Gli industriali vicentini: senza sostegni agli alluvionati sarà sciopero fiscale

di Giuliano Zulin

07/11/2010

Gli industriali vicentini: senza sostegni agli alluvionati sarà sciopero fiscale
Più cala il livello del fango, più aumenta la rabbia dei veneti, sommersi dall’alluvione più grave del secolo. Dopo l’urlo della Lega è arrivato quello degli industriali: o il governo mette mano al portafoglio seriamente, o sarà sciopero delle tasse.

 Ieri il sindaco di Treviso e segretario della Liga, Giampaolo Gobbo, aveva chiesto un maggiore sforzo economico da Roma, altrimenti «ci terremo per due anni le tasse». I venti milioni stanziati per l’emergenza sono briciole: ne servono molti altri. Un miliardo è il conto dei danni ipotizzato da Luca Zaia, governatore del Veneto che sta facendo il giro delle sette chiese per fare rialzare una Regione «in ginocchio». Beh, «questa volta non passa. Se il sostegno alle imprese e ai cittadini vicentini non ci sarà da parte dello Stato, noi non pagheremo le tasse». Non usa mezzi termini, ai microfoni di Radio 24, il vicepresidente degli industriali vicentini Luciano Vescovi quando fa il conto dei danni inferti dal maltempo al Veneto: «Il manifatturiero è in ginocchio, dobbiamo ricomprare le macchine e la produzione è ferma. Se lo Stato non ci aiuta, con un sostegno serio, verrà colpita una parte sana dell’economia italiana. Il manifatturiero vicentino esporta più della Grecia e tiene su una buona parte dell’economia italiana. Il sostegno per noi è un sostegno per l’economia del Paese. Se venendo qui lo Stato vedrà le strade ripulite dal fango e dirà bravi vi siete arrangiati ebbene  - conclude Vescovi  - noi ci arrangeremo con le tasse. Perché questa volta siamo veramente stufi e questa considerazione che faccio è apolitica e non leghista».

L’alluvione sta lasciando dei danni danni enormi. Si parla, per esempio, di trecentomila animali morti. Per questo l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato chiede «la solidarietà delle altre regioni e di tutto il mondo agricolo organizzato: in questo momento le nostre aziende hanno soprattutto bisogno di braccia, pale, badili, varecchina, stracci». «Dobbiamo ripulire, ripristinare, seppellire 200-300mila capi di bestiame morti in prevalenza avicoli e conigli, ma anche bovini e maiali - prosegue Manzato - e sgomberare ciò che l’acqua ha portato nei campi, nelle aie, nelle stalle e nelle case. Vogliamo tornare alla normalità».

Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso è tornato a sorvolare la Regione e ha assicurato che sono state attivate tutte le misure d’emergenza per la nuova allerta meteo, che dalla nottata tornerà a colpire il Nordest.

IT 62 D 02008 02017 000101116078. Questo è il numero del conto corrente aperto all’Unicredit per aiutare le decine di migliaia di veneti che non hanno più niente.



Commenti 

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uau siamo arrivati al teron contro polentù?

09/11/2010 09:20

Postato da S.Winston

Grazie Bossi, grazie Silvio per averci lasciato un paese culturalmente all'avanguardia e sereno.....grazie....

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S.P.Q.R

09/11/2010 08:12

Postato da pepo

Noi di Roma ladrona faremo di tutto per risolvere il problema di una nostra provincia sottomessa ma dite al vostro capo Vercingebossi che quando va a prendere l'acqua alla fonte del Po ne prenda di piu'almeno si evitano esondazioni o dobbiamo venire Noi come facciamo da 2000 anni a costruirvi argini,strade e ponti .

33

Ai Veneti

09/11/2010 01:55

Postato da nastydusty

Forse non avete capito che questo è quello che vi spetta se ci fosse la secessione...le regioni devono aiutarsi a vicenda e la prossima volta che andate a votare tenetene conto visto chi è il governatore.L'Italia è al 90% un terittorio sottoposto a tutte le intemperie possibili ma il vostro caro premier e la sua cricca invece di metterlo a posto vuole spendere 5 mil di €(ma si sa che in Italia si parte con una cifra...)per costruire un inutile ponte sullo stretto solo perchè devono mangiarci,mangiarci,mangiarci.....