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Napolitano: "la Resistenza ha un significato sempre attuale"

Il capo dello Stato interviene nella giornata commemorativa dell'8 settembre 1943: "questi sono momenti eroici"

Napolitano: "la Resistenza ha un significato sempre attuale"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato oggi l’inizio della Resistenza, l’8 settembre del 1943, con una cerimonia a Roma. Presenti il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, il sindaco della città Gianni Alemanno, il governatore del Lazio Renata Polverini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il generale Giuseppe Valotto, capo di stato maggiore dell’Esercito.

Napolitano ha deposto una corona commemorativa e ha osservato un minuto di raccoglimento sulle note solenni del Silenzio. Il presidente si è poi recato a Porta San Paolo dove è stata allestita una mostra fotografica dedicata alla difesa della Capitale occupata dai tedeschi 67 anni fa. "L'importanza delle celebrazioni per l’8 settembre - ha sottolineato il capo dello Stato -  è nella documentazione che avete potuto vedere, che ricorda momenti eroici della Resistenza che hanno segnato la conclusione tragica della vita dei nostri soldati e ufficiali”.

Le celebrazioni sono proseguite a Parco della Resistenza dove Napolitano ha scoperto una targa in un’aiuola con 55 piante di rosa in ricordo delle “donne che hanno perso la loro vita per la libertà” e per la difesa della loro città in quel tragico settembre del 1943. Giulia Zeri, una bambina della scuola elementare statale Principe di Piemonte ha letto al presidente una poesia dedicata “Alle donne che hanno amato la libertà».

La giornata commemorativa si è conclusa con la deposizione di una corona di alloro al monumento per gli 87 mila militari caduti negli ultimi due anni di guerra. Qui il presidente ha concluso le celebrazioni ricordando come il significato storico e politico della Resistenza “sia del tutto evidente e sempre attuale". Napolitano si è fermato a salutare le Associazioni dei Partigiani e dei Corpi militari che hanno combattuto la seconda guerra mondiale.

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Commenti all'articolo

  • montecatria

    08 March 2011 - 19:07

    ...ma io ho vissuto in età giovanissima il periodo 1938/1946,tanto che ne porto i segni psicologici e mi riesce difficile parlarne scendendo nei particolari.Tuttavia,devo ammetere che,se nell'immediato dopoguerra le vendette personali(politiche e non) furono a iosa,ci fu anche un buon numero di "resistenti" in buona fede,che credettero di combattere per la libertà,pure se la libertà(quella vera)in Italia forse non c'è mai stata,nè oggi c'è.Vorrei inoltre sottolineare che c'è sempre qualcosa contro cui resistere,pur non dovendo più salire armati sui monti.Dobbiamo resistere contro il consumismo (compreso quello delle persone a carico di altre persone,che credono basti farsi pagare per non essere "consumate"),contro la malattia(anche quella di chi non vuol farsi curare,pur essendo palesemente in preda a demenza senile:ma quale ubriaco ammetterà mai di essere un alcoolizzato?).

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  • kywest

    22 February 2011 - 18:06

    Basta con questi tromboni, reduci di una guerra civile mai conclusa che si beano di un mito che non ebbe riscontro nella realtà. In Italia non ci furono i Maquis ma dei profittatori che dopo l'8 Settembre dettero sfogo alle loro vendette politiche e private colpendo inoltre alle spalle il nemico (ex alleato) ormai battuto. Basta! Che sia consegnata alla Storia e all'oblio questa brutta pagina dell'italietta unita. L'unica resistenza che ha un senso è quella che si misura in Ohm.

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  • wilegio

    wilegio

    03 February 2011 - 00:12

    Oppure quella fu una manica di delinquenti e "fecero bene" (parole sue) i compagni sovietici a reprimerla nel sangue? Non c'è niente da fare: il vecchio compagno perde il pelo ma non il vizio!

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  • brutus

    11 September 2010 - 10:10

    La resistenza fù una grandissima boiata che permise a comunisti e banditi di insanguinare l'Italia e avvelenare i rapporti trà gli italiani stessi. Commemorare quegli atti di banditismo avvilisce la Patria e la povera gente che oggi ancora ne sopporta le conseguenze. Napolitano non é il mio presidente.

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