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Il vero eroe è il finanziere: rischia il linciaggio, non spara un colpo

Il commento di Francesco Borgonovo sulla "foto scandalo" dell'appuntato con pistola in mano

Il vero eroe è il finanziere: rischia il linciaggio, non spara un colpo
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Un gandhiano con la pistola. Un eroe civile che brilla nella massa di incivili e violenti attorno a lui. L’hanno picchiavano selvaggiamente, lui aveva un’arma in pugno, ma non ha sparato.   La sequenza di immagini ha fatto il giro della rete, nel pomeriggio di ieri. Le foto bastano: c’è un finanziere, appuntato scelto dei Baschi verdi, un reparto che riceve un addestramento specifico per il mantenimento dell’ordine pubblico e che solitamente affianca la Polizia nei frangenti più delicati.

VOLTI COPERTI - L’agente è in piedi e in un attimo viene ghermito da una folla di ragazzi con il volto coperto. Cappucci e passamontagna, jeans e giubbotti lo sovrastano e cominciano a massacrarlo di botte. Dalla calca spuntano spranghe e sampietrini, volano calci, gomitate e pugni. I manifestanti lo assaltano con la chiara intenzione di sfasciarlo di colpi. Il finanziere crolla sulle ginocchia. Qualcuno con una botta gli leva il casco. Poi, lo scatto che qualcuno è già pronto a utilizzare a dimostrazione della violenza delle forze dell’ordine.

Il basco verde ha la pistola in pugno. Su internet, nei siti antagonisti, circolano già versioni complottistiche. Bellaciao.org teorizza: «Non dovrebbe mai accadere che in una manifestazione, per quanto problematica come quelle di oggi a Roma, un esponente delle forze dell’ordine giri con una pistola in mano tra i manifestanti. Poteva finire male». La ricostruzione delle Fiamme Gialle in proposito, però, è chiarissima. Al finanziere aggredito avevano già rubato guanti e casco, ha estratto la pistola per evitare un furto ulteriore. Se qualcuno dei manifestanti se ne fosse impadronito, chissà che poteva succedere.

ASSALTO DEL BRANCO - L’agente - che visto il grado non dovrebbe avere più di quarant’anni - tiene l’arma sempre rivolta verso il basso, non la punta contro nessuno. Anzi appena può la copre con entrambe le mani, per non farsela portare via.
  Mentre un branco bestiale di giovani muniti di casco e bastoni tenta di rompergli le ossa, il finanziere non perde la testa. Dicono che ieri Roma sembrava Genova durante il G8. Nessuno, però, ha premuto il grilletto. L’agente ha subìto i colpi - l’hanno poi trasportato in ospedale, al Fatebenefratelli,  in stato di choc,  fortunatamente senza ferite gravi - ma non ha nemmeno tentato di intimidire gli aggressori minacciando di sparare. Nessun  proiettile è partito.

Gli è andata bene, all’appuntato scelto. Alcuni colleghi gli hanno salvato la pelle, trascinandolo a fatica fuori dal tritacarne. Nelle foto diffuse dalle agenzie si vedono anche persone in borghese che gli si avvicinano, nei fermi immagine sembrano quasi abbracciarlo. Secondo le Fiamme Gialle non si tratta di agenti, di quelli che vengono già indicati come “infiltrati” sul web, ma di personaggi ben visibili tra la folla turbolenta in altre immagini degli scontri. Al termine della guerriglia di strada sono stati arrestati 24 manifestanti. Ci auguriamo che guardino e riguardino le immagini di questo finanziere. Di un agente che non ha levato una mano contro di loro e intanto veniva linciato. Di un eroe che li ha difesi, prima di tutto da se stessi.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    18 December 2010 - 14:02

