Pene culturali

di Filippo Facci

24/11/2010

Pene culturali
In questo Paese, siccome il più pulito ha la rogna, finisce che passa sottotraccia anche il vaiolo, l'influenza e insomma tutti gli scandalucci minori. Sandro Bondi ha sempre quest'aria sofferta, tormentata, infantile nella sua ricattatoria sincerità: da queste parti nessuno ha chiesto che facesse fagotto per la faccenda di Pompei, anche se l'immaturità della sua posizione («non merito le dimissioni») invogliava a rispondergli che no, non aveva colpe, ma era comunque responsabile.

Il discorso cambia, però, a proposito di quanto ha scoperto Il Fatto Quotidiano: Bondi sta sistemando i suoi casini familiari a spese nostre. Il suo ministero dei Beni culturali ha dato una consulenza a Fabrizio Indaco, figlio della sua promessa sposa Manuela Repetti - parlamentare Pdl che certo non ha problemi economici - e poi ne ha data un'altra all'ex marito di lei, Roberto Indaco, in attesa del divorzio. 

Bondi si era beccato pure un'interrogazione parlamentare perché sul viaggio inaugurale del Frecciarossa si era portato il cane, Grisby, suggello dell'amore con Emanuela. Ma la cosa che fa più incazzare è la penosa difesa del ministro: «Sono intervenuto per risolvere due casi umani, la tragedia di un uomo senza lavoro... Desidererei rispetto, si tratta di una vicenda molto dolorosa, ma anche del tutto personale e privata». A carico nostro. Noi paghiamo le tasse per agevolare il divorzio di Emanuela Repetti.

Commenti 

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liberoshark

25/11/2010 11:09

Postato da woody54

La sua miopia politica è imbarazzante, Bondi non ha scusanti, e non mi venga a dire del fatto quotidiano, libero ed il giornale sull'affaire bondi hanno taciuto (tranne Facci), sono d'accordo con lei che il marcio esiste a sinistra come a destra, (personalmente io di questo sono nauseato e non voto da molti anni) va però detto che certi esponenti del partito di maggioranza (Dell'Utri , Cosentino, Verdini) non avrebbero futuro in qualsiasi democrazia mondiale (tranne che da noi) e che i sopra citati quotidiani hanno sempre oscurato le malefatte di questi individui

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Italiani o Italioti

25/11/2010 10:49

Postato da maurnarg

Perfettamente d'accordo, però farei un ulteriore riflessione. Nella vituperata Prima Repubblica il Ministro si sarebbe già dimesso, mentre se pensiamo al caso Brancher (Ministero e Ministro ad hoc per evitare una condanna) si sarebbe dimesso l'intero Governo. Dunque siamo passati dal "più pulito ha la rogna", al farsi privatamente e pubblicamente gli interessi propri con, e questa la grande novità della Seconda Repubblica, il benestare di tanti italiani!

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per liberoshark ed altri

25/11/2010 10:47

Postato da robe

Sentite, il discorso "e gli altri allora?" non vale, è ingiusto e in fondo puerile. Se uno è colto con le mani nella marmellata, che sia di sinistra, destra, centro o chissà che, deve pagare. Credo che questo sia il pensiero di tutti gli onesti, a destra come a sinistra. Non siamo giustizialisti (orribile parola diventata di moda da quando i politici hanno deciso che possono rubare liberamente), siamo persone che vogliono più pulizia nella nostra politica. Un'altra nota: non siamo, non sono, tutti uguali. Questa è un'altra fola messa in giro da chi vuole giustificare tutto in nome di un credo politico. Ci sono i politici onesti e quelli meno onesti, esattamente come le persone.