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Roma, malati di tumore 'gomito a gomito' con casi di polmonite e Tbc

Cronaca

Roma, 8 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Malati di tumore immunodepressi costretti a dividere gli spazi dell'ospedale e gli infermieri con pazienti in cura per broncopolmoniti, polmoniti e altre infezioni respiratorie. Accade al San Filippo Neri di Roma, dove da questa settimana i reparti di Oncologia e Broncopneumologia, 'accorpati' in seguito al taglio dei posti letto imposto dalla Regione Lazio, sono ospitati nello stesso padiglione, sullo stesso piano. E condividono gli stessi infermieri.

Una vicinanza piuttosto 'stretta', dal momento che - a quanto apprende l'Adnkronos Salute - la prima camera di degenza della Broncopneumologia confina con l'ultima di Oncologia. Così i pazienti dei due reparti possono passeggiare nello stesso corridoio, privo di finestre ma con aria condizionata 24 ore su 24.

Il reparto di Oncologia medica è stato trasferito nel nuovo padiglione D a metà dicembre 2010, dopo la riduzione dei letti stabilita dalla Regione che ha visto i posti contrarsi da 21 a 9. Una 'razionalizzazione' che ha portato a decidere di accorpare il reparto, più che dimezzato, con quello di Broncopneumologia, che conta 10 posti letto. Questa vicinanza, però, ha allarmato i familiari dei malati di cancro, pazienti immunodepressi e dunque particolarmente vulnerabili rispetto al rischio di infezioni.

La vicinanza dei reparti "non deve destare allarme. Si tratta di una conseguenza legata al rifacimento delle stanze, in linea con i criteri di accreditamento, che ha dotato i reparti di camere doppie con bagno. Nei due reparti sono previste delle stanze di isolamento con filtri dell'aria e misure ad hoc per i pazienti con malattia diffusiva", potenzialmente contagiosi, ha spiegato all'Adnkronos Salute Patrizia Magrini, direttore sanitario di presidio.

Secondo Magrini la 'vicinanza' tra Oncologia e Broncopneumologia, che ha preoccupato i familiari dei malati oncologici, immunodepressi e dunque particolarmente vulnerabili, "in realtà non comporta rischi: la maggior parte delle patologie pneumologiche si cura ambulatorialmente - spiega Magrini - E i pazienti con malattia diffusiva vengono assistiti in isolamento. Anche il loro trasferimento per eseguire eventuali esami è regolato da procedure ad hoc: questi pazienti indossano una mascherina, vengono accompagnati da personale mirato, e si spostano solo dopo che gli altri pazienti sono stati allontanati". Insomma, stanze di isolamento e procedure ad hoc tutelano la sicurezza dei pazienti.

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