Il conto di Gheddafi alla Ue: "5miliardi o l'Europa sarà nera"
Polemiche (anche all'interno del Pdl) per l'intervento del leader libico. Ma Berlusconi sottolinea: "Trattato vantaggio per tutti"
31/08/2010
Trattato storico – Lunedì sera il premier, dal palco della caserma dei Carabinieri Salvo D'Acquisto, ha provato a concentrarsi sui temi che hanno caratterizzato l’accordo ratificato il 30 agosto 2008; una base di lavoro importante per le imprese, l'emancipazione italiana nel campo energetico, la lotta all’immigrazione clandestina e anche per chiudere il triste capitolo coloniale.
"Il trattato di amicizia - ha detto Berlusconi – costituisce un modello di diplomazia nell'era della globalizzazione: quando due popoli, separati da vicende tragiche e dolorose, riescono a superare queste vicende, ritrovando intesa e amicizia, ciò avviene a vantaggio di tutti. Grazie a questa amicizia l'Italia ha potuto contribuire a risolvere la crisi dei visti fra la Libia e i paesi dell'Unione europea e grazie al trattato é stato possibile contrastare con successo la tratta dei clandestini dall'Africa all'Europa per mano delle organizzazioni criminali".
E quindi un affondo a chi non ha visto di buon occhio l’arrivo a Roma di Gheddafi.
"È un vantaggio per tutti se le relazioni fra l'Italia e la Libia sono cambiate; c'é stata qualche critica in questi giorni al riguardo, ma chi non lo capisce appartiene al passato ed è prigioniero di schemi superati. Noi, invece, vogliamo guardare avanti e al futuro, per il bene dei nostri figli e per tutta la comunità internazionale". Il premier ha concluso il discorso ringraziando il colonnello Gheddafi, seduto accanto al podio. "Al mio amico leader della grande Jamahriya, a tutti i suoi collaboratori e a tutti i cittadini libici dico ancora grazie per la loro volontà di superare il passato, di lavorare insieme e di essere amici".
Gheddafi rilancia – A gettare benzina sul fuoco e a innescare nuove polemiche, però, ci ha pensato il leader libico, intervenuto al termine del discorso del Cavaliere (durato 10 minuti). Dopo aver ricordato quanto pesante sia stato il bilancio del colonialismo per la Libia e aver elogiato i nuovi rapporti tra i due Paesi, Gheddafi ha anche avanzato le sue richieste all’Unione Europea, rivendicando il ruolo strategico della sua nazione nel Mediterraneo.
"La Libia chiede all’Unione Europea che l’Europa offra almeno cinque miliardi di euro all’anno per fermare l’immigrazione non gradita, altrimenti l'Europa potrebbe diventare Africa, potrebbe diventare nera".
A tal proposito, Gheddafi vede di cattivo occhio anche la presenza di flotte non appartenenti al Mediterraneo.
"Chiediamo inoltre che il Mediterraneo, essendo un mare interno, sia libero da flotte militari degli Stati non rivieraschi", Usa su tutti, ovviamente.
Proteste – Ma, come detto, il Gheddafi-show non è piaciuto a tutti, nemmeno a chi è tra le fila del Pdl. Questa mattina, infatti, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e il capogruppo del Pdl all’Europarlamento Mario Mauro hanno inviato una lettera a La Stampa per criticare la propaganda religiosa effettuata nella giornata di lunedì dal leader libico. E il titolo della missiva è eloquente: "Basta offrire il palcoscenico al dittatore".
"Dopo due giorni di Gheddafi show verrebbe voglia di gridare ai quattro venti il celebre motto dell’imperatore Cesare Augusto: Signori e signore, lo spettacolo è finito. Le parole pronunciate da Gheddafi davanti alle 500 adepte non possono lasciarci indifferenti. Quel richiamo alla necessità che l'islam diventi la religione dell’Europa ha una portata dirompente. Per questo ci permettiamo di sollevare una questione: è ancora opportuno offrire il nostro paese come palconoscenico per gli spettacoli del Rais? Certo è fondamentale per noi sviluppare relazioni diplomatiche privilegiate con la Libia, ma come mai scene e appelli come quello di domenica non si vedono mai in Germania o nel resto d’Europa?"
Incresciosa messa in scena o forse solo un boomerang - Non ha dubbi “Avvenire”, che con un editoriale in prima pagina del direttore Marco Tarquinio, boccia la visita di Gheddafi a Roma: "Un avvenimento con aspetti sostanziali e circostanze, per così dire, volutamente folkloristiche. Ma anche con momenti incresciosi e urtanti". Una "messa in scena", scrive ancora Tarquinio a proposito della "sessione di propaganda islamica tra il leader libico e le hostess". Il fondo prosegue: "Gheddafi ha potuto fare deliberato spettacolo di ‘proselitismo’ (anche grazie a un Tg pubblico incredibilmente servizievole). Non sapremmo dire in quanti altri Paesi tutto questo avrebbe avuto luogo o, in ogni caso, avrebbe avuto spropositata (e stolida) eco. Probabilmente è stato un boomerang".
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FINIAMOLA CON QUESTI BUFFONI!
03/09/2010 12:11
Postato da Al-dente
Indubbiamente Berlusconi accoglie questo grande rompiballe solo perché fa comodo allItalia non avere troppa immigrazione e rifornimenti di gas libico. Tuttavia qui si sta esagerando e questa non la perdono a Berlusconi di svendere lItalia e gli italiani a questo beduino. A tutto cè un limite e Gheddafi è da tempo che lha superato. Addirittura permettergli di minacciare nuora (lEuropa) perché suocera (lItalia) intenda! Basta con gli islamici! Sarebbe ora che sinizi a buttarli fuori dItalia a calci nel di dietro!
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la visita di gheddafi: una vergogna.
03/09/2010 11:41
Postato da otello52
deve dire grazie al cavaliere questo beduino. in un paese normale sarebbe stato preso a calci nel c..lo, lui e le sue amazzoni da barzelletta. ma non siamo in un paese normale, ahinoi!!
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francyderasmo
01/09/2010 20:23
Postato da ciannosecco
Adesso che è chiaro il suo pensiero, vorrei dirle di non dare troppo peso alla sceneggiata di Gheddafi.E' stata solamente propaganda per uso interno libico.Dopo tutto con i miliardi di euro di appalti destinati all'Italia, il biglietto se le pagato.Da come la vedo io , Berlusconi è riuscito a fare quello che altri governi hanno solo tentato di fare.Accordi con la Libia,con la Russia,con il Brasile, ha portato a casa lavori per le nostre aziende.Vorrei rammentarle , che noi siamo alla mercè dei mercati esteri per l'acquisto di energia,petrolio,materie prime.Siamo appena passati da una crisi spaventosa, abbiamo una concorrenza spietata, dalla Cina,dall'India e adesso anche dai paesi dell'est.Per quanto riguarda la religione , chi era cattolico prima di Gheddafi lo rimane anche dopo che se nè andato a casa sua.Considero grave e ipocrita , fare casino per questa sceneggiata e non aver detto niente quando gli inglesi hanno consegnato il terrorista che ha fatto saltare il 747 a Lokerbie , Abdel Basset Ali al-Megrahi , dicendo che era malato,invece lo hanno consegnato dietro assicurazioni commerciali con la Libia, alla faccia dei 270 morti.


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