    Il comportamento del finanziere è sicuramente di grande sacrificio personale ma contrario non solo alla sua sicurezza fisica ma a quella degli altri che gli è stato affidata come dovere istituzionale. Un comportamento remissivo e che cede alla forza criminale non è quello che una società si aspetta a sua difesa da un rappresentante delle forze dell’ordine, la cosa può essere accettata da un martire che l’attua a difesa della propria fede ma non da un tutore dell’ordine sociale incaricato appositamente di questo. Tale comportamento anomalo di un difensore della società è un grave segnale non solo per i criminali che possono impunemente agire consapevoli di non rischiare niente e rimanere impuniti nella maggior parte dei casi, tutte cose che danneggiano profondamente il tessuto connettivo che regola i rapporti della collettività, ma anche alla formazione mentale perfino nelle forze dell’ordine di valori travisati d’immolarsi senza potere far niente e accettare che tale stato di cose venga percepito come la normalità. Di conseguenza viene accettato il principio che la società venga aggredita e danneggiata da criminali impuniti e che le forze dell’ordine stanno lì non per difendere la collettività e sé stessi, quando necessita, ma per farsi massacrare e usare da punching ball affidandosi alla fortuna e alla misericordia di costoro, un umiliazione oltre che danno non solo per il tutore dell’ordine ma anche per la collettività. Un eventuale accostamento con Placanica va a favore di questo che ha difeso sé stesso e la società e non al finanziere che rinunciando alla difesa di sé stesso e della società ha messo in pericolo entrambi e fatto di tali criminali impuniti un esempio per altri che vogliono seguire in futuro la stessa strada sicuri di rimanere impuniti e non rischiare niente. Ovviamente non accuso il finanziere che ha fatto quello che ha creduto essere giusto e di cui gli ordini superiori gli hanno legato le mani ma la mentalità e i valori distorti che sempre più portano la nostra società alla sua disgregazione finale, incapace di attuare cose normali come la sua stessa sicurezza ritenuta addirittura un valore negativo. Sono i cattivi maestri quelli che vanno colpiti, coloro che si oppongono a ché si attuino comportamenti che dovrebbero essere normali e evidenti a chiunque, perché solo su di essi si regge la nostra sicurezza e la nostra società, senza di essi è la fine, è solo questione di tempo che tale metastasi si diffonda incontrollata. Non esiste l’eden sociale, per questo esistono le forze dell’ordine e perfino gli eserciti e la giustizia, perché incidano a fondo come medici pietosi quando ciò necessita e non palliativi e finzioni mentali che portano solo al disastro e a intendere la realtà come cosa errata. Qui bisogna mettersi l’elmetto e tirare fuori gli attributi perché la cosa sia stata studiata a tavolino ed eseguita dalla mano d’opera di elementi che sono solo lo strumento di coloro che usano argomenti falsi e parole devianti e piene di violenza ammannita in guanti gialli ma che ha le conseguenze che vediamo. E’ la “testa” di tale violenza e falsificazione della realtà e dei valori universali comunemente accettati che bisogna tagliare, ma anche le “mani” che colpiscono bisogna punire senza pietà e senza falsi pietismi, e interpretazioni contrarie agli interessi della società. Perciò meno richiami al “volemose bene” e al “fatevi massacrare” per mantenere la pace sociale con i violenti e i prevaricatori, ma una necessaria stretta e corretto utilizzo delle forze dell’ordine senza falsi pietismi.

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  • Lapanta

    17 December 2010 - 13:01

    Mi vergogno profondamente di aver visto questa scena. Voglio solo ringraziare il Finanziere che pur subendo non ha reagito sparando, anche se ne aveva il diritto, visto che stava rischiando la vita ..... Onore alle nostre forze dell'ordine Grazie ancora!

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  • COCCINELLA

    17 December 2010 - 11:11

    DOVREBBERO DARE IL PERMESSO A POLIZIA-FINANZA-CARABINIERI DI MENARE E ALLA GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E NON SOLO DI PRENDERLE POVERINI.

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  • valter29

    17 December 2010 - 11:11

    Bravo! Ha mostrato sangue freddo e a lui mando i miei complimenti e la mia solidarietà. Diverso il comportamento di alcuni poliziotti che la pagheranno salata per aver colpito un manifestante a terra. Quelli non hanno avuto abbastanza sangue freddo ed è umanamente comprensibile, Ma la magistratura sarà dura contro il poliziotto che ha calpestato il manifestante(?) a terra mentre ha già dimostrato tenerezza per i giovani fermati durante gli scontri. Qualcuno dice che i magistrati applicano le leggi esistenti. E' vero. Però c'è modo e modo di applicare le leggi che danno un esagerato potere discrezionale ai magistrati. Mi spiego: la legge fissa un minimo e un massimo per ogni reato e il giudice valuta le circostanze fissando la pena entro i limiti suddetti. La fregatura è che applicano sempre la pena più morbida alla faccia dei cittadini onesti. E' indispensabile ridurre il potere discrezionale dei giudici alzando i minimi delle pene e garantendo la cetezza delle pene stesse.

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