Superaccusatori Curriculum dei pm sconfitti Mignini punito, la Comodi sconfessata
Mignini punito per abuso d'ufficio: "Non ha senso del limite". La Comodi bacchettata quando indagò il cardinal Giordano
05/10/2011
BACCHETTATA DAL GUP
No, perché allora uno s’informa. Cerca di ricostruire, non come e quanto i giudici fanno con la vita passata degli imputati ma insomma, giornalisticamente scavando. Ed ecco: per quanto riguarda la dottoressa Comodi, peraltro nota anche fra gli avvocati per serietà e preparazione - e viene qui rimarcato senz’alcuna ironia -, ecco, la dottoressa Comodi condusse in un passato nemmeno troppo lontano un’altra inchiesta clamorosa, quand’era in servizio al tribunale lucano di Lagonegro. Si trattava dell’indagine che mise sotto accusa per usura fra gli altri anche il cardinale di Napoli Michele Giordano. Il quale nel dicembre del 2000 - quando la Comodi era da poco stata trasferita - venne assolto in udienza preliminare. Nelle motivazioni, il gup sottolineò «il magma di diverse rappresentazioni» emerse dall’inchiesta stessa, concludendo che «gli elementi indiziari non assurgono a dignità di prova in quanto difettano in essi i necessari requisiti della gravità, concordanza e precisione».
C’è da dire che la Comodi ha cominciato ad occuparsi dell’inchiesta sul delitto di Meredith nel maggio del 2008, sette mesi dopo l’omicidio, quand’ormai mancava poco alla chiusura dell’indagine. Tutta l’inchiesta preliminare è stata invece coordinata dal sostituto Mignini. Il quale aveva poi chiesto d’essere affiancato da un collega proprio poiché impegnato in un’altra indagine clamorosa. Quella sul decesso di Francesco Narducci, trovato morto annegato nell’ottobre del 1985 nel Lago Trasimeno. E niente, questa faccenda - presa in carico per l’appunto dalla Procura di Perugia - venne collegata ai delitti del mostro di Firenze, e si parlò delle onnipresenti logge massoniche e vennero indagati avvocati e magistrati e giornalisti, e per la verità tutto pare finito in niente, con archiviazioni varie e non luoghi a procedere. E però, d’altro canto, proprio Giuliano Mignini e il poliziotto-scrittore Michele Giuttari - che in qualità di capo del Gides, il Gruppo investigativo delitti seriali, conduceva le indagini di Firenze e Perugia sul maniaco delle coppiette e sui mandanti - Magnini e Giuttari, dicevamo, furono messi sotto accusa per abuso d’ufficio, in sostanza accusati d’aver svolto accertamenti illeciti, arresti compresi.
E vennero processati, e poi nel gennaio del 2010 condannati in primo grado: un anno e sei mesi a Giuttari, un anno e quattro mesi a Mignini - pene sospese con la condizionale. E per quanto riguarda Mignini, così recitava la sentenza: «La critica al modo di procedere è, in definitiva, di avere costantemente dimostrato nei suoi atti una mancanza di adeguata ponderazione e di senso del limite». E ancora: «L’azione penale è obbligatoria, ma ciò non significa che il pm debba qualificare in termini di illecito qualsiasi minimo spunto che consenta una vaga lettura in chiave accusatoria». Chissà se un eventuale ribaltamento del verdetto in Appello farà loro gridare allo scandalo.
SENSO DEL LIMITE
E comunque, intendiamoci, non è nemmeno che un errore professionale debba per forza segnare per sempre la carriera d’un magistrato - anche se “l’errore” di un pm può anche significare la galera per un innocente. E in ordine all’annoso dibattito sulla responsabilità civile dei magistrati - oggetto d’un disatteso referendum voluto dai soliti Radicali, rimasti unici e isolati a combattere per questioni di giustizia al di là delle logiche di schieramento - ecco, per questo si rimanda ad altri articoli. Per quanto ci riguarda, anche e soprattutto dopo una sentenza d’assoluzione, si vorrebbe dai pm proprio un po’ di «senso del limite». No, che non è neanche chiedere troppo.
di Andrea Scaglia
11
P.M
06/10/2011 07:57
Postato da lobadini
bastava guardare la loro faccia e si capiva gia' tutto!! Due psicolabili
10
e il CSM dove sta?
05/10/2011 18:32
Postato da angelux1945
questa non è giustizia! lo può dire solo il popolo, un magistrato che lo dice come minimo deve dimettersi e come minimo il csm deve aprire una procedura contro questo pm!!! lo so che è un'utopia, ma in un paese democratico le regole vengono applicate a tutti i soggetti, no ad alcuni si ed ad altri no!!!!!!!!!
9
" L'ERRORE DEL GIUDICE "
05/10/2011 17:40
Postato da tonipier@alice.it
" Non vi è errore giudiziario che non sia imputabile al giudice ", alla sua imprudenza, alla sua negligenza, alla sua malafede, hanno scritto Lailler e Venoven, autori di una importante raccolta di clamorosi errori giudiziari. L'errore è il prodotto teratologico della inefficienza della giustizia e costituisce la più grave onta alla dignità, al rispetto che si devono all'uomo ed alle collettività sociali-


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