Anche la Grecia ci dà lezioni. C'è crisi e taglia le province
Per risanare i conti Atene limita gli enti da 57 a 13, taglia Comuni e parlamentari. Solo la nosta casta se ne infischia
16/07/2011
Mentre al Senato il misconosciuto relatore della manovra finanziaria Gilberto Pichetto Fratin ne valuta l’impatto “vicino ai 70 miliardi”; mentre i “tagli alle agevolazioni fiscali” produrranno una stangata da almeno 1200 euro a famiglia; mentre avanzano -da Di Pietro a Fli- le proposte di legge d’iniziativa popolare sull’abolizione delle Province più in rosso della Grecia; mentre, soprattutto, slitterà al 21 luglio a Bruxelles il vertice straordinario dei leader europei sugli aiuti alla Grecia dal parte dei paesi dell'Eurozona e la Marcegaglia e Montezemolo affermano: «Non siamo come la Grecia»; be’, mentre accade tutto ciò, noi scopriamo che davvero non siamo come la Grecia. Siamo peggio, per certi versi. Perchè in Grecia, con la crisi economica, hanno davvero tagliato le Province. Se n’è accorto Il Fatto. In terra ellenica hanno ridotto le Province, enti solidamente inutili pure lì, da 57 a 13; e hanno assottigliato la grande pancia dei Comuni diminuendone il numero da 1034 a 325; e propongono -anche lì- di ridurre i deputati da 300 a 200. Noi, invece, che stiamo un po’ meglio della Grecia, conserviamo tutte le Province, le Regioni con o senza lo statuto speciale e contiamo 945 tra deputati e senatori contro i 661 parlamentari tedeschi. A parte il risparmio notevole, questi atti hanno indubbiamente rappresentato un’apertura psicologica, un gesto di buona volontà da parte della classe politica nei confronti dei propri elettori.
Da noi, il contrario. Si è insistito su ticket, sanità, pensioni, deduzioni e detrazioni, cesoiate in faccia al ceto medio, prevalentemente; ma di riduzione dei costi della politica, neanche a parlarne. L’unica norma sull’argomento inserita nel pacchetto della manovra – per evitare che i gruppi politici non facciano cadere il governo, malignano dal Palazzo – è la soppressione del contributo ai partiti in caso di interruzione anticipata della legislatura. In termini economici significa menare il can per l’aia. I calcoli sono semplici: se la legislatura continua sino a naturale scadenza, il risparmio è zero. Se cessasse ora, i partiti oggi in Parlamento non prenderebbero il rimborso degli anni 2012 e 2013, ma dei 500 milioni complessivi, otterrebbero solo le tre tranches (300 milioni totali) che hanno già incassato. Ciò, naturalmente, non vuol dire che quei soldi non verranno spesi (le nuove elezioni porteranno nuovi rimborsi di simile entità), ma che, salvo modifiche da Montecitorio, la norma che fino a quest’anno ha fatto sì che Ds, Dl, Forza Italia e An incassassero i rimborsi relativi alle consultazioni politiche del 2006, non sarà più valida. È questa, in realtà, l’unica legge che, messa a sistema, consente di operare tagli strutturali di una certa rilevanza, evitando il “cumulo” di soldi ottenuti dagli stessi partiti per partecipare alle elezioni. L’altra norma individuata per gli stessi soggetti pesa molto meno: dal 2013, infatti, i partiti dovranno rinunciare ad una somma di rimborso di 7,67 milioni complessivi ogni anno.
Per gli “stipendi” dei parlamentari si dovrà attendere l’apposita commissione che dovrà comparare indennità, diaria e benefit di tutti i parlamenti d’Europa. Cioè, se ne parlerà, se va bene, per la prossima legislatura. Infine, in Finanziaria non sono toccate le grosse voci della spesa pubblica: gli 8, 5 miliardi per enti territoriali, i 3 miliardi degli organi Costituzionali (1,7 solo per Camera e Senato),e i 2,5 miliardi delle “consulenze esterne” nella pubblica amministrazione. Occorre la mannaia. Secca ripeterlo, ma noi continueremo a farlo. A costo d’apparire un po’ provinciali...
di Francesco Specchia
11
i politici !
18/07/2011 16:21
Postato da nicki
hanno un esercito di pensionati da spremere , credo che cominceranno se ne avranno bisogno di dimezzare tutti gli assegni pensionistici e di caricare ancora qualche aggiunta irpef per i comuni , prima di intaccare di un centesimo le loro rendite !!!!!!!!!!!
10
cuccios
18/07/2011 12:12
Postato da tamiso
stia tranquillo in Italia gli scontri in piazza non ci saranno mai noi dobbiamo fare i ponti santificare le feste andare al mare e poi teniamo famiglia "ma che cè frega" questo è il nostro motto. p.s. tanto alla fine della fiera gli italioti chi votano ma il Berlusca che diamine "voglio essere come lui" questo è il modello di vita altro che rivoluzione.
9
La grecia è entrata nell'euro a gratis, noi abbiamo pagato il doppio.
17/07/2011 14:20
Postato da 44carlomaria
Grazie alla testa quadra di Prodi, il professore in bigologia applicata, quando entrammo nell'euro pagammo il doppio del necessario. Poi vennero l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna e la Grecia. Pagarono nulla, Prodi aveva pagato anche per loro, con i nostri soldi. Il tragico è che il Professore non trasse alcun profitto personale. Oggi da lezioni nelle università cinesi. Quindici anni fa ospitai per lavoro il sindaco di Jilin, una cittadina cinese di due milioni di abitanti, nonchè direttore generale della Jilin Chemical and Fiber, oltre quattro mila dipendenti. Mi ha spiegato che le lezioni di Prodi nelle università cinesi sono svolte per capire cosa non bisogna fare. Il tragico è che il Professore non lo sa. Asvedommia


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