Così l'ex amico inguaia Penati "E' vero raccoglievo mazzette"
L'imprenditore Di Caterina, molto vicino all'ex sindaco di Sesto, conferma. Ma il vice di Bersani si mostra tranquillo / SCAGLIA
22/07/2011
E proprio al 2001 risalgono tre dei numerosi episodi denunciati da Pasini, con tangenti per cinque miliardi e 750 milioni di lire. Soldi che, attraverso intermediari o operazioni coperte, sarebbero stati poi da recapitare proprio a Penati. In un caso, due miliardi e mezzo consegnati in contanti da una banca lussemburghese, istruita da Pasini, a Piero Di Caterina, titolare di un’azienda di trasporti e a quel tempo considerato molto vicino all’allora sindaco di Sesto. E poi la classica valigetta piena di soldi, allungata da Pasini e dal figlio Luca a Giordano Vimercati, strettissimo collaboratore dello stesso Penati, durante una trasferta a Chiasso - per strada, come nei film. Infine, una sorta di mazzetta mascherata: Pasini che scambia un suo terreno di valore con un altro di Di Caterina, però molto meno fruttuoso, con un saldo negativo per il primo di un miliardo e 250 milioni di lire. Vimercati e Di Caterina sono anch'essi indagati nell’inchiesta. Ma l’elemento importante è che Di Caterina avrebbe sostanzialmente confermato il racconto di Pasini.
In ogni caso, questi episodi configurano più che altro il reato di concussione - Pasini spinto a pagare per ottenere vantaggi nello sfruttamento urbanistico della grande area dismessa in cui sorgeva l'acciaieria Falck, vantaggi che poi non si sarebbero concretizzati, costringendo l’imprenditore a svendere l’enorme lotto. Le altre due ipotesi d’accusa - corruzione e finanziamento illecito dei partiti - si riferiscono invece a circostanze successive. Anche risalenti a quando Penati era presidente della Provincia di Milano - dal 2004 al 2009.
In questo senso, gli inquirenti stanno indagando anche su vicende legate al Sitam, il Sistema integrato trasporti area milanese, cui aderiscono la maggior parte degli operatori delle linee di trasporto pubblico su gomma della provincia milanese e che in sostanza ne gestisce le tariffe - biglietti, abbonamenti e quant'altro. Peraltro, proprio all'interno del Sitam ha lavorato per anni la società di Di Caterina, Caronte srl. Cui poi, a seguito di accordi istituzionali con l'Atm - azienda municipale del trasporto milanese -, è stato tolto l'appalto. Con conseguenti polemiche scatenate dallo stesso Di Caterina, che tra l'altro reclamava un pagamento inevaso da parte di Atm di 8 milioni e mezzo di euro. L'imprenditore, un anno fa, aveva così indirizzato una lettera alle autorità locali - sindaci e questore e Carabinieri e Guardia di Finanza e anche Provincia. Con un passaggio che, letto alla luce degli episodi a lui stesso contestati, quasi suona come una minacciosa allusione: "Si è creata una situazione che impone di muoversi in una palude di relazioni di concussione indiretta, che si alterna, ovviamente, a momenti di aria di relazioni corruttive, che rendono il clima asfissiante in un brodo di complicità". Nello scritto veniva esplicitamente citato anche l'attuale sindaco di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini.
L’inchiesta è all'inizio, il sostituto procuratore Walter Mapelli proseguirà con gli interrogatori. Anche un altro grosso imprenditore di Sesto ha segnalato episodi da approfondire. Così come i magistrati stanno investigando su questioni indirettamente legate alla vicenda Serravalle, l'autostrada Milano-Genova di cui la Provincia di Milano deteneva la maggioranza insieme con il Comune, e nonostante questo acquistò nel 2005 un altro 15 per cento di quote dall’imprenditore Gavio, per di più a cifre superiori al prezzo di mercato. Con un'operazione censurata dalla Corte dei Conti perché "onerosa e priva di qualsiasi utilità".
di Andrea Scaglia
3
La tipica mentalità politica con struttura mafiosa
26/08/2011 04:44
Postato da capitanuncino
Nel racket delle estorsioni,per non sprecare uomini e mezzi,la mafia indica nella via un negoziante a cui fare riferimento.Costui ha l'incarico di raccogliere i proventi dell' opera di taglieggiamento e di consegnarla successivamente al capo zona mafioso che poi provvederà a farli pervenire al fiduciario della cosca....Mafia strutturata come una Holding e leggendo di quell'imprenditore costretto a tutti gli effetti a raccogliere mazzette,rimango costernato nel vedere che nel giro degli appalti il tutto si svolga in maniera assai simile.Valgono poco quindi i sermoni lanciati dal Tabaccaio Piacentino...Cambiano i musicisti ma la musica è sempre la stessa.Fare andare in fallimento la sinistra?Ci vuole poco.Basta tagliarle i fondi di cui ha bisogno...ED IN 48 ORE vanno a gambe all'aria.SONO SENZA SOLDI!!!I fasti di un tempo in cui i Rubli scorrevano a fiumi sono finiti.Basta solo avere la volonta' di farlo.
2
Il ladro di sesto........
22/07/2011 16:15
Postato da capitanuncino
Che vuoi farci....è tranquillo perche' sa già che lo salvano gli amici suoi.
1
Sto ladro !
22/07/2011 12:45
Postato da giggino1977
Ma perchè questo tizio non va in galera ?


Paola Ferrari, il suo vero volto senza luce
Lapo, ecco l'ultima fiamma: la cinese Zhu...
Bar, la donna più sexy del mondo
Pippa ruba la scena alla migliore amica
Gli shorts da urlo di Rihanna: bomba sexy
La donna del giorno è Daisy Fuentes
Sfilano le mogli dei leader Nato, è gara di eleganza
Rihanna si sbronza e poi perde l'aereo
Col Pdl Grillo triplica i voti Cav: "Imparare da lui"
De Benedetti al segretario "Il Pd ha vinto? Balle"
Il Cav pronto al ritorno: Alfano verrà "destituito"
La lettera di Belpietro al Pdl: "Ora lasciate tutti"
Bondi si dimette. Anzi no E attacca Libero
Levate la scorta alla Finocchiaro Usa i poliziotti come colf
Sisma, fischi a Monti: "Ladro" Lui: "Non pagherete l'Imu" Stanziati 50 milioni di euro
La Casta in trincea alla Camera: finanziamenti, no all'abrogazione