Fli se ne va dal governo: il Pdl si sente tradito
I finiani hanno rassegnato le dimissioni. Berlusconi e Bossi a colloquio ad Arcore. Domani i presidenti delle due Camere saliranno al Quirinale. Bocchino e Bindi: "Sì ad alleanza tra centristi e Pd"
15/11/2010
Scontro tra Pdl e Fli - L'addio dei finiani è stato commentato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Il ritiro della delegazione Fli segna l’avvio della crisi formale di questo Governo. Diciamo che si sta consumando il tradimento", ha affermato il Ministro.
Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, ha commentato: "Si tratta di un grave errore politico. Errore non fortemente giustificato perchè a fine settembre Fli aveva ribadito la sua fiducia al governo Berlusconi. Credo che nessuno avrà l'irresponsabilità di mettere in questione un itinerario che riguarda la legge di stabilità. Non appena la legge sarà approvata - prosegue - si aprirà un confronto che riguarderà sia la Camera sia il Senato e là vedremo se sarà ribadita la maggioranza al governo Berlusconi. Se non verrà ribadita è evidente che ci stanno le prerogative del Capo dello Stato, ma noi diamo la valutazione politica che la legislatura è finita e bisogna andare al voto. Gli esperti e le parti politiche sono divise. L'ipotesi formulata dal presidente del Consiglio - conclude Cicchitto - ha pezze giustificative ma rimane fermo il dato politico che o questo governo nel suo complesso ha la maggioranza o si va a votare perchè non sono ipotizzabili ribaltoni e non crediamo che si possa fare un governo contro Berlusconi e Bossi". Il premier e il Senatur si sono incontrati in serata ad Arcore per mettere a fuoco le prospettive immediate: "La Lega è con noi", ha assicurato Berlusconi ai suoi uomini
Fini: "Dignità e onore per la classe dirigente" - Il presidente della Camera, aprendo a Montecitorio la presentazione del rapporto dell’Associazione Italiadecide, ha affermato: "Tra le responsabilità della classe dirigente c'è anche quella di aver smarrito quel senso della dignità, della responsabilità e del dovere che dovrebbero essere proprie di chi è chiamato a ricoprire cariche pubbliche. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche - ha proseguito Fini - hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, come prevede l’articolo della Costituzione che è tra i meno citati e conosciuti. Solo riscoprendo il carattere vincolante di queste parole dal sapore antico, ma sempre straordinariamente attuale, sarà possibile far riacquistare alla politica una piena credibilità, requisito imprescindibile per affrontare le complesse, e per molti aspetti del tutto nuove, domande di governo poste dalla collettività".
Il numero uno di Montecitorio, nonchè leader di Fli, conclude: "Partendo da questo presupposto, etico prima ancora che politico, occorre dunque chiedersi come si possa ricostruire una strategia che ridia speranza e futuro all’Italia. Dobbiamo ripartire dall’Italia che c'è: non siamo all’anno zero, con un Paese allo sbando interamente da ricostruire. Abbiamo invece di fronte a noi una nazione capace di esprimere straordinarie potenzialità, attraverso una vitalità sul piano sociale e culturale dei suoi territori, la forza competitiva dei suoi distretti produttivi, la vivacità del suo tessuto civile e associativo".
Fli: "Pronti ad alleanza con sinistra" - Futuro e Libertà, però, preme. Il coordinatore di Fli Adolfo Urso ha confermato che l'intenzione dei finiani è quella di votare la Finanziaria per poi affrontare l'argomento crisi. E Italo Bocchino, intervistato dalla "Stampa", ufficializza il loro obiettivo che in molti già avevano compreso: una "nuova maggioranza, non solo Fli e Udc", che guardi "senza pregiudizi e con una mentalità aperta all’opposizione, che va coinvolta sì in un governo di responsabilità nazionale". Insomma, non è escluso il "terzo polo" (composto da Fini, Casini e Rutelli), ma nemmeno la grossa coalizione tra centristi e sinistra, anche perché Rosy Bindi ha confermato: "Possibile una maggioranza aperta con Fini e Casini, gli elettori democratici capirebbero". In caso di voto anticipato, possibile per Adolfo Urso "un'altra coalizione di centrodestra con Casini, Lompardo, Api".
L'idea del Premier - Berlusconi, dal canto suo, era intervenuto telefonicamente alla convention milanese del Pdl. Dopo aver lanciato Letizia Moratti per la poltrona di Sindaco di Milano (la lotta sarà con Giuliano Pisapia), il Premier parla di politica nazionale: "Noi andremo avanti al Governo con la fiducia che, sono sicuro, avremo al Senato e, credo, anche alla Camera". Nel caso in cui a Montecitorio dovesse restare in minoranza, non è escluso un voto solo per una delle due Camere. Un'ipotesi mai verificatasi in Italia ma non esclusa dalla Costituzione.
Napolitano incerto - Sul voto solo per una Camera interviene anche il Quirinale. Giorgio Napolitano promette rispetto per la Costituzione. Ma è un'ipotesi che, al momento, resta in secondo piano al Colle. Il Capo dello Stato attende soprattutto il varo della Finanziaria, che dovrebbe raccogliere un'adesione forse anche bipartisan. O perlomeno, tutti lo auspicano. La crisi può attendere.
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Fli se ne vanno
20/11/2010 10:52
Postato da gianni1950
era ora che se ne andassero il PDL, non deve avere in seno vipere e traditori, A casa andranno presto questi beceri traditori.
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FLI se ne va dal governo
20/11/2010 10:11
Postato da RobertoCochis
Era prevedibile, ma cosa si aspettano i seguaci di Fini dagli elettori? Prima o poi dovranno fare i conti con loro. Gli elettori non avevano necessità di questa turbolenza che ha di fatto bloccato l'azione del governo. In questa condizione andremo avanti imbastiti in polemiche ma il resto del mondo si muove e velocemente, noi rimaniamo sempre al palo.
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Egr. Jack1
18/11/2010 13:11
Postato da Liberovero
di solito non rispondo a chi invece di ragionare si esprime con insulti, slogan o luoghi comuni vuoti come le teste che li partoriscono, ma per Lei faccio volentieri un'eccezione. Io non sono di "sinistra" ma un liberaldemocratico e come tale sono sempre stato molto critico nei confronti di Fini per la sua complicità, durta corca 16 anni con il Cavaliere che è agli antipodi con la liberaldemocrazia. Il PDL è sato fondato e doveva essere un "partito plurale", tanto è vero che si è dato il nome di Popolo (o partito) della Libertà. La libertà presuppone la possibilità di discutere e di avere opinioni diverse su temi importanti quali: il testamento biologico, l'immigrazione, il diritto di voto ecc. In tutti i partiti democratici si discute e poi si sceglie una linea e chi dissente non viene mai cacciato. La vicenda Fini dimostra che il PDL è il partito di una sola libertà: quella di esser d'accordo con il padrone.


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