

pazzesco

31/08/2010 22:19

Postato da corvo bianco

Scusate,rispetto l'opinione di tutti ma è mai possibile che per difendere il maestrino dovete sparare a zero sul cavaliere? Volete capire cortesemente che sono cose completamente differenti? Il maestrino ha abiurato e quindi non ha nessun diritto a quella famosa casa o alle altre cose lasciate dalla nobildonna a persone che non si vergognano di accettare il movimento del ventennio o il suo Duce. e..poi vogliamo sapere,noi da sempre sostenitori della nostra cultura,se il signorino ha comprato o fatto comprare ciò che non è suo ASSOLUTAMENTE.