L'editoriale
di Maurizio Belpietro
25/02/2011
Per gli intelligenti commentatori dei principali quotidiani la Fallaci era da compatire, perché l’età l’aveva fatta diventare islamofobica, costringendola a vedere complotti ovunque, soprattutto all’ombra delle moschee, contro la cui costruzione in terra toscana si oppose con passione. In realtà Oriana aveva ragione da vendere e pur resa cieca dalla malattia e costretta a dettare i suoi articoli ci vedeva benissimo e molto più lontano di certe aquile che scrivono sui giornali italiani, impartendo lezioni su argomenti di cui sanno poco o nulla. Gheddafi, Khomeini e gli altri dittatori del Medioriente li conosceva bene, per averli intervistati e colpiti allo stomaco con le sue domande, e avendoli visti da vicino sapeva quale fosse il mondo che si agitava alle loro spalle, quale fosse il rischio per l’Occidente se questo mondo si fosse rovesciato dentro i confini della fragile Europa.
Adesso quelle masse premono alle nostre frontiere pronte a entrare. Sono milioni e il Vecchio Continente non sa cosa fare, al massimo balbetta frasi senza senso, ipotizzando addirittura missioni di pace in Paesi in guerra, le quali, per un’Unione priva di un proprio esercito e che non ha saputo trovare una soluzione per l’Afghanistan, sono la dimostrazione massima di ipocrisia e incapacità.
Fino a pochi giorni fa molte cancellerie europee esultavano di fronte alla caduta dei dittatori del Maghreb, quasi che le rivolte fossero l’avvio di una stagione di democrazia e libertà per il Nord Africa. Nessuno si è chiesto perché cadessero i regimi più morbidi e non quelli feroci tipo l’Iran. Nessuno ha riflettuto sul fatto che non sempre c’era relazione tra le condizioni di vita delle fasce popolari di quei Paesi e la voglia di buttar giù il tiranno. In Sudan il reddito pro capite lordo è di appena 2.377 dollari eppure non ci sono state rivolte, mentre la ribellione è scoppiata in Libia, uno degli Stati in cui il reddito è superiore a quello di Romania, Serbia e perfino del Brasile.
Non sono la molla economica, la pancia vuota o la disoccupazione che hanno scatenato la voglia di abbattere il despota. La motivazione è quella che Oriana aveva capito prima di altri e non a caso i regimi che stanno cadendo sono quelli più vicini all’Europa, anzi, quelli che si erano aperti al vecchio continente, importandone anche alcune abitudini. Egitto, Tunisia e Libia. Tutti affacciati sul Mediterraneo, tutti a due passi dalle coste di Italia, Spagna e Grecia. Ci vuole poco a capire che esiste un disegno, che ci sono centinaia di migliaia di persone, forse alcuni milioni, che alle spalle del Maghreb premono per lasciare l’Africa e sbarcare da noi. Un’invasione pacifica, quasi umanitaria, agevolata dalla commozione di chi, in Occidente, vede le carrette del mare cariche di disperati e spalanca le porte dell’accoglienza. Purtroppo di fronte a quello che rischia di trasformarsi in un esodo biblico, in un’occupazione senza armi, almeno per ora, la Ue non sa che fare. Essendo una mera espressione geografica, un’immensa burocrazia senza lingua, leggi, cultura comune e pure senza esercito, sta a guardare e ci condanna ad arrangiarci. Anzi, ci condanna e basta, perché appena alziamo un dito per rimandarli da dove sono venuti l’Europa ci sanziona. Arrivano a centinaia di migliaia e non possiamo neanche difenderci, così agevoliamo chi vuole invaderci, col rischio di trovarci presto a combattere in casa nostra contro il fondamentalismo islamico.
E anziché alzare la voce, invece di invocare un piano condiviso per far fronte all’emergenza e tutelare l’interesse nazionale, in Italia l’unica immigrata di cui le forze politiche e i giornali si occupano con maniacale passione è Ruby. Altro che libici, tunisini, egiziani, sudanesi o algerini. Qui la sola clandestina che fa discutere è la presunta escort di Arcore. Le tragedie del Nord Africa o quella che rischiamo noi nel futuro prossimo possono attendere. Adesso c’è Berlusconi da abbattere, poi si vedrà. Anche su questo, sull’inettitudine della nostra classe politica, aveva ragione Oriana.
29
Quando in Italia c'è stata la sollevazione popolare per contrastare il nazismo....
26/02/2011 00:17
Postato da kywest
Marino43, su quali libri di storia hai studiato (si fa per dire)? Su quelli della Casa del Popolo di Brescello, immagino, visto che tali affermazioni non hanno riscontro con la realtà.
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Perchè strumentalizzate sempre la memoria di Oriana?
25/02/2011 22:05
Postato da valeria F
Entro in questo spazio poichè ho scorto oggi tra le notifiche che ricevo il nome di Oriana Fallaci. La mia scrittrice preferita, della quale sento oggi la mancanza. Sento la mancanza soprattutto perchè lei stessa non può rispondere a quello che le viene attribuito, a suoi pensieri espressi anni fa che vengono ribaltati su una realtà differente ossia quella odierna. Non mi piace quando il suo pensiero viene strumentalizzato come dal suo editoriale di oggi. Credo che cosi si offenda profondamente la sua memoria e la sua grandezza ghettizzandone i pensiero e vincolandono ai vostri scopi di bassa lega. Le vengono attribuite riflessioni sull'oggi fatte anni e anni fa quindi non più attuali . Forse la Fallaci ad oggi avrebbe detto altre cose, anzi son certa di questo! Nessun fondamentalista, questi sono giovani che protestano e lottano per la loro libertà. La stessa libertà per la quale la Fallaci ha combattutto ricordo nella resistenza, contro il fascismo e il duce!
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x Mr. Roger55
25/02/2011 21:58
Postato da davidlt
ecco Caro Roger, tom667 e` proprio l`esempio di persona che le citavo oggi nel mio commento all`articolo del dr. Allam.....putroppo


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