Wiki-rivelazioni, Veltroni: "Chi è D'Alema? Un comunista, amico dei terroristi arabi"
Cablogrammi 2008. L'ambasciatore Usa Spogli raccolse le dritte di Walter: "Il baffetto è pericoloso" / BECHIS
28/05/2011
Si parla di politica italiana, della campagna elettorale, di politica economica, di questioni energetiche e soprattutto dei dossier internazionali del momento. A un certo punto Spogli mostra a Veltroni una entusiastica dichiarazione del ministro degli Esteri uscente del governo Prodi, che era appunto D’Alema, con cui si congratulava per l’assunzione del potere a Cuba da parte di Raul Castro. «Veltroni», scrive Spogli alla segreteria di Stato Usa, «è apparso imbarazzato e ha detto che spesso il retroterra ideologico di D’Alema salta fuori dalle sue dichiarazioni». Una presa di distanza notevole, sia pure in un colloquio riservato che probabilmente Veltroni immaginava sarebbe restato fra le mura dell’ambasciata. Ma non è stata l’unica sciabolata del fondatore del Pd verso il rivale di partito da una vita. Quando si è passati ad affrontare il dossier sul Medio Oriente Veltroni è passato dalla sciabola al bazooka nei confronti di D’Alema. Ecco come ha annotato il colloquio Spogli: «Veltroni è stato aspramente critico sull’atteggiamento di D’Alema nei confronti di Israele, e in particolare ha aggiunto testualmente che “non si possono fare affari con organizzazioni terroristiche” come Hamas e gli Hezbollah».
Dunque per Veltroni D’Alema era un ex comunista che cercava di nasconderlo, ma poi inciampava sempre nel peccato originale ideologico, e da ministro degli Esteri aveva tanto pelo sullo stomaco da cercare di fare affari con i terroristi palestinesi. Bel ritratto offerto agli americani dell’uomo che in quel momento era ancora ufficialmente ministro degli Esteri di un governo di centrosinistra.
Pur di accreditarsi con gli americani però Veltroni sembrava pronto a dire di tutto. Anche a prendere le distanze da Prodi, presidente del Consiglio in carica. Quando il pranzo è virato sulla questione iraniana infatti Spogli si è lamentato spiegando che l’atteggiamento di Prodi verso l’Iran è stato il dossier di politica estera italiana che più ha causato frizioni con gli Stati Uniti. L’ambasciatore «ha citato il caso delle sanzioni economiche verso l’Iran, criticando il governo Prodi per i suoi frequenti incontri ad alto livello con leader del governo iraniano».
Secondo il cablogramma inviato da Spogli a Washington Veltroni ha preso subito le distanze da Prodi: «e ha rimarcato che l’Iran rappresenta una “chiara minaccia”, sostenendo che la continuità delle sanzioni economiche è vitale e concordando sul fatto che incontri ufficiali ad alto livello con funzionari del governo iraniano (il riferimento è a Prodi, ndr) indeboliscono e insidiano il messaggio della comunità internazionale». Per finire sulla politica internazionale - ma questo era più che scontato - Veltroni ha rassicurato gli Usa: «se vincerò io le elezioni, non potranno esserci incomprensioni e disaccordi». Spiega Spogli: «Veltroni ha enfatizzato la sua decisione di non correre in una coalizione dove potesse ancora avere un ruolo la sinistra estrema, spiegando che così il suo governo avrebbe avuto una voce chiara sulle relazioni transatlantiche dell’Italia». Così anche sull’Afghanistan «Veltroni ha riconosciuto i problemi incontrati dalla Nato sul territorio e ha assicurato che l’Italia potrà e vorrà impegnarsi di più lì».
Nel colloquio anche fiumi di miele nei confronti di quello che avrebbe dovuto essere il suo vero avversario, Silvio Berlusconi. «Veltroni ha spiegato che la complicata legge elettorale italiana può forzare a politiche bipartisan, facendo mettere d’accordo lui e Berlusconi. Però ha aggiunto che l’accordo nelle sue intenzioni è limitato alle sole riforme istituzionali e alla legge elettorale».
Infine il capitolo energia: Spogli si è lamentato del fatto che negli ultimi anni, proprio con il governo Prodi, l’Italia è divenuta troppo dipendente dalla Russia. «Veltroni ha rassicurato che questa dipendenza verrà corretta attraverso soluzioni di medio termine (4-7anni), con la costruzione di rigassificatori e altre infrastrutture».
di Franco Bechis
21
Rispondo a venaria.
30/05/2011 14:23
Postato da italodemocratico
Per quando D´alema sia un falso, non é cosa nuova nel governo italico, io dico sempre; Datemi un politico onesto e vi mostrerò una prostituta ancora vergine. Ho detto tutto. questo vale pure per i cosidetti giornalisti, il perché e semplice da notare I media italiani...ricordano i media sovietici i quali si autodefinivano liberi e accusavano gli altri di tutte le infamie. La reltà italiana è molto, molto triste: siamo sotto una dittatura mediatica di parte (comunista, sinistra, economica, massonica, omosessuale, terzomondista etc..) contro il volere degli italiani. Chi non lo vede ha già perso dignità e coscienza.
20
fra poco lo vedremo
29/05/2011 10:54
Postato da corto lirazza
temo che presto cadrà il governo. E allora vedremo se napolitano sarà in grado di fare una nuova scalfarata, papocchiando un governuccio d'alema. Senza l'aiutino non penso che il simpatico compagnuccio pugliese sia in grado di salire al governo con i soli voti della gente.
19
Il baffino
28/05/2011 23:53
Postato da venaria
Da arabo ,chiaro la sua simpatia per i mussulmani lui individuo che solo guardarlo fa venire i brividi, con quel viscido sorriso pieno di cattiveria di odio nei confronti di Berlusconi .lo si dovrebbe mettere su una barchetta destinazione Libano dove vi sono i suoi fratelli arabi terroristi si porti come compagno di viaggio il Diliberto altro comunista eversore nemico della democrazia.......


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