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La Russa: "Con le bombe sugli aerei, militari meno imbarazzati"

"Armi a bordo necessarie, ma voglio ascoltare le commissioni". Domani il ministro riferirà in Parlamento

La Russa: "Con le bombe sugli aerei, militari meno imbarazzati"
Alla vigilia del suo intervento alle Camere, dove riferirà sull'attentato in cui hanno perso la vita quattro alpini italiani, Ignazio La Russa anticipa alcuni dei contenuti a "Porta a Porta". All'ordine del giorno, oltre all'ipotesi di un rientro dei soldati dall'Afghanistan, c'è soprattutto la questione delle bombe a bordo dei nostri caccia. Una domanda sulla quale si interroga tutto il Paese, e che trova la politica divisa tra pro e contro. "Il completamento dell’armamento è necessario - ha dichiarato La Russa nella registrazione del programma - Ma non voglio cambiare idea su questa vicenda senza avere il parere non vincolante delle commissioni. Io potrei anche disattendere quel parere, ma ci tengo tantissimo. Lo spirito di coesione del parlamento serve moltissimo ai nostri ragazzi, più di una bomba in più o in meno".  
"Aumentare l’armamento degli aerei italiani - prosegue il Ministro della Difesa - eliminerebbe l’imbarazzo dei nostri soldati che sono costretti a chiedere l’intervento dei bombardieri di altri eserciti. Cosa che è già avvenuta". Ma se i bombardieri sbagliassero, prosegue La Russa, e colpissero "una casa al cui interno ci sono dei civili, sarebbe un danno che se volontario corrisponderebbe a un atto di guerra. Ma è del tutto simile a quando si spara con i fucili".

Sull'ipotesi di un ritorno in Patria dei militari, il titolare della Difesa dice: "La mia personale opinione, di cui abbiamo discusso nel governo e di cui discuteremo con il generale Petraeus è che l’Italia possa iniziare il ritiro quando avrà raggiunto il suo obiettivo. Il vero termine - spiega - è quando si consegue l'obiettivo. Dobbiamo mettere in campo tutte le energie possibili, con il minimo di rischio, per conseguire l’obiettivo di riconsegnare al legittimo governo afghano, entro il 2011 larghissima parte della zona ovest del paese. Questo anche se magari altre zone, o piccole zone dello stesso Ovest, non fossero ancora sicure". Per cui, continua La Russa, il ritiro italiano "può essere anche la fine del 2011, ma questo non vuol dire che queste cose le possiamo decidere da soli".

Da parte di La Russa giunge anche un attacco ad Antonio Di Pietro: "Si può essere contrari alla missione internazionale - afferma il Ministro riferendosi al leader dell'Italia dei Valori - è anche legittimo dar voce a questa parte dell’Italia minoritaria che esiste ed è, mia valutazione personale, pregiudizialmente anti-americana. Ma non si può più usare la Costituzione come giustificazione".

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Commenti all'articolo

  • S.Winston

    13 October 2010 - 11:11

    del ministro "con le palle", è bravo solo a buttare fuori da un'aula un giornalista al più, il "duro" La Russa.........per il primo commentatore avrei da dire che avrebbero potuto farlo anche gli americani nel 44 con l'Italia per debellare fascisti e nazisti ma fortunatamente non sono tutti "intelligenti" come te, ah l'attentato delle torri gemelle era stato nel duemilaUNO!!!almeno se devi sparare caxxate, che abbiano riferimenti storici corretti...............

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  • DAVIDEPSY

    13 October 2010 - 10:10

    A questo punto l'armamento è d'obbligo, già lo era da prima visto che in quel paese si sta svolgendo una guerra non possiamo permettere ai nostri soldati che muoiano come martiri, per lo meno fateli difendere, non li mandate in pantaloncini corti in mezzo al fuoco. Sono d'accordo per una pacifica convivenza ma purtroppo lì la pace non c'è, quindi o si combatte o ci si ritira, non esistono vie di mezzo, tralasciando i motivi, i misteri, i segreti, gli interessi ed i favori degli stati implicati nel conflitto in Afghanistan, ritengo giusto che nel frattempo che si decida la sorte delle nostre truppe queste vengano armate come si fa in guerra.

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  • ubik

    13 October 2010 - 10:10

    mettetegli qualche prugna nel rancio

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  • Ricafede

    13 October 2010 - 10:10

    Mi sembra una decisione in linea con una missione di pace.

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