Alle urne per colpire Silvio e la natura: il Paese rischia
Referendum, quesito su legittimo impedimento per ferire il Cav. Acqua e atomo, gravi conseguenze / GIACALONE
03/06/2011
Due quesiti riguardano l’acqua, che nessuno ha mai né pensato né proposto di privatizzare. Qui la turlupinatura raggiunge livelli stratosferici. Posto che fonti e acquedotti, quindi l’acqua, rimangono beni pubblici, si tratta di chiamare il mercato, quindi i privati, ad investire perché quel bene non vada sprecato. Per riportare alla civiltà, e al rispetto dell’ambiente, il nostro sistema idrico servono investimenti rilevanti, nell’ordine di 60 miliardi. Posto che non possono essere investimenti pubblici, per le note ragioni dell’indebitamente statale, o ce li mettono i privati o nisba. Quindi, se passa il referendum ci teniamo l’acqua che esce dai tubi prima di arrivare nelle nostre case, quindi la devastazione ambientale e la sua perdita di qualità.
I TUTORI DEGLI SPRECHI
L’altro quesito è sulle tariffe, volendo impedire che nel fissarle si debba tenere conto della remunerazione dei capitali investiti. Bella roba, allora ci teniamo i soldi pubblici sprecati, le municipalizzate i cui amministratori e dirigenti si fanno pagare come se avessero scoperto quella calda, di acqua, le aziende pubbliche che fanno assunzioni clientelari e ci teniamo pure quei quattro fessi che prima si lamentano, poi impediscono che si cambi, quindi tornano a lamentare gli sprechi. Sono loro, quelli del Sì, i tutori degli sprechi.
Col referendum nucleare c’impediamo di fare un piano energetico. Giusto, a che serve? Tanto si annuncia il ritorno al nucleare e non lo si fa mai. In cambio, ove non si voglia far funzionare la lavatrice a pedali, o pagare l’energia più dei panni che ci mettiamo dentro, facciamo qualche bella centrale a carbone, continuiamo a bruciare petrolio e incentiviamo eolico e solare pagandoli il doppio di quel che producono. Emettiamo una bella paccata di gas serra e li difendiamo con il sole che ride. De che? Nel frattempo continuiamo a comprare energia nucleare dai francesi e ci diamo di gomito, con aria allocca, quando tedeschi e svizzeri annunciano la chiusura delle loro centrali. Come se chi cambia bicicletta, e intanto vince il tour della competitività, fosse paragonabile a chi non ci sa andare.
Tutte queste cose le conoscono benissimo anche a sinistra. I Bersani, i D’Alema, i Veltroni e compagnia cantante ne sono perfettamente consapevoli. Tanto è vero che quando governavano si mossero esattamente nella direzione delle leggi che, ora, vogliono abrogare. Ma gli tocca far la parte di quelli che credono si stia privatizzando l’acqua o che in una centrale italiana si possa fondere il nocciolo (oltre al cervello di chi lo dice), e gli tocca perché così impongono i loro alleati, oramai dominatori. La gran classe di professionisti, i gran dirigenti allevati alla dura scuola e alla severa disciplina del Partito comunista italiano, sono finiti al guinzaglio di quattro descamisados latranti.
Non dimentichiamoci dell’ultimo referendum, quello sul legittimo impedimento. Quelli della vecchia sinistra non parlano, per vergogna, ma quelli di questa destra non leggono, per prudenza. Quando si discusse quella legge, inutile, avvertimmo sui suoi rischi e sulla sua mancanza di pregi. Niente, come parlare con il muro. Vigente la legge, Berlusconi non solo ha dovuto piegarsi ai processi, ma ha anche inaugurato quelli del lunedì. Ciò non toglie che l’abrogazione sarebbe uno sganassone in pieno volto. E, come si sa, il setto nasale è già provato e smoccia sangue.
MANI LEGATE
Riassumendo: i referendum sono contro l’ambiente; la sinistra è costretta a sostenerli, pur convinta del contrario, perché altrimenti viene incenerita da alleati prepotenti e vincenti; la destra non ha neanche il coraggio di difendere quel che ha fatto e se la cava con una roba, la libertà di coscienza, che non si sa se fa ridere o piangere; in quanto al quarto referendum l’unica salvezza, per chi votò la legge, sarebbe la mancanza del quorum. In compenso s’è raggiunto un bel risultato bipartisan: la vergogna.
di Davide Giacalone
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ma che motivazioni sono
06/06/2011 16:51
Postato da max pc
visto che in Italia l'aria e' altamente inquinata, che i depuratori scarseggiano, e che molti la sprecano in quanto logorroici, perche' non privatizziamo l'aria... Dandola in mano ai privati , eliminiamo l'inquinamento e gli sprechi di fiato !!!! Ma cosa dite !!! Almeno l'acqua lasciamola pubblica... per il resto cari miei, confermando alle prossime politiche un voto al cdx, ai referendum votero' 4si', soprattutto contro il nucleare e contro la riapertura di Arturo-Caorso-Pc , mio vicino di casa... Purtroppo questa vostra ostinazione pro nucleare/ e pro business non e' condivisa nemmeno dagli elettori di dx.. Riflettete !!!!
98
e' inutile andare a votare
06/06/2011 12:05
Postato da futuro libero
Io credo che questi referendum non dovrebbero nemmeno essere fatti. qualunque sia il pensiero dei cittadini non verrà mai accettato. Un referendum dovrebbe indirlo solo il governo, e non i partitini, il govetrno è l'unico che ha il diritto di chiedere agli elettori se è giusto o non giusto una particolare scelta. Altrimenti a cosa serve il governo? e il parlamento a che serve se non si è capaci di accettare dialogare e scegliere? Italiani cercate di ragionare bene su questi referendum fasulli, il vero significato dal partitino non vi viene detto altrimenti ci perderebbe, mentre il partitino vuole consensi di questo genere solo per ricordare che anche lui merita di prendere i nosttri soldi. NON ANDATE A VOTARE. E' UN TRANELLO QUESTO REFERENDUM.
97
Quesiti complicatissimi e mal posti, come sempre:
05/06/2011 13:44
Postato da just69
per dire no alla costruzione di centrali nucleari dovrei rispondere si nella scheda elettorale (non mi fido del sistema appalti costruaione e smaltimento scorie,ma tanto potrebbero comunque aprirle chiamandole in modo diverso), per dire si all'affidamento della gestione dell'acqua ai privati dovrei forse rispondere no ad entrambi i quesiti (nel Lazio acqua pubblica divenuta imbevibile da anni),per mantenere la legge sul legittimo impedimento dovrei votare no al quesito (ma tanto i magistrati non la rispettano comunque). E poi finora tutti i referendum cui ho votato si per dire no,tra cui il finanziamento pubblico ai partiti ed ai giornali di partito e la responsabilità dei magistrati, son stati approvati e puntualmente raggirati o mai attuati: perciò quando almeno questi 2 referendum saranno attuati forse tornerò a votare in un referendum...fino ad allora me ne starò a casa o andrò a votare dichiarando di rifiutare le schede per il motivo su esposto...


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